I figli di coppie separate

I figli di coppie separate, una ricerca qualitativa sui costrutti di lealtà e autostima. Tesi in breve di Anna Laura Cavagnoli

04/07/2013

Tesi di Anna Laura Cavagnoli
Relatore: Vittorio Cigoli
Anno Accademico 2010-2011

Facoltà di Psicologia, Laurea Magistrale in Psicologia Clinica: salute, relazioni familiari ed interventi comunitari

Università cattolica del Sacro Cuore, Milano

Anna Laura Cavagnoli


La separazione e il divorzio sono situazioni sempre più frequenti in Italia, basti pensare che dal 1995 al 2008 si è registrato un incremento del fenomeno pari al 101%. Tali eventi critici riguardanti la relazione coniugale hanno anche effetti inevitabili sulla genitorialità e sul benessere dei figli.
In particolare, le ricerche mostrano che le dinamiche psicologiche dei bambini figli di genitori separati e divorziati subiscono un mutamento sia dal punto di vista relazionale, le dinamiche di lealtà nella relazione con i genitori, che da quello individuale, il livello di autostima.
La lealtà può essere definita come un sentimento di dovere, onestà e giustizia alla famiglia basato sulle aspettative familiari (Boszormenyi-Nagy e Spark, 1973). Riferimenti importanti tra gli studi su questo tema sono l’Approccio Contestuale di Ivan Boszormenyi-Nagy (Boszormenyi-Nagy e Krasner, 1986) che ha ben definito il costrutto e ne ha distinto diverse forme, e l’Approccio Relazionale-simbolico (Scabini e Cigoli, 2000) che considera la lealtà come principio primo sottostante la famiglia, a caratterizzazione triadica e conflittuale, multi-presente nelle differenti relazioni famigliari.

L’autostima è definibile come l’atteggiamento positivo o negativo verso il sé, la soddisfazione per se stessi e la percezione del proprio valore derivante dal confronto con gli altri. Questo costrutto è stato oggetto di interesse per la psicologia sin dalla sua nascita come disciplina scientifica e diversi studiosi ne hanno evidenziato la complessità (William James, Charles H. Cooley, George Mead, Rollo May, Carl Rogers, Gordon Allport, e Stanley Coopersmith…) isolandone diverse componenti (cognitiva, emotiva, valutativa, sociale-relazionale) e diverse tipologie (autostima genuina e difensiva, globale e dominio-specifica, implicita ed esplicita, difensiva, contingente…). Esistono anche differenti posizioni teoriche sul suo sviluppo: le più tradizionali formulazioni sono l’Approccio Cognitivo e il Costruzionismo sociale a cui più recentemente si sono aggiunte la Teoria socio-cognitiva del Sé relazionale e la Teoria della genetica comportamentale.

Autostima e lealtà

L’obiettivo della ricerca qui presentata è esplorare come il divorzio e la separazione dei genitori influenzino il livello di autostima e la lealtà del figlio per avere una visione individuale, dal punto di vista del bambino, e relazionale, dal punto di vista delle relazioni famigliari, dei cambiamenti conseguenti a questi eventi critici imprevedibili che si verificano sempre più spesso nel ciclo di vita della famiglia.
Il disegno di ricerca impiegato è longitudinale in due tempi: il primo tempo, la fase Pre, coincide con l’inizio dell’intervento Gruppi di Parola per figli di genitori separati; il secondo tempo, la fase Post, con la loro conclusione.
I soggetti considerati sono nove bambini di età compresa tra gli otto e gli undici anni di nazionalità italiana, prevalentemente di sesso maschile (tre femmine e sei maschi) che hanno partecipato all’intervento Gruppi di Parola presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e  presso il Centro di Servizio alla Famiglia di Assago.
Gli strumenti impiegati sono la Griglia di lettura della lealtà e il Test di valutazione Multidimensionale dell’Autostima (T.M.A) di Bracken (1993).
La griglia di lettura della lealtà, costruita ad hoc, permette di leggere le dinamiche di lealtà da “La Doppia Luna” di Greco (1999), disegno semi-strutturato della famiglia che si basa sulla corrispondenza tra spazio psicologico e spazio grafico per elicitare la rappresentazione dei propri confini familiari.
La griglia di lettura della lealtà permette di identificare quale forma di lealtà (Equilibrio di lealtà, Conflitto di lealtà o Lealtà divisa) caratterizza il rapporto del bambino con i suoi genitori in base all’analisi di una serie di indicatori qualitativi (Tipologie di disegno secondo la“Doppia Luna” di Greco; Ordine di comparsa dei genitori nel disegno; Tipologia di simbolo; Confine; Colore prevalente).
Tabella 1 - Griglia di lettura della lealtà, in allegato 

 

