Dati e prospettive nelle adozioni internazionali

Presidenza del Consiglio dei Ministri, Commissione per le adozioni internazionali, Rapporto sui fascicoli 1° gennaio al 31 dicenbre 2013 in collaborazione con l’Istituto degli Innocenti

02/05/2014

.......La realizzazione del report qui presentato è stata promossa dalla Commissione per le Adozioni Internazionali con la collaborazione dell’Istituto degli Innocenti di Firenze con l’obiettivo di fornire un’analisi del fenomeno delle adozioni internazionali nella cornice di riferimento determinata dalla legge 184/1983 e successive modifiche.
La pubblicazione ha come oggetto i dati in possesso della Commissione per le Adozioni Internazionali, contenuti nei fascicoli dei minori stranieri autorizzati all’ingresso e alla residenza permanente nel nostro Paese a scopo di adozione.
Il report raccoglie informazioni di carattere quantitativo e qualitativo, in grado di descrivere il profilo dei bambini stranieri adottati e delle coppie adottanti, nonché alcuni dati inerenti gli enti autorizzati e il loro intervento per Paese di origine e dati riguardanti i decreti di idoneità emessi dai tribunali per i minorenni.....


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Premessa


...La Commissione per le Adozioni internazionali, che ho avuto l’onore di presiedere per buona parte dell’ultimo anno, svolge l’altissimo compito di permettere la nascita di famiglie basate su legami di cuore più che di sangue.
Sappiamo che divenire madri e padri adottivi non è semplice ed essere figli adottati nemmeno, come non è mai semplice essere genitori e figli, ma è vero che tale scelta richiede un po’ più di coraggio, di attenzione, di amore e di reciproco supporto.
Ed è anche per questo che quella adottiva è una delle versioni più belle di famiglia che merita di essere riconosciuta, sostenuta e agevolata nelle diverse fasi del suo formarsi. Va salutata, dunque, come una notizia lieta ed un passo doveroso la revisione delle disposizioni in materia di filiazione a cui siamo giunti.
Tale provvedimento – di cui sono stata proponente insieme ai già ministri dell’Interno, della Giustizia e del Lavoro – ha una portata davvero eccezionale poiché sancisce la completa parificazione tra figli, rimuovendo ogni genere di discriminazione.
Sappiamo che ci sono ulteriori passi da compiere per aiutare a colmare le due lacune d’amore: quella di tanti bambini che attendono di congiungersi agenitori che ancora non conoscono ma che impareranno ad amare e quella di tante coppie che
desiderano ardentemente abbracciare quel loro figlio nato altrove.
Le associazioni premono affinché l’iter venga semplificato e velocizzato, intensificando e rafforzando i rapporti diplomatici con i principali paesi di provenienza dei bambini in adozione.
Gli aspiranti genitori chiedono inoltre di ridurre i costi e ad assicurare una maggiore omogeneità tra quelli praticati da parte dei singoli enti autorizzati.
A tale proposito, alcune associazioni chiedono pure che sia favorita la costituzione
di enti pubblici che curino il procedimento di adozione.
Occorre quindi pervenire ad un ripensamento delle procedure che non pregiudichi però l’adeguato percorso di valutazione, formazione e consapevolezza delle famiglie adottive, i necessari controlli e la trasparenza, per scongiurare le storture ed evitare la tristissima piaga dei rigetti, anteponendo a tutto i diritti e gli interessi dei bambini, come sancito dalla Convenzione de L’Aja.
La Commissione per le Adozioni internazionali ha confermato anche nel 2013 il più ampio impegno per rimuovere le varie criticità che spesso rendono difficile l’incontro tra il bisogno di affetto dei bambini che non trovano accoglienza in una famiglia del proprio Paese di origine e l’aspirazione  delle tante coppie italiane che ogni anno sono dichiarate idonee all’adozione internazionale.
A questo riguardo mi preme ricordare che anche nell’ultimo anno si è svolta con successo di partecipazione l’attività di formazione in ambito nazionale, rivolta a tutti i soggetti coinvolti nella realizzazione del progetto adottivo (giudici togati dei Tribunali per i Minorenni e delle Procure, rappresentanti dei enti autorizzati e personale dei servizi sociali territoriali) collocando questo evento come un vero e proprio appuntamento indispensabile e prezioso per i professionisti che lavorano nel settore.
Al fine di avviare un proficuo confronto al riguardo, ritengo opportuno
accennare, di seguito, a quelle che mi sembrano le questioni importanti da affrontare. Innanzitutto

