«Mia madre, pasionaria abbandonata»

Parla Evgenia Carr, 31 anni, la figlia di Yulia Tymoshenko, ex primo ministro ucraino, arrestata ad agosto su ordine del tribunale di Kiev e condannata con l'accusa di abuso di potere.

«È stata arrestata illegalmente, ora la stanno torturando»

14/02/2012
Yevgenia Tymoshenko, la figlia della leader dell'opposizione ucraina Yulia Tymoshenko, ex premier, ora in carcere (foto Reuters).
Yevgenia Tymoshenko, la figlia della leader dell'opposizione ucraina Yulia Tymoshenko, ex premier, ora in carcere (foto Reuters).

«Il regime sta tentando di distruggerla fisicamente e mentalmente, ma mia madre continua a lottare e io credo che alla fine riuscirà ad uscire dal cercare, partecipare alle elezioni e dare il via ad un nuovo ciclo storico per l'Ucraina». Evgenia Carr, 31 anni, da poco più di un mese ha cambiato cognome. Ora si fa chiamare Tymoshenko, come sua madre, rinchiusa in carcere da sei mesi e condannata a sette anni di prigione per abuso di potere. Laureata alla London School of Economics, sposata con un cantante rock inglese, la figlia della “passionaria arancione” conosciuta nel mondo per il viso da principessa e le trecce bionde da qualche tempo non fa che viaggiare per il mondo. È appena stata negli Usa, per tenere un discorso al Senato. Ora è in partenza per Londra. L'obiettivo è sempre lo stesso: raccontare ciò che sta avvenendo a sua madre, per convincere Europa e Stati Uniti ad agire in suo aiuto.

Quando l'ha vista l'ultima volta?
Lunedì scorso. Non riesce a camminare né a stare seduta, ha forti dolori alla schiena. Eppure il medico della prigione dice che sta bene, e che quindi può essere sottoposta ad interrogatori. Tutti i giorni le fanno domande, le chiedono di firmare fogli, di rilasciare dichiarazioni. La luce della camera è accesa 24 ore su 24, con la telecamera che la controlla sempre. Nei giorni scorsi le hanno persino negato gli antidolorifici. La stanno sottoponendo ad uno stress incredibile. Lei però non si abbatte, vuole dimostrare agli ucraini e al mondo intero che è una donna forte, che crede nel futuro di questo paese.

In questa immagine dell'11 ottobre 2011, Yulia Tymoshenko tra la figlia Yevgenia e il marito Alexander durante il verdetto che ha condannato l'ex premier dell'Ucraina  a sette anni di prigione per abuso di potere (foto Ansa).
In questa immagine dell'11 ottobre 2011, Yulia Tymoshenko tra la figlia Yevgenia e il marito Alexander durante il verdetto che ha condannato l'ex premier dell'Ucraina a sette anni di prigione per abuso di potere (foto Ansa).

Teme che possa non farcela?
Sono molto preoccupata. Il sei gennaio è svenuta e nessuno è andato in suo soccorso. Le hanno dato dei medicinali a noi sconosciuti e hanno detto che non aveva alcun problema nonostante la testimonianze della sua vicina di cella che l'ha vista stare male. Stanno facendo di tutto perché smetta di lottare e muoia.

Lei che cosa sta facendo per aiutarla?
Continuo a viaggiare. Adesso andrò in Gra Bretagna, poi parlerò alla Commissione per diritti umani, in seguito andò in Canada. Lo faccio affinché si sappia che cosa sta avvenendo a mia madre.

Sta agendo anche legalmente?
Ho appena presentato la richiesta ufficiale al procuratore generale ucraino per aprire un'indagine su quanto avvenuto a mia madre. E' stata arrestata illegalmente, le hanno rubato la cartella medica, non le permettono di essere visitata dal suo medico, ora la stanno torturando.

Adesso però è andata a visitarla una commissione formata anche da medici internazionali. Se loro diranno che ha bisogno di cure differenti, a quel punto dovranno concedergliele...
Non credo. Consideri che inizialmente la commissione doveva essere formata solo da medici stranieri, invece alla fine le autorità hanno deciso di mandare anche dottori ucraini inviati dal ministero della salute, di fatto gente controllata dal regime. Sono le stesse persone che l'hanno torturata fino a ora, rifiutandosi persino di darle da mangiare. Come può questa commissione essere indipendente?

Lei ha detto che sua madre è stata condannata per fini politici. Perché ne è convinta?
La verità è che mia madre è stata condannata per aver rimosso RosUkrEnergo, la società che gestiva tutta l'importazione di gas dalla Russia in Ucraina. Quella è una società corrotta, al cui interno sedevano di fatto la metà degli oligarchi ucraini, compreso Yanukovich e i suoi amici. Mia madre ha escluso RuUkrEnergo dagli accordi sul gas, e Yanukovich gliel'ha fatta pagare mettendola in prigione.

Ha trovato appoggio nella sua battaglia da parte di Unione Europa e Stati Uniti?
Sì, da qualche tempo stanno capendo anche loro chi è Yanukovich. Lui sta ignorando tutti i segnali che arrivano dall'estero.

Quali sono questi segnali? Che cosa dovrebbero fare Ue e Usa?
Né io né mia madre vorremmo che venissero imposte sanzioni economiche contro l'Ucraina, perché questo creerebbe conseguenze negative a tutta la popolazione. Potrebbero però essere applicate sanzioni ai singoli protagonisti della repressione. Restrizioni a chi ordina e esegue le decisioni, ai giudici, ai membri della presidenza della Repubblica. Potrebbero ad esempio vietare loro di viaggiare in Europa e negli Stati Uniti.

Crede che questa condanna possa segnare la fine della carriera politica di sua madre?
Non credo, la sua popolarità da quando l'anno incarcerata è aumentata. Sono convinta che non starà in prigione per sette anni, che ci sarà un'amnistia per lei e i suoi colleghi politici, così che possa partecipare alle elezioni parlamentari del prossimo ottobre. Vincerà e darà inizio ad un nuovo ciclo della storia ucraina.

E se non dovesse uscire dal carcere entro ottobre lei potrebbe candidarsi al suo posto?
No, non mi vedo nei panni della figura politica. E poi non posso rimpiazzare mia madre, nessuno lo può fare.

Stefano Vergine
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