Cattolici, la Costituzione non si tocca

Nel documento finale delle Settimane sociali chiesto il cambio della legge elettorale e ineleggibilità di chi ha pendenze con la giustizia.

11/03/2011
Mons. Arrigo Miglio
Mons. Arrigo Miglio

''La Costituzione italiana e' frutto di un'esperienza esemplare di alto compromesso delle principali culture politiche del Paese. Eventuali modifiche non devono stravolgerne l'impianto fondante, definito anzitutto nella prima parte''. Lo chiede il documento finale delle Settimane Sociali dei cattolici italiani, che si sono tenute a Reggio Calabria lo scorso ottobre, presentato oggi. Il testo praticamente detta l’agenda politica per i prossimi mesi e piega che  nella ''ricerca degli assetti sociali'' per il futuro dell'Italia, e in particolare “nell'ambito politico”, servono ''poteri limitati, che si controllano reciprocamente, alla cui guida ci sia alternanza, e sull'esercizio dei quali il giudizio e' rimesso ai cittadini''. Il documento chiede una nuova legge elettorale, dove il potere di scelta sia riservato agli elettori con il ripristino delle preferenze. Ma  sarebbe sbagliato descrivere la situazione odierna del nostro Paese come una ''emergenza democratica'', tuttavia ''la nostra democrazia ha bisogno di essere rigenerata e rinsaldata''. Così ha detto rispondendo alle domande dei giornalisti, il segretario delle Settimane Sociali dei cattolici italiani, Edoardo Patriarca

Patriarca e il presidente del Settimane Sociali, il vescovo di Ivrea mons. Arrigo Miglio, hanno ripetutamente sottolineato che nel documento finale non bisogna leggere commenti o proposte concrete da collegare al dibattito politico attuale. Rispondendo ad un'altra domanda, Patriarca ha anche ribadito che lo sguardo sul Paese offerto dalle Settimane Sociali, sin dalle sue fasi preparatorie, e' ''molto, molto preoccupato''. Il documento spiega che la ''revisione della legge elettorale'' e' necessaria ''a tutti i livelli e per tutte le istanze'', e che ''occorre dare all'elettore un reale potere di scelta e di controllo''. Ma ''bisogna anche affrontare la questione del numero dei mandati e dell'ineleggibilita' di quanti hanno pendenze con la giustizia''. 

 Nell’allegato PDF il testo integrale del documento.

Alberto Bobbio
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Postato da antonel il 20/03/2011 17:47

Nel dibattito, rifletterei anche su questo http://archiviostorico.corriere.it/2011/marzo/19/Giustizia_Danni_del_Fanatismo_co_9_110319013.shtml

Postato da frassinello il 19/03/2011 23:47

Penso che eugallesi abbia ragione. E l'ultimo intervento di Ironyman lo dimostra. Gli ha posto domande precise, ma non ha ricevuto nessuna risposta. Però almeno uno spiraglio lo ha aperto, tanto che ora si ammette che la Costituzione può e deve essere ritoccata. E, aggiungo con altri, che va ritoccata anche nella prima parte e in fretta, a cominciare dall'articolo 1. Ricordando sempre a chi discute con la bile sulla bocca per antiberlusconismo "a prescindere" (che qui, bravo eugallesi c'entra come i cavoli a merenda), che non sono possibili golpe antidemocratici perché bisogna ottenere i due terzi dei voti parlamentari, con un doppio passaggio nelle due Camere, oppure vincere un referendum popolare. Un'ultima considerazione: la persuasione occulta della nostra società è sicuramente meno pericolosa, perché paradossalmente pluralista, di quella che per secoli ha scatenato - per esempio - la guerra alle streghe o agli untori. E non c'era la tv.

Postato da ironyman il 19/03/2011 10:00

Sono d’accordo con Czar e con Giorgio Traverso che ringrazio anche per aver ricondotto la discussione ad un livello più composto. D’ora in poi mi asterrò dal seguire spot e provocazioni che hanno isterilito una discussione pur interessante. La Costituzione può e deve essere ritoccata, è necessario, ma certamente nel suo complesso resta ancora valida. Questo mi sembra che sia l’orientamento espresso dalla Chiesa e, con le legittime ovvie divergenze, l’opinione corrente. La questione è che, come fa rilevare giustamente Traverso, non vi sono più gli uomini politici di un tempo come Aldo Moro il quale se oggi fosse vivo sarebbe un emarginato persino nella stessa Chiesa. Intanto ringrazio Eugallesi per l’alta lezione di diritto costituzionale che ci ha voluto offrire. Non si finisce mai di imparare. Riguardo allo sproloquio sulla persuasione occulta, solo una puntualizzazione. Talvolta la discussione tende ad allargarsi ad aspetti marginali ma non meno importanti, anzi tutt’altro. La questione spinosa e fondamentale della libertà di scelta degli eletti e della propaganda politica che distorce l’informazione non l’avevo introdotta io per supportare il mio pensiero sulla Costituzione ma era stata oggetto di un animato scambio tra metafisico e RT57. Io ho voluto dire la mia. Rispetto coloro che pensano sia una barzelletta ma la questione ha animato e continerà ad animare il dibattito culturale, filosofico e anche scientifico. Di recente uno staff di scienziati della University College London ha sperimentato che le tecniche di persuasione occulta usate dai pubblicitari sin dagli anni '50 dello scorso secolo per "manipolare" le nostre menti allo scopo di indurci ad acquistare, hanno una validità reale.

