CUORI SPEZZATI

15/07/2021

Jorge María Randle, Cuori spezzati. Un cammino per guarire dalle ferite dell’aborto, Ares, Milano 2021, pp. 184, €. 15.00.

 

Scrive Costanza Miriano, nella sua prefazione, che questo è un libro che “parla ai cuori spezzati”. Ed è davvero una materia complessa, e socialmente passata sotto silenzio, la questione della necessità di una guarigione post-aborto. L’autore, sacerdote argentino che si è dedicato per anni all’accompagnamento di persone ferite dall’aborto, offre un saggio straordinariamente chiaro sull’argomento, e fornisce strumenti prima di tutto di pastorale, preziosi per i sacerdoti ma anche per tutti coloro che accompagnano questi cuori spezzati.

Nella società contemporanea c’è infatti un processo di rimozione anche linguistico sul tema, che porta le donne che hanno abortito ad avere molte difficoltà nel riconoscere le ferite psicologiche e fisiche che restano dopo l’intervento. Scriveva Jérôme Lejeune, genetista, pediatra scopritore dei meccanismi che causano la sindrome di Down, che “un bambino pesa più sulla coscienza che tra le braccia”, ed è vero che la complessità del quadro che vive una persona dopo un aborto può essere accostato a una sindrome post traumatica.

Ma si tratta di un dolore vissuto nel silenzio e nella solitudine, fa notare l’autore. La maggior parte delle donne non parla del proprio aborto e, nei rari casi in cui lo fa per condividere il proprio disagio, viene zittita con frasi come “hai fatto ciò che dovevi fare” o “non hai niente di cui sentirti in colpa”.

A chi consegnare, dunque, questo grappolo interiore che resta nell’anima, questa sensazione di fallimento, di perdita, di impossibilità di recuperare? Il libro offre spunti per un percorso di guarigione (che non può prescindere, ovviamente, dal riconoscimento dell’aborto in sé) e che passa da diverse fasi di riconciliazione: la riconciliazione con il figlio non nato; la riconciliazione spirituale con Dio; la riconciliazione con se stessi. Lo sguardo non giudicante, aperto all’ascolto, incoraggiante di chi accoglie donne (e uomini) spezzati può essere il primo passo di questo cammino di riconciliazione che passa dal perdono e offre una risposta di speranza rispetto alla riparazione e uno sguardo nuovo alla vita.

(B.VE.)

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