Associazionismo familiare

Famiglia, associazionismo e processi di socializzazione, il capitale sociale come risorsa. Tesi in breve di Maria Claudia Borgia

02/12/2013

Tesi di Maria Claudia Borgia
Relatore: Fabio Ferrucci
Anno Accademico 2010-2011

Facoltà di Scienze umane e sociali, Laurea in Scienze della formazione primaria, Università degli Studi del Molise



Maria Claudia Borgia

Introduzione

La presente tesi analizza quali sono le motivazioni che fanno sì che le famiglie coinvolgano i loro ragazzi nelle attività parascolastiche ed extrascolastiche, quali ad esempio: corsi superiori di lingua, associazioni sportive, associazioni musicali, associazioni scoutistiche, etc. Inoltre, nelle pagine che seguono si approfondisce il ruolo di tali attività nello sviluppo e nella crescita del bambino, nella trasmissione di capitale umano e nella generazione di capitale sociale nel rapporto fra il ragazzo la famiglia e la scuola da una parte, e le agenzie extrascolastiche dall’altra.

Nello specifico, questo lavoro valuta i benefici che dovrebbe ottenere il ragazzo, la famiglia e, di riflesso, la società di cui essi fanno parte, nutrendo un interesse particolare alle peculiarità delle attività svolte nelle varie articolazioni di queste agenzie formative, il contributo che esse danno per quanto riguarda l’aumento di capitale umano e sociale, ai fini della costruzione di modelli positivi, utili allo sviluppo di un futuro cittadino, consapevole ed a sua volta migliorativo della società.

Ormai, soprattutto le realtà cittadine, sono costellate di numerose agenzie formative, o presunte tali, che offrono una miriade di attività per i ragazzi. Tali associazioni inducono, anche con una pubblicità martellante ed accattivante, una serie di opportunità formative, pongono i bambini e le rispettive famiglie nello stato psicologico del bisogno e della necessità di utilizzare tali opportunità.

Volendo fare un semplice riferimento a Scanagatta (2002), la molteplicità delle agenzie formative o metodologie educative è teoricamente immensa, quasi tutte potrebbero essere percorribili, se solo non fosse per questioni di praticità.
Come risulta dalla letteratura sull’argomento, non tutte le associazioni sono finalizzate allo sviluppo  del capitale umano e sociale, dunque le loro peculiarità vanno tenute in debito conto nei vari aspetti della formazione del ragazzo.

La ricerca

La ricerca empirica è stata effettuata mediante la somministrazione di un questionario ad alcuni genitori dei bambini associati, con l’obiettivo principale di rilevare la possibile trasmissione di capitale sociale dai genitori ai figli, la presenza di capitale umano nei bambini e la presenza di capitale sociale interno alla famiglia.
Nel terzo capitolo sono illustrati nel dettaglio i metodi di campionamento e di analisi dei dati, nonché i limiti della ricerca.
Nel quarto capitolo si è proceduto all’analisi dei dati, con l’intento di sottoporre a verifica le ipotesi formulate inizialmente a partire dalla teoria relazionale del capitale sociale.
Nel complesso, la teoria ha dimostrato una buona capacità euristica. Allo stesso tempo, sono emersi anche alcuni risultati inaspettati ed altri di difficile interpretazione nell’ambito del framework relazionale. Il che lascia aperta la possibilità di formulare nuove ipotesi di ricerca, da sottoporre ad ulteriori verifiche, come ad esempio l’estensione della ricerca ad altre associazioni o la sperimentazione in altri contesti cittadini.
Bisogna comunque specificare che molto positivi sono i risultati raccolti dall’analisi dei dati e rielaborati con il sistema di equazioni lineari “Lisrel”, infatti l’ipotesi di partenza, secondo la quale il capitale sociale della famiglia concorre a determinare positivamente il livello di capitale umano e sociale del bambino, è chiaramente confermata dai risultati analizzati nel quarto capitolo.
Tali dati sono stati ulteriormente approfonditi grazie allo studio statistico avvenuto con il programma SPSS che ha confermato le ipotesi della ricerca, come ad esempio l’influenza delle associazioni sulla positiva condotta disciplinare e sul rendimento scolastico degli alunni.