Postato da eugallesi il 18/03/2011 23:52

Tentativo di sintesi. Se ce la faccio. 1) Caro Czar, non è merito (né demerito) della Costituzione se siamo l'ottavo Paese del mondo. Il merito è di noi italiani e di chi ha governato, con tutte le luci e le ombre che ci sono state. Se i Vescovi si fossero limitati a invocare una buona legge elettorale e più moralità e trasparenza della politica questo dibattito non sarebbe nemmeno cominciato. Però hanno toccato, a mio giudizio con molta superficialità, il tema della riforma della Costituzione. 2) Raddrizzare le gambe ai cani è un'espressione popolare. Significa solo essere coscienti che ogni ragionamento è inutile se tu scrivi "acca" e altri capiscono "vacca". Non volevo offendere e chiedo scusa. 3) Il titolo dell'articolo coglie il senso profondo del documento. La discussione nasce in seguito all'affermazione che la nostra Costituzione sarebbe stata "frutto di un alto compromesso tra le principali culture del Paese". Ho scritto, opinione personale, che nel 1948 poteva anche essere vero. Il contesto era quello. Poi, però, due di quelle culture hanno dimostrato di essere antidemocratiche e assassine (comunismo) oppure faziosamente anticattoliche e rifiutate dagli elettori (azionismo). E’ l’aggettivo “alto” che, a mio parere, è sbagliato e pericoloso. 4) Berlusconi sarà tutto quello che di lui scrivono alcuni degli interlocutori, ma con questo dibattito non c’entra nulla. 5) Spark e Ironyman hanno il vizio di rovesciare tonnellate di contumelie, ma di non rispondere nel merito. Ciampi non ha fatto quello che ho scritto? Ditelo. Parri, Lussu, La Malfa, Rosselli, Foà, Bobbio erano forse comunisti? Ditelo. De Gasperi (e gli americani) non hanno sbarrato la strada del governo ai comunisti evitandoci di finire come i Paesi dell’Est europeo e di diventare, caro Czar, l’ottavo Paese del mondo? Ditelo. L’immunità parlamentare, che fino al 1992 era un articolo della Costituzione che secondo voi è una bestemmia voler riformare, non era stata una conquista socialista? Ditelo. Sproloquiare sulla persuasione occulta mi sembra una scappatoia ridicola, fegatosa, persino delirante. Direi disperata visto che per giustificare gli esiti elettorali si alza l’asticella sostenendo che “le tecniche di persuasione occulta sono così sottili ed affinate che nessuno, e certamente nemmeno io, può essere ragionevolmente certo di esserne immune”. Non si salva nessuno. Sembra una scenetta di Zelig (dove in questo momento stanno “sotterrando di risate” Berlusconi: su Canale 5!). 6) Non mi sento né berlusconiano, né plagiato e tantomeno antidemocratico se ritengo che alla nostra Costituzione vada posta robustemente mano per renderla all’altezza delle sfide che ci aspettano. Per dare a questo Paese forti iniezioni di libertà e di difesa dei diritti umani. Oggi un pubblico ministero si è permesso di dire che “questa maggioranza non ha il diritto e la statura morale per riformare la Costituzione”. Questo signore, che dei magistrati è un leader, è un tagliagole e bene faremmo a rivedere quegli articoli della Costituzione che gli permettono di dire così. Con quale animo una persona che non la pensa come lui affronterebbe un’inchiesta condotta da costui? Come potrebbe fidarsi della sua “autonomia” e della sua “buona fede”? 7) E adesso una cosa semplice, semplice, che forse anche Ironyman e Spark possono capire e che forse non sapevano, visto che scrivono certe cose: LA COSTITUZIONE NON SI TOCCA SE NON OTTIENE I DUE TERZI DEI VOTI DEL PARLAMENTO E, IN CASO CONTRARIO, NON SUPERA UN REFERENDUM POPOLARE. Che piaccia o meno a Berlusconi.

Postato da giorgio traverso il 18/03/2011 23:02

Voglio,inserirmi,in questo dialogo,fatto di opinioni diverse,però molto civile.Non sono all'altezza per replicare a certi argomenti, interessanti ma vuoti nella sostanza. Qualcuno, però dovrebbe elencarmi gli articoli più obsoleti della nostra costituzione, che sono da cambiare. Le contraposizioni ideologiche ci sono sempre state, ancora più dure che adesso, ma allora c'erano veri uomini politici, non come quelli dei giorni nostri. Faccio presente che la nostra costituzione è una delle migliori e non lo dico io, ma insigni costituzionalisti internazionali. Questo non vuol dire che non si possa adeguare ai nostri tempi, ma come allora deve essere frutto di un consenso molto ampio. Deve andare per il comune interesse, e non per risolvere i problemi di una singola persona. Per quello che riguarda i comunisti, ed i cattolici italiani, pur nella loro diversità, insieme ad altri, sono quelli che ci hanno liberato dal nazifascismo. e permettere a tutti noi di esprimere liberamente le nostre idee. In passato c'era più rispetto per le idee degli altri, e i grossi problemi si cercava di risolverli insieme, mentre oggi chi la pensa diversamente è un nemico da abbattere con tutti i mezzi. Ai cattolici di oggi vorrei ricordare la figura di Aldo Moro, ucciso dalle BR perchè voleva fare il Compromesso Storico con L'allora PCI.

