Bel dibattito a porte chiuse

La Settimana sociale blinda i giornalisti, ma dice che i media sono importanti. Partiti più democratici: serve legge costituzionale. La Chiesa troppo debole contro l'evasione fiscale.

16/10/2010
Il tema della Settimana sociale
Il tema della Settimana sociale

La politica preccupa i cattolici alla settimana sociale di Reggio Calabria. Ma li divide anche. Sulla riforma delle legge elettorale e sul ripristino delle preferenze una delle assemblee di approfondimento, rigorosamente a porte chiuse, dalla quali sono stati tenuti lontano i giornalisti ad eccezione di quelli del quotidiano della Cei “Avvenire”, si è spaccata in due. I delegati del sud hanno messo in guardia dal ritorno delle preferenze che nelle terre della criminalità organizzata sono sinonimo di voto di scambio, denaro a fiumi per campagne elettorali milionarie pagate dalle mafie. I delegati del Nord sono invece su posizioni diverse. E’ piaciuta a molti anche l’idea delle primarie obbligatorie, rilanciata nel corso del dibattito. Gli argomenti degli interventi sono stati riferiti ai giornalisti nel corso di una conferenza stampa. Si sa che sono intervenuti anche alcuni politici tutti del Pd, ad eccezione di Paola Binetti dell’Udc: Rosy Bindi, Pierluigi Castagnetti, Luigi Bobba, Stefano Ceccanti. Di altri interventi non si ha notizia.

 Un argomento sul quale c’è stato dibattito è stato quello dell’evasione fiscale. Si è detto che la Chiesa deve essere più severa nella denuncia di chi non paga le tasse. Anche l’immigrazione, con la richiesta della cittadinanza almeno a chi nasce in Italia, è stato un tema oggetto di numerosi interventi. Applaudito l’intervento di un delegato di Reggio Calabria sulle mafie, problema non solo del Sud, ma anche del Nord. Diversi interventi si sono occupati della qualità dei partiti. C’è chi ha chiesto più democrazia interna e per risolvere i problemi sono state due le proposte. La prima è far diventare per legge i partiti associazioni di diritto pubblico. L’altra proposta riguarda una legge costituzionale che preveda bilancio pubblico e regole democratiche interne per i partiti. In generale, è stato riferito ai giornalisti, che chi oggi rappresenta i cittadini italiani in Parlamento viene ritenuto inefficiente e insufficiente. Anche sul federalismo si è notata una diversa visione. C’è chi lo ritiene un percorso che ormai non si può fermare e chi invece pensa che si debba ancora fare molto per calibrare federalismo e solidarietà. Riguardo ai media il presidente del Comitato delle Settimane sociali monsignor Arrigo Miglio ha sottolineato che sono uno strumento per educare: “Sono strumenti buoni e noi non possiamo farne a meno”. Ma dal dibattito di Reggio Calabria tra i  1200 delegati delle diocesi italiani, sono stati accuratamente tenuti fuori. La Chiesa, almeno quella italiana, ha ancora paura dei media.

Alberto Bobbio
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