- Una revisione del regolamento che riordini la Commissione Adozioni Internazionali (D.P.R.
n.108/2007). L’esigenza è particolarmente avvertita, soprattutto in relazione alle disposizioni che regolano lo svolgimento dei lavori della Commissione, ai quali occorrerebbe conferire maggiori speditezza ed efficacia. Desidero precisare che le nostre procedure sono già buone, ma, come sempre accade, sono suscettibili di ulteriore miglioramento.
- Sotto altro profilo, al fine di accentuare l’impronta pluralistica e l’apertura alla società civile, ad alcune delle sedute della Commissione si potrebbero invitare esperti, rappresentanti di altre associazioni familiari, oltre a quelli già designati quali componenti della Commissione stessa, rappresentanti di altre Istituzioni quali autorità garanti,
e altri soggetti che possono proficuamente indirizzare il processo di revisione. Sarebbe certamente proficuo un intervento per la riduzione e uniformazione dei costi in modo da rendere meno gravoso e più democratico l’accesso all’adozione.
Come gioverebbe alimentare la collaborazione e lo scambio tra la CAI e gli enti autorizzati, in un clima di reciproca fiducia.
Mi sia consentito far cenno ad un ulteriore ambito di attività della Commissione, cui attribuisco grande rilievo.
Mi riferisco all’attività che discende dall’obbligo, per gli Stati che hanno ratificato la Convenzione de l'Aja, di inserire tra le priorità politiche le “misure appropriate per consentire la permanenza del minore
nella famiglia di origine”
.
In tale contesto, richiamo con soddisfazione la circostanza che la Commissione ha promosso e sostenuto, con contributi di carattere finanziario, la realizzazione di
progetti di sussidiarietà, volti cioè alla prevenzione e al contrasto del fenomeno dell’abbandono dei minori nel Paese di origine
, attraverso interventi che consentano la loro permanenza in famiglia e, più in generale, nella comunità di appartenenza (come la deistituzionalizzazione dei minori, loro accoglienza nella famiglia di origine o l’affidamento ad altre famiglie e a case-famiglia; l’inserimento sociale dei minori che stanno per raggiungere la maggiore età e che dovranno pertanto lasciare gli istituti).
All’interno di questa cornice, il Rapporto statistico della Commissione per le Adozioni Internazionali costituisce, ormai da anni, uno strumento indispensabile per la
collettività e la comunità internazionale, volto a porre in evidenza in modo sempre più puntuale le dinamiche che caratterizzano le adozioni internazionali in Italia
.
In termini metodologici, la registrazione quantitativa e l’analisi di qualità, fanno sì che il rapporto non sia esclusivamente una fotografia della situazione in termini puramente numerici, ma si proponga come un vero e proprio appuntamento annuale in grado di fornire spunto per le ricerche sul fenomeno e per le progettualità future, in un’ottica sempre volta al miglioramento del ‘sistema adozione’.
Il rapporto si compone di una parte testuale contenente un supporto grafico e cartografico per consentire una lettura completa delle fondamentali tendenze dell’adozione internazionale in Italia, e di una parte analitica che approfondisce le tematiche connesse all'adozione internazionale attraverso dati riguardanti ambiti territoriali regionali e serie storiche. La puntualità dei dati permette di fornire una
mappa completa della provenienza e della residenza finale dei minori adottati.
È poi rinnovata la parte dedicata al percorso delle coppie, con un'analisi del cammino svolto dai genitori.
Nel corso dell’anno 2013 le famiglie italiane hanno realizzato l’adozione internazionale di 2.825 bambini,  provenienti da ben 56 diversi Paesi.
Il dato raggiunto, considerato il significativo decremento del fenomeno a livello mondiale, ha però registrato un calo inferiore rispetto all’anno precedente (con
una flessione delle coppie adottive del 7,2 % rispetto al 2012 paragonata al calo del 21,7% del 2012 rispetto al 2011) con margini percentuali più contenuti di quelli emersi in altri Paesi europei o extra-europei.
Anche nel 2013 si è quindi registrata una stabilizzazione della disponibilità delle
famiglie italiane ad adottare nonostante il continuo cambiamento del contesto internazionale e la crisi economica.
Questi dati confermano come l’Italia rappresenti uno dei Paesi di destinazione più
attivi nello scenario internazionale, in grado di offrire un’accoglienza che tenga conto delle sempre diverse e particolari esigenze dei bambini stranieri in stato di adottabilità.
La Commissione si è fatta promotrice, come negli anni passati, di una serie di incontri bilaterali in Italia e all’estero per lo scambio di informazioni e di esperienze, partecipando a quattro eventi internazionali programmati:
in India, in occasione del 3° Meeting Internazionale in materia di Adozioni; in Irlanda, per l'8° Meeting delle Autorità Centrali europee; in Colombia per l'incontro con l'Autorità colombiana sulla situazione dei minori in adozione nazionale e internazionale; la Commissione ha altresì
partecipato, in Svizzera, all'annuale incontro organizzato per le Autorità Centrali dal Permanent Bureau della Conferenza de L’Aja
, organo che monitora l’attuazione nei diversi Paesi ratificanti della Convenzione de L’Aja sulla tutela dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale.
Risulta quindi di particolare conforto poter dimostrare che la costante azione di
attività internazionale della Commissione nella cura sistematica e scrupolosa delle relazioni con gli interlocutori all’estero, e il confronto con i rappresentanti degli enti autorizzati, ha permesso l’instaurarsi di un intenso dialogo fondato sulla fiducia reciproca.
Nel nostro Paese si sono svolti numerosi tavoli di lavoro, che hanno visto la partecipazione dei rappresentanti istituzionali di Haiti, della Repubblica Popolare Cinese, dell’Ucraina e della Repubblica Slovacca, al fine di migliorare l’implementazione di buone pratiche in grado di superare alcune criticità procedurali.
Sono certa che questo Rapporto sarà di aiuto a tutti coloro che operano in questo ambito. E auspico che la competenza e la sensibilità – che contraddistinguono i professionisti di questo settore in Italia, tanto del pubblico che del privato sociale – possano confermarsi ed accrescersi, permettendo a sempre più bambini di avere una famiglia che li cresca e li ami.
La Presidente
On. Cecile Kyenge


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