Postato da ironyman il 18/03/2011 21:19

A proposito, rimandendo sul concetto dei rapporti tra fede e democrazia, l’idea di cercare di raddrizzare le gambe dei cani la dice lunga sullo spirito democratico che anima Eugallesi e i tanti come Lui. Sempre in tema di democrazia e sul suo vero significato, visto che se ne è accennato, non credo di essere il solo a pensare che il controllo dei canali informativi è questione determinante nel valutare il processo di formazione del libero convincimento politico dei cittadini. Si è ormai radicata la credenza (anzi è proprio la parte politica che esercita un determinante controllo sull’informazione che l’ha diffusa) che i cittadini non subiscono alcuna influenza massificante esercitata dalla cultura diffusa dai mezzi di comunicazione di massa con la "persuasione occulta". La condizione opposta infatti poggerebbe sul presupposto che i cittadini siano incapaci di ragionare con la propria testa, di valutare la realtà, di esprimere un voto cosciente. La conclusione è che le ragioni della democrazia non sono messe a repentaglio se l’informazione è accentrata perché essa non potrà mai essere in grado di intaccare la capacità di discernimento degli individui . In realtà il ragionamento che sembra filare liscio è falsato da una premessa non vera e cioè quella per cui solo persone poco dotate possono essere condizionate dai messaggi televisivi. Niente di più falso. Ormai le tecniche di persuasione occulta sono così sottili ed affinate che nessuno, e certamente nemmeno io, può essere ragionevolmente certo di esserne immune. Il ragionamento sembra far presa pungendo sull’orgoglio delle persone che non potrebbero mai accettare l’idea di essere presi per i fondelli avvertendola come un’offesa ed una vergogna. In realtà le cose stanno ben diversamente. La democrazia senza la libertà di pensiero diventa un concetto astratto. Pensare autenticamente oggi è divenuta una impresa difficile sebbene non impossibile. Un noto pensatore di inizio secolo aveva scritto « In ogni epoca il numero di coloro che hanno voluto ragionare di testa propria è sempre stato molto esiguo, e probabilmente così sarà anche per l'avvenire.» intendendo con ciò che la libertà di pensiero, nella sua millenaria lotta contro autoritarismi e totalitarismi, ha sempre avuto molti nemici e continuerà ad averli. La scuola di Francoforte ritiene che il capitalismo sia una forma di totalitarismo in quanto utilizza la cultura prodotta dai mezzi di comunicazione di massa e l'industria culturale per massificare gli individui e controllarli psicologicamente e politicamente in ogni momento della loro vita e in ogni aspetto del loro pensiero. Per Adorno «L'industria culturale», è il più subdolo strumento di manipolazione delle coscienze impiegate dall'odierna società tecnologica per conservare sé stessa e tenere sottomessi gli individui. Personalmente penso che in Italia il clima di eccessiva rigidità delle posizioni politiche e la loro scarsa propensione a mutare, pur a fronte degli accadimenti di questi ultimi anni, sia da porre in diretta correlazione con la poca pluralità delle fonti informative e culturali. E’ dunque una questione di grande importanza e non ininfluente come si cerca di far credere.

Postato da ironyman il 18/03/2011 19:24

Sul titolo del post , mi sembra che l’intervento dell’articolista, sebbene superfluo, abbia chiarito la questione. E’ del tutto evidente che stravolgere il chiaro significato di un articolo, riconducendone il contenuto al significato “letterale” del titolo, che, come tutti ben sanno, dovendo rappresentare l’argomento in modo schematico non può che risultare molto parziale, è opera di strumentalizzazione di basso profilo. Ironia della sorte, quando poi si cerca di sviluppare ragionamenti un po’ più articolati, c’è sempre qualcuno che interpreta ciò come una inutile e irritante pedanteria. Mi rendo conto che l’impulso a ragionare per slogan è suggestivo, però a volte si rischiano analisi sommarie ed ingenerose, ad esempio come quelle sul Presidente Ciampi che affossano più che rilanciare la discussione. Sulla questione del compromesso sul quale è stata costruita la Costituzione mi pare di capire che in tanti, alcuni dei quali si richiamano a De Gasperi, siano convinti che la Costituzione e cioè la Legge principale che regola la convivenza civile dovesse essere costruita senza l’apporto dei famigerati “comunisti” . Riguardo a Togliatti e al concetto di comunismo, nel limitarmi a sottolineare che dietro questo temine si cela una comune matrice ideologica (che si può riconoscere tanto in Bobbio che in Rosselli) che unisce esperienze politiche molto diverse, vorrei per il momento sorvolare sul suo significato giacchè mi sembra di capire che si stia tentando di ingenerare molta confusione a riguardo. Può anche darsi che senza De Gasperi l’Italia sarebbe finita nella mani dei bolscevici (è un conclusione ovvia partendo da quelle premesse) ma resta il fatto che gli eredi di quella esperienza politica hanno poi dato un contributo fondamentale a superare le fasi buie della Repubblica (invero minacciata da pericoli provenienti da ben altri settori) e che lo stesso De Gasperi non ha avuto alcun dubbio sul fatto che la democrazia non si potesse fondare sul principio di esclusione, e proprio per la sua politica di apertura alla sinistra fu strenuamente avversato dalla gerarchia ecclesiastica. E’ evidente e più che ragionevole però, che identificandosi esso nell’immaginario collettivo come male assoluto, tanti uomini di fede ritengono che la Chiesa commise un grosso errore, diciamo così, allorchè acconsentì che quella parte politica, si potesse sedere nell’assemblea Costituente. Con questo stesso argomento, si vorrebbe oggi, stravolgere la Costituzione, unilateralmente, quasi senza nemmeno discuterne, giacchè nessuna legittimazione può essere accordata a quella cultura anticattolica. Questo modo di concepire il confronto politico dunque, seppur oggi incarnato mirabilmente da Berlusconi, non nasce con Lui. L’Italia perciò sopravviverà a Berlusconi, che come ogni altro essere vivente non è immortale, ma non al Berlusconismo e cioè a quella idea della politica che fa da sponda ad un certo radicalismo cattolico, che ritiene la democrazia subordinata alle ragioni di fede, ovvero per usare la pregevole ed efficace definizione coniata da Spark, quella subcultura che affonda le sue radici in movimenti paraconfessionali ed affaristici che ha trovato il suo sbocco politico con la nascita di Forza Italia. Che la democrazia sia avvertita e non solo dalla maggior parte dei fedeli come una pratica contro la fede dovrebbe spingere ad una profonda riflessione. Personalmente penso che si dovrebbe recuperare il significato autentico del motto evangelico “non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te stesso”.

