Sguardi sulla vita

Diverse prospettive per accompagnare all'evento nascita. Tesi in breve di Erica Belloni

16/07/2013

Erica Belloni

Relatore: Laura Formenti
Correlatore: Ivano Gamelli


Anno accademico 2010-2011

Tesi di Laurea Magistrale in Scienze Pedagogiche
Università degli Studi Milano-Bicocca

Erica Belloni

Introduzione

I temi trattati nell'elaborato riguardano principalmente la sfera della gravidanza, del parto e delle modalità di accompagnamento delle donne e/o delle coppie genitoriali all'evento nascita.
L'elaborato è diviso in due parti: una piuttosto teorica e l'altra consiste nell'analisi di un progetto di ricerca sul campo.
Il filo rosso che le attraversa entrambe è costituito dalla chiave di lettura scelta per affrontare la ricerca stessa: la teoria proposta da Marianella Sclavi, nel suo testo "Arte di ascoltare e mondi possibili", basata sulle idee di Bateson.
Punto focale di questa teoria è l'idea che ogni individuo sia portatore di premesse personali che derivano principalmente dalla propria cultura e dal proprio contesto di appartenenza e che influenzano il "modo di guardare" la realtà, di analizzarla e di agire. Queste cornici, che spesso agiscono in modo implicito, vengono messe in discussione quando si incontrano/scontrano con cornici differenti, di altre persone, magari anche appartenenti ad altre culture.

Sfondi teorici

Tutta la prima parte è attraversata dall'idea di questa apertura verso i vari mondi possibili, di esplorazione di cornici differenti attraverso cui inquadrare temi quali la gravidanza, il parto, l'accompagnamento alla nascita e la nascita stessa, il dolore e la paura.
Uno spazio particolare è stato dedicato all'analisi delle differenti possibilità attivabili nei corsi di preparazione alla nascita, considerandoli come dei veri e propri momenti formativi per la donna, ma in alcuni casi per la triade mamma-papà-bambino.
Tutta la ricerca e l'elaborato sono attraversati dall'idea che differenti concezioni di nascita, parto, vita, eccetera si traducano implicitamente o esplicitamente nei modelli di formazione attivati.
Sembra evidente quindi che l'evento nascita e tutto ciò che è connesso ad esso, non siano solo eventi fisiologici, ma anche culturali. La nascita, cioè, viene arricchita di significati e inquadrata in cornici differenti in base alla cultura.
Anche la percezione del dolore e le modalità di far fronte alle paure sembrano essere condizionate dal contesto di appartenenza.
Interrogarsi su quanto la cultura influenzi la fisiologia in un momento come quello della nascita apre nuove prospettive per rileggere la realtà e per comprendere le motivazioni che spingono alcuni gruppi di donne, uomini, ostetriche e formatori ad offrire modalità alternative di accompagnamento alla nascita rispetto a quelle che sono considerate, almeno nel mondo Occidentale, le più gettonate, forse perché considerate le più sicure.

Da quanto detto fin qui si evince che non c'è una domanda unica che ha guidato la ricerca, nessuna ipotesi da verificare o falsificare, piuttosto tante domande per favorire sempre nuove possibili esplorazioni dei temi strettamente connessi all'evento nascita.

"Come vengono accompagnate le coppie al momento della nascita del proprio figlio?" questa potrebbe essere considerata la domanda generale che racchiude le tante sfaccettature analizzate durante la ricerca.

La ricerca sul campo


Il progetto è consistito in una ricerca etno-pedagogica sul campo che si è servita di alcuni strumenti utilizzati anche in ambiti pedagogici e antropologici quali l'osservazione partecipante e l'intervista.
Le sedi di questa attività di ricerca sono stati un corso di canto per le donne in gravidanza e due corsi di preparazione al parto attivati, in due diversi distretti, dall'Azienda Ospedaliera di Lodi.
L'obiettivo della ricerca era la lettura e poi l'analisi dei modelli pedagogici veicolati esplicitamente e implicitamente in questi corsi, sempre attraverso un atteggiamento di apertura e di curiosità per evitare di stilare gerarchie o etichettare genitori, conduttori e i valori veicolati in questi contesti.
Particolare attenzione è stata dedicata alla materialità educativa, costituita dal contesto istituzionale, spazi e strumenti, alle attività proposte concretamente alle donne in gravidanza, modalità di lavoro e di relazione, alle rappresentazioni della donna-madre, dell'uomo-padre, del bambino, della nascita e della famiglia che vengono indirettamente veicolate da tutti gli elementi sopra citati.
Per poter entrare a contatto con differenti modalità di osservare/ascoltare la proposta dei corsi, l'osservazione partecipata agli incontri è stata accompagnata da un'indagine narrativa dei vissuti dei protagonisti attraverso le interviste proposte alle ostetriche, all'insegnante del corso di canto e alle gestanti stesse.