Per studiare l’autostima del bambino è stata impiegata la scala “Relazioni interpersonali” del Test di Valutazione Multidimensionale dell’Autostima (T.M.A) di Bracken (1993).
L’analisi delle dinamiche di lealtà ha mostrato che la situazione che frequentemente questi bambini vivono è la difficoltà a ripensare la lealtà caratterizzante la famiglia intatta, unica e uguale per natura e per nascita, in un orizzonte che ora ha due famiglie.
Questa nuova situazione porta i bambini di fronte ad una serie di interrogativi sul comportamento che dovranno mantenere nel futuro. Alcuni possono riuscire a considerare le due famiglie come entrambe importanti e a mantenere un equilibrio di lealtà. Altri riconoscono l’importanza di entrambi i genitori ma sanno anche che le due lealtà non potranno più convivere armoniosamente e saranno in conflitto, altri ancora ne considereranno una sola a scapito dell’altra.

Conclusioni

Dalla applicazione della Griglia di lettura della lealtà ai disegni della Fase Pre e della fase Post è emerso che la quasi totalità dei bambini considerati vive in un conflitto tra la lealtà alla madre e al padre. Dopo la partecipazione ai Gruppi di Parola si sono verificati miglioramenti nelle dinamiche di lealtà e in due casi si è riscontrato anche un cambiamento positivo della forma di lealtà. Un aspetto da sottolineare, comune a quasi tutti i disegni, è l’importanza della dimensione del desiderio: i bambini esprimono frequentemente il desiderio che mamma e papà tornino insieme e lo fanno con modalità grafiche diverse che mostrano differenti livelli di maturità nell’affrontare un grande cambiamento come la separazione dei genitori.

Dalla somministrazione del Test Multidimensionale di valutazione dell’Autostima (T.M.A) si è rilevato che nella fase Pre il livello di autostima nelle relazioni interpersonali era nella media per tutti i soggetti.
Il Livello di autostima nella fase Post è per tutti medio-alto e ha un andamento molto simile a quello dell’età del bambino, a significare che i bambini più grandi hanno un’autostima nelle relazioni interpersonali più elevata di quelli piccoli i quali presentano valori più bassi.
Questo andamento è in linea con le ricerche che sostengono che generalmente l’autostima si incrementi fino a dodici anni e che solo a partire dagli 8 anni i bambini iniziano ad avere le abilità cognitive adeguate per il “role-taking”, di conseguenza i valori bassi raggiunti dai bambini più piccoli nel livello di autostima relativo alle relazioni interpersonali sono lo specchio di una capacità relazionale, e di una relativa autostima, che si sta ancora consolidando.
Un’ulteriore spiegazione può essere che il divorzio dei genitori abbia un impatto sulla componente relazionale dell’autostima del bambino direttamente proporzionale all’età: più i bambini figli di genitori separati sono piccoli, maggiore è l’impatto percepito del divorzio e minore è il loro livello di autostima nelle relazioni interpersonali.
La mancanza di una simile relazione tra le variabili livello di autostima ed età nella fase Pre può essere spiegata considerando una probabile tendenza del bambino a rispondere agli item secondo le regole della desiderabilità sociale e una chiusura di fronte ad un compito nuovo da svolgere in un ambiente non famigliare.

Per comprendere meglio la significatività clinica del cambiamento del livello di autostima dalla fase Pre e alla fase Post è stato impiegato il Reliable Change Index (R.C.I.) di Jacobson e Truax (1991) il quale ha mostrato un cambiamento clinicamente significativo dopo l’intervento Gruppi di Parola per cinque dei nove bambini considerati. Il cambiamento è stato positivo per quattro dei cinque bambini.
In conclusione i Gruppi di Parola hanno generalmente avuto un effetto positivo, ma non è stato possibile sapere quanto il miglioramento dei bambini dalla Fase Pre alla Fase Post sia dovuto ad una normale traiettoria di sviluppo delle capacità relazionali e quanto alla capacità dell’intervento di migliorare le relazioni interpersonali del bambino, a causa della ridotta numerosità del campione. Non è stata rilevata nessuna relazione del livello di autostima con la variabile “tempo trascorso dalla separazione genitoriale”.

 

Bibliografia

Boszormenyi-Nagy, I. e Krasner, B. (1986). Between give and take. New York, Munner/Mazel
Boszormenyi-Nagy, I. e Spark, G. (1973). Invisible loyalties: Reciprocity in  Intergenerational  family therapy. New York, Harper and Row.
Bracken, B. A. (1993). Test di Valutazione Multidimensionale dell’Autostima. Trento, Erickson.
Greco, O. (1999). La doppia luna: Test dei confini e delle appartenenze famigliari. Milano, Vita e Pensiero.
Jacobson, N., & Truax, P. (1991). Clinical significance: A statistical approach to defining meaningful change in psychotherapy research. Journal of Consulting and Clinical Psychology, 59, 12-19.
Scabini, E. e Cigoli, V. (2000). Il Famigliare. Legami, simboli, transizioni. Milano, Cortina

Anna Laura Cavagnoli
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