Postato da ironyman il 18/03/2011 17:15

Non vorrei aver infranto le regole del forum e men che meno aver indotto chicchessia a sciropparsi i miei corposi interventi (ne sarei sinceramente dispiaciuto). E’ ovviamente possibile che la lettura dei miei post possa risultare a taluni estenuante, ma la complessità degli argomenti e il livello di approfondimento che richiedono non si conciliano sempre con la brevità (la sintesi è cosa diversa). Se non se ne ha voglia o tempo, si possono saltare a piè pari, non me ne avrò a male. Non nascondo che anche io, talvolta, in prima battuta sono quasi tentato, istintivamente, di sorvolare su quelli troppo superficiali o banali. Tuttavia la curiosità, la consapevolezza che la discussione può contribuire a migliorare la conoscenza delle questioni trattate e a modificare le mie convinzioni, ed il rispetto che si deve alle altrui, mi fanno appassionare alla lettura di tutte le opinioni.

Postato da CZAR il 18/03/2011 17:05

Per eugallesi, spark, ironyman.......cessate le ostilità ! Discutere se i Padri Costituenti erano comunisti buoni o se mangiavano i bambini è un anacronismo storico senza nessuna utilità. Volenti o nolenti questa è la Costituzione che abbiamo e tutto sommato mi sembra che sinora non abbia funzionato male. Con tutte le difficoltà che abbiamo, suvvia, l'Italia è pur sempre tra i primi otto paesi al mondo! Piuttosto mi sembra che nelle Settimane Sociali dei Cattolici Italiani si sia voluto dire altro: la Costituzione può essere modificata, pur senza stravolgere l'impianto fondante. Nuova legge elettorale, trasparenza nella scelta dei candidati, alternanza nelle cariche istituzionali, numero massimo di mandati e controllo democratico dei cittadini mi sembrano obbiettivi ragionevoli, possibili e condivisibili. L'importante è non stravolgere la Costituzione distorcendola a fini di parte e soprattutto rispettando i tempi ed i modi previsti per le modifiche costituzionali, che devono essere in primo luogo condivise.

Postato da spark il 18/03/2011 16:33

sempre gentile il sig.Eugallesi, in linea con la sua formazione culturale adesso e' passato dalle lanterne ai cani! Bene, ne prendo nota e lo aggiungo ad un altro lettore, che gia' da un po' di tempo, qualsiasi cosa scriva, non perdo piu' tempo a leggerlo..
Osvaldo Bardelli