Conclusioni

A potenziare tali peculiarità dell’individuo possono concorrere diversi fattori, primo fra tutti una famiglia disponibile ad intrattenere relazioni con l’esterno, ad apprezzare l’azione educativa della scuola e delle associazioni.
Una famiglia i cui genitori passino del tempo con i propri figli, seppure impegnati lavorativamente; siano genitori fiduciosi nell’altro generalizzato e trasmettano questo aspetto rassicurante al proprio figlio.
Oltre a questi preziosi contributi della famiglia è necessario che anche la scuola e le associazioni extra-scolastiche svolgano il loro ruolo non solo come luoghi di formazione- educazione ma soprattutto come luoghi ideali per una buona socializzazione.
Il lavoro condotto in questa tesi si è avviato approfondendo le teorie sull’evoluzione dei concetti di capitale sociale e umano nel primo capitolo, successivamente è stata presentata la scelta dell’approccio relazionale di Donati per lo studio del capitale sociale e l’approfondimento teorico condotto sulle peculiarità dell’istituzione scolastica e di alcune associazioni in ambito educativo.
Nel quarto capitolo abbiamo illustrato la metodologia della ricerca empirica, la quale se in parte conferma le teorie analizzate durante inizialmente prese in esame dall’altra pone alcuni interrogativi e punti di disaccordo con quanto prospettato inizialmente.
Uno degli obiettivi iniziali era di indagare le motivazioni che spingono le famiglie a coinvolgere i propri figli nelle attività parascolastiche ed extrascolastiche.
In considerazione  degli scopi perseguiti  dalle singole associazioni, i risultati sarebbero dovuti essere diversi tra le differenti associazioni: i genitori che sceglievano gli scout avrebbero dovuto farlo per “maggiori opportunità di socializzazione” mentre per le altre associazioni, i cui obiettivi sono soprattutto formativi e solo in un secondo momento di socializzazione, ci attendavamo che gli intervistati le avessero scelte per un loro “interesse specifico” o per dare al proprio figlio “maggiori opportunità formative”.
I risultati mostrano come i genitori non facciano differenze rispetto ai diversi obiettivi nella scelta delle associazioni, ma decidano di iscrivere i figli sulla base di due motivi principali: “per fargli avere maggiori opportunità formative” e “per fargli avere maggiori opportunità di socializzazione”, i quali sono compresenti qualsiasi sia il tipo di associazione
Altro obiettivo verificato con la ricerca è stato di constatare il ruolo delle attività extra-scolastiche nello sviluppo e nella crescita del bambino, nonché nell’apporto positivo all’aumento del capitale sociale.
I risultati evidenziano come le relazioni del bambino siano migliorate dal momento dell’iscrizione all’associazione, “molto” per i bambini che frequentano le associazioni sportive e “abbastanza” per i bambini iscritti agli scout. Questi risultati non confermano del tutto il presupposto di partenza che vede come obiettivo fondamentale dell’associazione scoutistica la capacità di creare una solida rete di relazioni, più di qualunque altra associazione. 
Per quanto riguarda il potenziamento del capitale umano di cui già sono portatori i bambini provenendo dalla famiglia, l’apporto dato dalle associazioni è molto positivo. I bambini che frequentano gli scout e le associazioni sportive sono molto corretti in ambito scolastico dal punto di vista disciplinare, probabilmente perché le attività in tali agenzie educative sono regolate da precise norme che agiscono rinforzano le norme educative familiari. Le associazioni influenzano anche il rendimento scolastico del bambino, visto che nella maggioranza dei casi il profitto è aumentato dal momento dell’iscrizione all’associazione. A questo proposito si è chiesto ai genitori se il contributo dato dalle associazioni fosse utile anche in campo scolastico.
I risultati raccolti sono stati molto positivi per quanto riguarda l’associazione sportiva, meno per i genitori dei bambini iscritti agli scout che non trovano molto positive le ricadute dell’associazionismo scoutistico nel contesto scolastico del proprio figlio.
Le differenze tra le diverse agenzie extrascolastiche sono ulteriormente approfondite nel quarto capitolo, l’analisi dei dati raccolti nonché l’elaborazione dei questionari utilizzati per la ricerca, è stata condotta grazie al  programma di elaborazione statistica “SPSS” (approfondito nel terzo capitolo dedicato alla metodologia utilizzata).
Oltre all’utilizzo di questo programma, per l’analisi dei dati più specifici - relativi alla generazione di capitale sociale nel contesto domestico e scolastico -  è stato utilizzato un programma di equazioni lineari “Lisrel”.
Dalle elaborazioni condotte risulta che il capitale sociale della famiglia concorre a determinare positivamente il livello di capitale umano e sociale del bambino. Allo stesso tempo si registra una correlazione positiva tra il capitale umano del bambino e il suo capitale sociale.
Tali risultati confermano quelli ricavati dall’incrocio di più variabili con il sistema SPSS. Il capitale sociale, secondo quanto afferma Donati, dovrebbe essere incrementato positivamente dal tempo che il genitore dedica al dialogo o alla visione della tv con il proprio figlio.
Dai risultati ottenuti dalla ricerca, si nota che non sempre il tempo dedicato al proprio figlio è dovuto alla volontà esplicita del genitore, ma nella maggioranza dei casi è molto condizionato dagli impegni lavorativi di questo.
La trasmissione del capitale sociale è favorita anche dalla fiducia che il genitore pone nell’altro generalizzato. Buona parte degli intervistati (81,4%) ha fiducia nella maggior parte delle persone, questo fattore tende ad aumentare quando il genitore è impegnato per un congruo numero di ore nelle attività associative. Perciò attenendoci a questi risultati, riteniamo confermata l’ipotesi iniziale sul ruolo positivo svolto dalla famiglia nella trasmissione di capitale sociale ed umano.

Si conclude in questo modo la presente tesi, è possibile prospettare ulteriori approfondimenti considerando altre associazioni o estendendo lo studio ad un più vasto contesto. La novità di questa ricerca è stata quella di aver esaminato nello specifico una realtà meridionale quale quella della città di Barletta e di aver approfondito il ruolo delle tre associazioni extra-scolastiche specifiche con i loro differenti obiettivi educativi nella generazione del capitale sociale

 

 

Maria Claudia Borgia
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