22/12/2011
"In Italia, si investono poche risorse pubbliche nella prima fase del ciclo di vita dei bambini, con un'offerta di nidi tra le più basse d'Europa. Insoddisfacenti sono anche i risultati ottenuti dai ragazzi italiani nelle rilevazioni internazionali su apprendimenti e competenze.
C'è un legame tra i due fatti? I bambini che hanno avuto una probabilità più alta di frequentare l'asilo nido, hanno punteggi migliori. Perché socializzazione precoce, rapporto educativo con personale specializzato, stimoli offerti da nidi di qualità sono fondamentali per lo sviluppo.
"I recenti studi di Jim Heckman e dei suoi coautori hanno dimostrato come sia cruciale per lo sviluppo cognitivo individuale l’investimento (da parte delle famiglie e del sistema scolastico) nei primi anni di vita. (1) Non solo ha rendimenti più elevati rispetto a un investimento fatto più tardi, ma ha anche costi minori .In Italia, l'investimento pubblico nei bambini nella prima fase del ciclo di vita è limitato sia nel confronto europeo che nel confronto con altre classi di età. La spesa media per i bambini in questa fascia di età è del 25 per cento inferiore a quella media dei paesi Ocde ed è la metà della spesa media destinata alle classi di età 6-11 e 12-16. L’offerta di servizi, cioè nidi pubblici, è tra le più basse d'Europa: solo il 12 per cento dei bambini sotto i tre anni ha un posto al nido pubblico, contro il 35-40 per cento della Francia e dei paesi nordici".
Dall'articolo: IL NIDO FA BENE. AI GENITORI E AI FIGLI
di Daniela Del Boca , Silvia Pasqua e Chiara Pronzato
L'articolo è stato pubblicato su la Voce e su: Ingenere, donne e uomini per una società che cambia