Postato da eugallesi il 18/03/2011 15:09

Lo ammetto, ci ho provato, ma non ce l'ho fatta. Mi ero imposto di non partecipare più a questo dibattito perché è inutile raddrizzare le gambe ai cani. Poi, però... Caro Spark, questa discussione ha un'origine: il documento dei Vescovi sulla Costituzione che io e qualcun altro hanno, con molto rispetto, contestato soprattutto nella parte in cui si definisce "alto" il compromesso raggiunto alla Costituente. Ho anche ammesso che, se contestualizzato al momento in cui nacque la Costituzione, un compromesso tanto migliore non sarebbe stato possibile. Ma "alto" no, per favore! Il fatto che molti giovani comunisti siano morti durante la Resistenza non rende per questo più nobile il comunismo nella sua versione marxista leninista (quella del Pci) che ha provocato, come nazismo e fascismo, milioni di morti e ha negato per decenni la democrazia in molti Paesi. Ha ragione Libero Leo su De Gasperi, senza di lui (e degli americani) l'Italia sarebbe finita dietro la Cortina di ferro e ora avremmo un contesto socioeconomico paragonabile alla Romania o alla Bulgaria. La nostra Costituzione è segnata dal compromesso che cattolici, liberali e socialisti democratici dovettero raggiungere con chi considerava Stalin un eroe e l'Urss un esempio da seguire. Personalmente ho anche molte riserve a dare retta agli eredi di Almirante, per gli stessi motivi, ma loro nella Costituzione non hanno messo il becco (per fortuna). Sugli azionisti Spark può scrivere quello che vuole e fare tutte le zuppe inglesi che gli piacciono, resta il fatto che erano fortemente anticattolici e che hanno seminato la nostra Carta di paletti (come nel caso della scuola) solo in odio alla Chiesa. Che i signori Vescovi non se ne rendano conto è imbarazzante. E comunque, Pannella o non Pannella, l'ultimo azionista che ha fatto dei danni è stato Carlo Azeglio Ciampi: svalutazione ritardata e devastante nel 1992, cancellazione del 41 bis per i mafiosi (nel senso che non vedeva, non sentiva, non parlava), tassa sull'Europa, Telekom Serbia (nel senso che non vedeva, non sentiva, non parlava). Caro Spark, in tutto questo discorso Berlusconi, il bunga bunga, Grillo (e i deputati del Ccd "comprati" nel 1998 da D'Alema?) non c'entrano nulla. Non è che uno non riforma quello che c'è da riformare solo perché non gli piace un Governo. Qui stiamo parlando di Costituzione, non confondiamo. Ci sono molte persone che pensano che vada cambiata e che NON votano Berlusconi, come il sottoscritto. Ps. Parri, Lussu, La Malfa, Rosselli, Foà, Bobbio: non un comunista! Appunto. E per quanto riguarda l'azionismo: Parri si convertì, La Malfa se ne andò, i Rosselli furono uccisi nel 1937 e non parteciparono alla Costituente

Postato da CZAR il 18/03/2011 12:00

@ p.nuvoletta 18/03/2011 h. 08.55 - Suvvia, Sig. Nuvoletta, faccia uno sforzo e legga : c'è sempre da imparare !

Postato da p.nuvoletta il 18/03/2011 08:55

Mi rivolgo a quelli come "Ironman": ma pensate sul serio che qualcuno abbia la pazienza e la voglia di leggere certe "sbrodolate" lunghe quanto un lenzuolo? Mi raccomando: SINTESI!

Postato da spark il 17/03/2011 15:09

puo' darsi, come dice il sig. Eugallesi, che io vada a prendere lucciole per lanterne, puo’ darsi che il mio commento sia fuori tema, a volte succede. Sa sig.Eugallesi, io sono sempre stato pieno di dubbi, ho sempre cercato la ragione dei comportamenti e dei fatti sia della storia che della politica, facendone un’analisi ed una sintesi che , giustamente, essendo soggettiva, e' sempre opinabile. Ho sempre diffidato di quelle persone che hanno solo certezze! Quello che invece non e’ opinabile, e puo’ essere negato solo per ignoranza o, consapevolmente, per interessati motivi di parte, e’ la Storia! Quando lei parla di comunisti e di azionisti, se non lo sa, glielo ricordo io: grazie al sacrificio di tanti giovani italiani di idee comuniste, azioniste, cattoliche, monarchiche,socialiste, liberali, io sono qui a potermi permettere di replicare al fatto che lei mi ha detto che “prendo lucciole per lanterne”! Se questi giovani, non ci fossero stati, oggi, a poter scrivere questi posts su internet (anche con il crisma dell’anonimato), ci sarebbero solamente quelli che la pensano solo come il Re Sole di turno. Ci sarebbero gli adepti di una subcultura che affonda le sue radici in movimenti paraconfessionali ed affaristici che ha trovato il suo sbocco politico con la nascita di Forza Italia e la conseguente legittimazione a governare con i primi casi di transumanza politica della seconda repubblica. (1994, primo governo Berlusconi, trasloco del sen.Grillo). In quanto agli azionisti, di cui secondo il suo pensiero, erano “una versione italiana del radicalismo liberale che era fortemente anticattolico”, vorrei dire una paio di cose: per prima cosa, il loro “radicalismo liberale” se mai ci fu’, non aveva niente che a spartire ( e per fortuna , dico io!) con il radicalismo ondivago e mercantile del movimento di Pannella, di cui abbiamo avuto un bellissimo esempio ieri, quando un loro rappresentante ( On.Beltrandi) eletto nelle liste del PD (quando questo partito imparera’ che essere un partito laico e non confessionale, non significa inglobare nelle proprie liste, tutti gli esponenti di uno pseudo libero pensiero di convenienza, che esistono sulla piazza, purtroppo..sara’ tardi!), e’ stato determinante per salvare il governo Berlusconi sulla data dell’election day. La seconda cosa e che si, uomini come Parri, Lussu, La Malfa,Rosselli, Foa’, Bobbio etc, non erano cattolici, ma erano personaggi pubblici di un etica e di una moralita’ (lo so, questo termine nel vocabolario della new age berlusconiana e’ stato sostituito dalla parola “contestualita’”) di cui oggi , purtroppo, si e’persa ogni traccia. E se la discriminante corrente e’ se uno e’ cattolico oppure no, visto anche il carattere di altri posts intrisi di un fondamentalismo religioso che ci riporta ad una medioevale memoria, a quando l’annuncio della decima crociata? Avete gia’ trovato il nome? Suggerirei “la crociata dell’ampolla”!
Osvaldo Bardelli