Anche in questa seconda parte si sono generate aperture, interrogativi circa la possibile analisi delle proposte rivolte alle donne in gravidanza e ai loro partner. La modalità scelta per offrire una chiave di lettura dell'esperienza e delle interviste raccolte, è quella del linguaggio metaforico.
Ognuno dei tre corsi è stato ri-attraversato e proposto al lettore tramite metafore, per provare a riportarne la ricchezza e per cercare di evitare la semplificazione o una lettura univoca.
L'idea di utilizzare la metafora va nella direzione di quell'apertura verso le diverse prospettive auspicata in tutto il testo.
Il materiale raccolto durante la partecipazione ai corsi è stato riproposto in alcune parti in modo integrale attraverso la trascrizione delle interviste fatte ai protagonisti, con cui si sono indagati i temi esposti precedentemente.

Ogni capitolo è stato dedicato ad uno dei corsi di preparazione al parto: il corso di canto in gravidanza, con il metodo Cantingrembo, il corso pre-parto proposto dall'ospedale di Lodi e il corso pre-parto proposto dall'ospedale di Codogno.

Tre proposte offerte alle donne in gravidanza e ai loro partners simili per alcuni aspetti e diversissime per altre.
Sicuramente tre modi di accompagnare alla nascita che, in qualche modo, hanno influenzato in modi differenti l'esperienza del "dare alla luce un figlio".
Sostanzialmente tre proposte che differiscono per obiettivi, risorse, modelli formativi di riferimento e dunque concezioni di accompagnamento alla nascita diverse.
Da ognuna ogni donna ha preso qualcosa di diverso, ne è stata trasformata in modo diverso, ne ha tratto benefici diversi.

Le metafore scelte provano a costruire una sorta di rimando della ricchezza che è emersa nei mesi di lavoro sul campo, nelle interviste, nell'analisi del materiale e nella rielaborazione anche attraverso i testi in bibliografia.

Conclusoni


Le analisi del materiale raccolto durante la ricerca sul campo ha condotto alla risposta alle domande iniziali che hanno guidato la progettazione della ricerca: le donne e, se il partner viene coinvolto, le coppie stesse, vengono direttamente influenzate dai corsi di preparazione al parto che scelgono di frequentare.

I temi che sono emersi durante le loro interviste riprendono quelli affrontati dai formatori durante i corsi proposti alle gestanti.
Sembra quindi confermata la teoria secondo la quale la nascita non sia solo un fatto fisiologico, ma venga direttamente influenzata dalla cultura di appartenenza.

I corsi di preparazione al parto vengono quindi considerati parte di questa cultura che influisce sul percorso che conduce al dare alla luce un figlio.
Le modalità con cui vengono condotti i corsi pre-parto sembrano influire sulla gravidanza e sulle aspettative inerenti al momento del parto; corsi in cui le donne vengono viste come persone da "istruire" e da spingere a collaborare con l'operatore che farà nascere il loro figlio, inducono le donne a delegare maggiormente l'evento nascita ai professionisti.
Corsi in cui vengono veicolati messaggi valoriali molto forti da parte del formatore, sembrano rendere i futuri genitori particolarmente sensibili a determinati argomenti.
Corsi in cui invece il formatore offre alle gestanti gli strumenti per poter compiere delle scelte personali, senza giudizi, sembrano responsabilizzare maggiormente la coppia genitoriale dandole così la possibilità di analizzare i propri bisogni e sviluppare le proprie risorse.
Modelli formativi differenti, che rispondono a obiettivi diversi, sembrano dunque generare differenti aspettative nelle gestanti e nei loro partner in merito all'evento nascita.

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