Droga, educare è meglio

Roberto Saviano a confronto con don Antonio Mazzi. Nel suo saggio sul traffico di cocaina, il primo suggerisce, pur fra tanti dubbi, la legalizzazione. Il sacerdote gli scrive: sbagli.

La polvere bianca che domina il mondo

06/06/2013
Roberto Saviano, 33 anni, vive sotto scorta da sette (Agf).
Roberto Saviano, 33 anni, vive sotto scorta da sette (Agf).

Roberto Saviano studiava il fenomeno del narcotraffico ancor prima che venisse pubblicato Gomorra. Quindi è da un decennio che indaga, consulta documenti, prende appunti. Questo lungo lavoro è stato riversato nel suo nuovo libro, Zero zero zero, edito da Feltrinelli, accolto da un grande successo. Probabilmente non esistono saggi altrettanto completi, articolati e ricchi di storie - secondo la tendenza dello scrittore a mescolare racconto e analisi - sulla cocaina. Ed è giusto riconoscere allo scrittore napoletano di aver affrontato con coraggio e determinazione una sfida difficile, dopo la clamorosa affermazione di Gomorra. Si respira una grande passione, nelle sue pagine, sulle cui ragioni profonde troverete interessanti riflessioni nell'intervista seguente.

Leggendo Zero zero zero, il lettore apprende la forza spaventosa e illimitata dei narcotrafficanti, dominatori - nei fatti e cifre alla mano - dell'economia mondiale. Si capisce come un problema che, in apparenza, non ci tocca da vicino, in realtà determina più di quanto immaginiamo il nostro destino. Come pure quello degli Stati e delle istituzioni.

Solo alla fine di un lungo percorso, nelle ultime pagine del saggio, dopo aver elaborato la più esauriente fenomenologia del traffico di cocaina che si conosca, Saviano si domanda quali siano le strategie più efficaci per contrastarlo. La sua risposta è: la legalizzazione.

Va detto subito che lo scrittore non giunge "a cuor leggero" a questa conclusione ed è del tutto consapevole delle implicazioni della sua indicazione. Lui stesso la definisce «un'opzione schifosa» sul piano morale. È dunque con sofferenza che giunge a questa conclusione.

Dal suo punto di vista, tuttavia, non esistono alternative. L'unico modo di combattere un potere tanto mostruoso e insidioso, per lo scrittore, è quello di ripetere quanto si è fatto con il tabacco: se ne legalizza il consumo, lo si pone sotto controllo e, con i ricavati, si attiva una intensa campagna di informazione. Altro modo di scardinare le trame dei narcotrafficanti, a suo avviso, non è dato.

L'opinione di don Mazzi, e di altri operatori delle Comunità di recupero, è diversa: secondo loro, solo battendo la strada dell'educazione, della formazione della persona e della prevenzione si riuscirà a debellare la strage perpetrata dalla cocaina. Certo, si tratta di un via lunga, che richiede pazienza, fiducia nell'essere umano, investimenti culturali e materiali. Ma questa è l'unica via: a questa, davvero, non c'è alternativa. La legalizzazione, al contrario, è un'illusione, un azzardo che può avere effetti devastanti.

Paolo Perazzolo

a cura di Paolo Perazzolo
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Postato da Giuliano73 il 11/06/2013 19:49

La soluzione proposta da Saviano, vale a dire la legalizzazione del mercato della cocaina,in realtà, a mio parere, è una non soluzione.Una volta assodato che la cocaina è un veleno che distrugge fisicamente e psicologicamente la persona e tutto il contesto familiare, l' unico obiettivo è fare in modo che i giovani non provino nè attrattiva nè curiosità per la polvere bianca; in che modo? Esiste una sola strada: si chiama scuola. Io proporrei l' inserimento di una nuova materia, da affiancare alle tradizionali,inerente alla lotta ad ogni forma di dipendenza (la cocaina non è che la punta di un iceberg). I ragazzi fin dalle medie inferiori dovrebbero essere coinvolti costantemente, direi quotidianamente, su temi come la droga. Una volta educati e responsabilizzati sulle devastanti conseguenze derivanti dal consumo di droghe ai ragazzi verrà spontaneo e naturale dire NO a chiunque proponga loro ogni tipo di sostanza. A quel punto venendo a mancare la domanda il mercato muore di morte naturale secondo la più banale ed elementare legge domanda/offerta.

Postato da velica il 09/06/2013 21:05

Il problema va affrontato su più fronti, soprattutto quel preventivo, rendere il probabile consumatore consapevole delle conseguenze, non solo sul proprio corpo, ma anche su quello economico, sociale.Anche il gioco, il fumo, sono legali, eppure continuano a mietere vittime.

Postato da degrel0 il 06/06/2013 16:24

Saviano ormai ha perso il ben dell'intelletto.Sono padre di un ex-cocainomane e non ringrazierò mai abbastanza la comunità,tenuta da un prete poco mediatico ma molto attivo, nella quale ha recuperato se stesso.

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