Postato da METAFISICO il 17/03/2011 13:47

Un doveroso Grazie! a Famiglia Cristiana per questo spazio di libero e civile confronto, dove tutti possono esprimere, conoscere e valutare le varie posizioni. In questo spirito, ritorno all'amico RT57. È apprezzabile che lasci da parte la pericolosa tesi delle "elezioni taroccate". Quanto all'informazione televisiva, se non erro, Santoro, Travaglio, ecc. "predicano" proprio sui canali RAI, Ente pubblico, pagato dai cittadini (non solo col canone, ma attraverso il pubblico Erario). Quanto ai TG che, secondo te, "orientano l'80% del voto", attento, ancora una volta stai facendo uno scivolone pericoloso. Sarebbe come dire che per l'80% l'elettorato sarebbe composto da poveretti, plagiati dai TG, incapaci di ragionare con la propria testa, di valutare la realtà, di esprimere un voto cosciente. Infine, dato che ti riferisci a De Gasperi, ti ricordo che quel grande statista riuscì ad estromettere i socialcomunisti dal potere, dal governo. Il popolo italiano capì e gli diede col voto la maggioranza assoluta. Questo è il "grande peccato" che le sinistre non hanno mai perdonato a De Gasperi e alla DC e che oggi non perdonano a Berlusconi e alla attuale maggioranza. Altro che bunga bunga!

Postato da p.nuvoletta il 17/03/2011 13:02

E' inaccettabile che quelli del "bunga bunga" vogliano mettere le mani sulla Costituzione.

Postato da Libero Leo il 16/03/2011 23:49

Risposta ad Alberto Bobbio. Per comodità riporto qui parte della sua risposta al mio commento: "dire che la Costituzione "non si tocca" non significa dire che non si può discuterne. Anzi, prima si discute e poi, eventualmente, "si tocca". Questo è il senso della nota finale delle Settimane Sociali.". Sarà il 'senso della nota finale delle Settimane Sociali"; ma il titolo del suo pezzo, in questo momento, fa pensare a ben altro. E' un titolo di chiara contrapposizione e di chiusura, più che di discussione, come auspicato dalle Settimane Sociale. Comunque, colgo l'occasione per complimentarmi per la sua abilità di politico, che ho già apprezzato in vari altri suoi interventi.

Postato da eugallesi il 16/03/2011 17:27

Mi spiace per Ironyman e Spark, ma stanno prendendo lucciole per lanterne. In questo dibattito Berlusconi, il berlusconismo, il bunga bugna e tutta quella roba lì non c'entrano nulla. I Vescovi hanno detto che «la Costituzione italiana è frutto di una esperienza esemplare di alto compromesso delle principali culture politiche del Paese. Eventuali modifiche non devono stravolgerne l'impianto fondante definito innanzitutto nella prima parte». Alcuni di noi, sommessamente e con ragionevli argomenti (opinabili certo), hanno dissentito da questa visione. Se contestualizziamo, i Vescovi possono anche avere ragione: nel 1948 si raggiunsero compromessi (più o meno "alti") tra le principali culture presenti nella Costituente. Il problema è che "quella" Costituzione è frutto di compromessi ai quali hanno partecipato culture spazzate via dalla Storia come il comunismo (Ironyman, che cosa me ne importa se Berlusconi vede "comunisti" dappertutto?) e l'azionismo, una versione italiana del radicalismo liberale che era fortemente anticattolico. Lo "statista" Togliatti approvò l'art. 7 nel tentativo, tatticamente non stupido, di strappare voti cattolici a De Gasperi, ma in cambio ebbe alcune pesanti concessioni ideologiche come il mai abbastanza deriso articolo 1. En passant, per puro spirito polemico (che ammetto), ricordo che Togliatti voleva, come oggi la Lega, l'elezione popolare dei pubblici ministeri. L'affermazione "La Costituzione non si tocca", poi, è balzana: le Costituzioni si possono e si devono toccare, la nostra è stata violata già più volte (ricordate l'immunità parlamentare, una conquista fino al 1992 sempre considerata "di sinistra"?). Bisogna solo che il consenso sia largo. Per questo è previsto il voto in un doppio passaggio parlamentare e - se non si raggiungono i due terzi - il referendum popolare. Ps. Non vorrei scrivere un libro, ma la Bicamerale è caduta grazie a una manina del Quirinale aiutata da una manona dell'Associazione nazionale magistrati. A quel punto Berlusconi ha fatto saltare il tavolo, ma come ricorda Marco Boato, relatore di centrosinistra per la sezione "Giustizia" (l'avevano intitolata così, non "Magistratura"), le riforme erano molto simili a quelle proposte oggi. In ogni caso tutti i sondaggi, persino a Ballarò, rilevano che la maggioranza degli italiani è favorevole.

Postato da RT57 il 16/03/2011 15:47

Riconfermo che i commenti simili a METAFISICO sono da Bar Sport e tutto il tifo annesso a tale analisi Sono una cosa : tu affermi Santoro, Travaglio, La Repubblica, Il Fatto Quotidiano, Di Pietro, Saviano, Beppe Grillo, ecc.ecc. pensano a raddrizzare l'informazione dei TG pubblici e privati. Qui erri perchè non sono TG ma informazione alternativa che le persone intelligenti sanno utilizare a pagamento. I TG pagati da tutti o con il canone o con la pubblicità arrivano in tutte le famiglie alle ore 20 e orientano l'80% del voto ) leggi gli esperti a tale proposito. Leggi anche 1984 e rispondi anche della tua fede nel sultano : è liberante o alienante ? Si certo Don sturzo e De Gasperi si rivoltano nella tomba vedendo i danni del berluscosnismo.

