FARE RETE, UN PROGETTO A MISURA DI FAMIGLIE

07/04/2021

E’ nato per interpellare le famiglie, strette nella tempesta della pandemia, e rispondere ai loro bisogni con validi strumenti di sostegno: si tratta di FARE RETE – ovvero FAmiglie REsiLIENTI REsistono alle TEmpeste –, un progetto di ricerca-azione (di cui sono enti partner OEFFE, ASCOLOM, GMaC e SIDeF) pensato per sostenere le relazioni familiari messe alla prova dalla pandemia legata al virus CoVID-19 e dal disagio del lockdown.

 

Il CISF è nella squadra degli enti associati, insieme a Forum lombardo delle Associazioni Familiari, il Centro Studi e Ricerche sulla Famiglia e OSSCom dell’Università Cattolica, FELCEAF - FEderazione Lombarda CEntri Aiuto alla Famiglia, CAV - Centro Aiuto alla Vita Mangiagalli e AIART - Associazione Spettatori Onlus.

L'iniziativa - patrocinata dalla regione Lombardia mediante il Bando Sostegno alle Attività di volontariato Terzo Settore – è volta ad affrontare “il paradosso nascosto sotto l'assedio dell’urgenza: oggi i più colpiti dalla pandemia sono gli anziani mentre chi invece ne pagherà le conseguenze lungo l'arco della vita sono i giovani. Le famiglie stanno esattamente in mezzo e combattono sui due fronti», ha spiegato Giorgio Tarassi, presidente dell’Associazione OEFFE APS, capofila del progetto. «Una recente indagine presentata dal CISF su giovani, famiglia e futuro ha mostrato che, su un campione di 800 ragazzi, nel 2020 il 49,6% dichiara che dal punto di vista economico la loro vita non è cambiata: e gli altri? Che cos’è successo a quel 51,4% silenzioso? Altro che situazioni marginali!» continua Tarassi, che specifica: «È pericoloso dare per scontato che, in circostanze così difficili, i nuclei familiari si sorreggano con le loro sole forze o con i mezzi che hanno avuto a disposizione finora».

Il nuovo progetto risponde alla necessità di strutturare un piano di aiuti concreti su tutto il territorio lombardo, sia attraverso le attività dei partner di FARE RETE, sia tramite le reti connesse agli enti locali coinvolti. Per riuscirci, una risorsa strategica in più è rappresentata dalla piattaforma digitale dedicata a FARE RETE, che si chiama proprio come il progetto, e che mette in connessione tutte le parti interessate (le associazioni partner, gli enti locali e le famiglie), e offrirà agli utenti informazioni e aggiornamenti sulle attività in corso, i servizi offerti dai soggetti coinvolti nel progetto e i riferimenti esatti al progetto di ricerca, corredati da una sintesi dei risultati emersi.

 

La messa in opera prevede due fasi: un’attività di studio e ricerca (svolta dai due centri di ricerca dell’Università Cattolica) che ricostruisca le situazioni fronteggiate dalle famiglie, dagli operatori e dalle associazioni dedite al sostegno dei nuclei familiari. «La ricerca non è un'attività di pura lettura di dati distanti dalla realtà ma sarà finalizzata a costruire e modificare le attività concrete che verranno messe in campo. Per questo la prima fase prevede innanzitutto un questionario online rivolto alle associazioni familiari e ai consultori di ispirazione cristiana. Interpelliamo gli operatori a contatto con le famiglie, enti e persone che quotidianamente ascoltano i bisogni delle famiglie, le loro criticità, i loro problemi, relazionali ma anche economici, di isolamento, educativi. Non, quindi, una ricerca di laboratorio, ma innervata nel concreto delle relazioni di aiuto», ha spiegato Francesco Belletti, direttore CISF.

 

Dopo aver “letto” la mappa dei bisogni, la seconda fase prevede successive azioni di sostegno alle famiglie, sia dirette (attraverso delle attività organizzate verticalmente) sia indirette, tramite le reti afferenti alle associazioni indipendenti coinvolte (Forum delle associazioni familiari e FELCEAF) e agli enti locali che appoggiano il progetto. Tra le attività che verranno proposte, ci saranno corsi per assistenti familiari, corsi per famiglie con fragilità, percorsi di prossimità, laboratori esperienziali, tutoring e ricollocamento lavorativo: tutte queste iniziative saranno gratuite e saranno messe a disposizione online per rispondere ai bisogni attuali delle famiglie.

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