Postato da luciocroce il 16/03/2011 15:26

Molto pertinente il commento di ironyman del 15 corrente; dal mio punto di vista, penso che non ci sia davvero nulla da aggiungere alle sue parole;; mi sono, infatti, molto piaciute la pacatezza del discorso e la concretezza delle problematiche affrontate. Cordiali saluti
lucio croce

Postato da Michelone il 16/03/2011 15:14

Quindi, la Costituzione si può toccare, MA ANCHE no?! Questa frase non mi è nuova! La Costituzione può essere modificata, ma non stravolta? Chi decide quale modifica costituisce stravolgimento? Forse l'attuale Corte Costituzionale di sinistra? E se la Corte Costituzionale fosse di destra, l'eventuale stravolgimento sarebbe tale oppure costituirebbe semplice modifica?!! Meditiamo gente, meditiamo!!

Postato da METAFISICO il 16/03/2011 13:40

Scusami, amico RT57, se le mie osservazioni da "bar sport" come tu dici, hanno irritato qualche nervo scoperto. Da metafisico, cerco la verità, ovunque si trovi, quella verità che fugge dalle contraddizioni. Dunque, secondo te, l'attuale maggioranza è scaturita da elezioni "taroccate"? Conseguenza logica: il nostro Paese, un Paese in cui si svolgono elezioni "taroccate" non è un Paese democratico. Ti senti di sostenere questa tesi? Attento, perché nessuno - dico nessuno - in Italia (a cominciare dal Presidente della Repubblica fino a tutti i partiti di opposizione) e nel mondo (dalla U.E. fino all'O.N.U.) sarebbe disposto a seguirti in questa tesi pericolosa. Quanto poi alle informazioni distorte che influenzano l'elettorato, scusami ancora per un' altra battuta da "bar sport", non c'è da preoccuparsi: ci pensano Santoro, Travaglio, La Repubblica, Il Fatto Quotidiano, Di Pietro, Saviano, Beppe Grillo, ecc.ecc. a raddrizzarle.

Postato da spark il 16/03/2011 09:13

avrei voluto anch'io scrivere qulacosa su questo argomento, ma dopo aver lette il commento di Ironyman devo dire che non ho altro da aggiungere, condivido in toto le sue opinioni. Buon 17 marzo a tutti, anche a quelli che soffrono di labirintite celtica all'ascolto dell'Inno dei Mameli, W la Costituzione.
Osvaldo Bardelli

Postato da RT57 il 15/03/2011 23:16

Mi sembra di osservare parecchi commenti da "bar sport" quali quelli di METAFISICO che penso si intenda metà o mezzo fisico, non certamente trascendentale almeno dai ragionamenti. Ti ricordo che un vestito non fa il monaco e che l'attuale legge "porcellum" ( chiamata così da quello che l'ha ideata) non consente neanche agli italiani di scegliere le preferenze e quindi gli eletti! Se poi aggiungiamo che l'informazione è controllata come nel libro 1984 basterebbe per dire quanto sono taroccate le elezioni fondate su informazioni totalmente distorte. L'AGCOM stessa rileva da anni una distorsione della propaganda prevalente della maggioranza... comunque sia, nessuno Stato moderno occidentale consente gli attuali conflitti di interesse che ci sono in Italia e il sultano altrove non potrebbe nenache andare in lista anche se fosse un santo (che non è ). Se poi tu ti senti realizzato da un vecchietto di 74 anni che frequenta le ragazzine (per questo trascura i propri doveri) e che alla fine è un inconcludente su tutto il fronte salvo danneggiare le isituzioni ed il bene comune, tienitelo pure ma sappi che sei come quegli ebrei che adulavano il rito pagano del vitello d'oro e che poi Mosè ricondusse alla ragione. Siccome è quaresima ti consiglio un poco di digiuno nella speranza di ritrovare la retta via politica, cioè quella della normalità non tribale.

Postato da METAFISICO il 15/03/2011 22:36

Caro amico RT57, ti prego di non dimenticare che "l'attuale maggioranza...ecc.ecc.." è quella scaturita - come prevede la Costituzione - dal voto democratico di milioni di cittadini. Quanto poi al "grande capo malato come descritto dalla moglie Veronica", prova a pensare se non fece meglio Hillary Clinton che non dichiarò "malato" suo marito Bill, Presidente U.S.A., né si separò da lui.

Postato da ironyman il 15/03/2011 19:52

L’argomento dei comunisti, ad un secolo di distanza dalla Rivoluzione d’ottobre, resta, per gran parte della opinione pubblica italiana, un formidabile argomento di propaganda politica sempre valido e buono per qualsiasi occasione. L’anticomunismo alimentato e diffuso dai potenti mezzi di diffusione di massa per tanti diventa quasi un’ossessione, una paura ancestrale. Ovviamente i manovratori occulti (che non perseguono alcuna ideologia in particolare ma strumentalizziamo quella più affine ai propri interessi) , devono soffiare sul fuoco della guerra ideologica per creare spauracchi e pericoli imminenti e fomentare insani ed insensati radicalismi. Non v’è dubbio che anche il radicalismo cattolico si cementa su questi presupposti. La diversità di opinioni si trasmuta in una contrapposizione preconcetta e poi in un’odio per l’avversario che finiscono per annebbiare le menti (anche le più brillanti). A questo punto con la lente distorcente del fanatismo si arriva a riscrivere persino la storia. Vengono suggerite letture degli eventi storici davvero sorprendenti, quasi bizzarre. Quella di Eugallesi sullo spirito anticattolico della Costituzione o quella di Rocambole sulla resistenza italiana e sul dopoguerra sono davvero singolari. Ma tant’è! E’ lo scotto che dobbiamo pagare al nuovismo della politica Berlusconiana che nell’intento di superare il fallimento politico della prima Repubblica e di accreditarsi come colui che ha cambiato quella vecchia politica infarcita di politichese e di falsità (raccattando sulla zattera tutti i peggiori naufraghi di quella precedente esperienza) propone persino un linguaggio ed una fraseologia nuova (discesa in campo, ribaltoni, inciucio, ricette ecc…) che ci fa quasi rimpiangere il bizantinismo incomprensibile di De Mita. Io che certamente non sono un nostalgico di quel parlare ampolloso e distante dalla gente continuo però a preferire i le espressioni alla Moro delle convergenze parallele. E’ singolare però che quando occorre far riferimento all’avversario politico, questo linguaggio viene dismesso e ripristinato quello obsoleto degli inizi di secolo, in larga parte inadatto a rappresentare una realtà profondamente mutata. Quasi a significare che a fronte di un mondo completamente rinnovato, il male, incarnato dal truculento comunismo, è rimasto inalterato. Non bisogna lasciarsi abbindolare; anche se continuano a portare i maglioni di cachemire o ad andare in vacanza a S.Moritz (che orrore!), o ad assumere le sembianze dimesse di Fassino o della Bindi, i comunisti continuano a rimanere quelli di sempre, fondamentalmente dei crudeli illiberali e anticattolici. Ovviamente non è solo una questione di linguaggio, anzi questo è un aspetto marginale della questione. Non basterà però la malafede ad arginare il flusso naturale della storia e prima o poi la realtà presenterà il conto. E’ una politica patetica e con il fiato corto quella che tenta di sopravvivere continuando a sobillare gli animi ed intorpidire le acque. L’epoca delle crociate è definitivamente tramontata, l’ha capito da tempo la Chiesa stessa. Non vi è necessità di restaurarla per coltivare anacronistici interessi. Come ha avuto modo di affermare anche il caro e sempre compianto papa Giovanni Paolo II, l’Italia ha saputo dare il meglio di sé, raggiungendo traguardi impensabili, quando ha saputo creare un clima di forte coesione sociale. E il dopoguerra, è stata una fase nella quale la Nazione intera, uscita stremata dalla guerra, grazie al suo rigore morale (erano lontanissimi i tempi del Bunga-bunga) ha saputo superare divisioni e contrapposizioni molto marcate (si pensi al clima delle elezioni del 48) e giungere al mirabile compromesso della Costituzione, che resta, ancora oggi, valida nel suo impianto essenziale, anche se certamente adattabile in funzione delle mutate esigenze e condizioni della società e fortemente rispettosa di tutte le culture e quindi anche della cattolica. Per rendersene conto basta confrontarla con le costituzioni degli altri paesi moderni e si noterà il ruolo determinante che in essa ha avuto la tradizione culturale del cattolicesimo. E’ da dire che per molto versi è rimasta incompiuta basti pensare all’art. 3 Eppure oggi, paradossalmente, nell’era post-muro, crollate le ideologie, in Italia la politica sa ancora di stantio, ancorata a vecchi schematismi ed animata da un insensato ed anacronistico furore ideologico che impedisce addirittura non dico di riscrivere la Costituzione ma addirittura di trovare compromessi accettabili su alcune auspicabili circoscritte revisioni. Anche quella sulla Giustizia la si attende da troppo tempo e purtroppo bisognerà aspettare ancora sino a che non ci sarà l’avvento di una nuova generazione di politici perché quella proposta (per secondi fini) non soddisfa i bisogni e le attese dei comuni cittadini, e perciò quasi certamente sarà destinata al fallimento. Sono convinto che più in là con gli anni, lontani dalla contesa che oggi impedisce una analisi lucida e distaccata, saremo indotti a riconsiderare il tentativo della Bicamerale come una grossa occasione mancata (per colpa di chi è chiaro già oggi). Per svelenire questo clima esacerbato e superare l’empasse in cui la politica ed il Paese ormai annaspano occorrerà ripristinare la verità delle cose (altrimenti sarebbe solo una tregua); e la Chiesa in ciò, ha un ruolo essenziale al quale sinora ha abdicato pensando, erroneamente che ciò potesse avvantaggiarla. Ultimamente noto però dei confortanti segni di inversione. L’intervento del cardinale Bagnasco a difesa dei professori oltraggiati ed umiliati da premier credo che vada inteso in questo senso. Si mettano pure l’animo in pace i pasdaran strenui sostenitori del conflitto scuola pubblica-privata, un’epoca pare stia per chiudersi. Per elevare il grado di cultura dei nostri giovani, occorrerebbe far funzionare bene la scuola in ogni ordine e grado (non è destino ineluttabile della scuola pubblica essere inefficace, dipende solo dalla volontà politica) e non affossare come è stato fatto nel passato la scuola pubblica per rendere allettante quella paritaria che non si gioverà certo dello svantaggio competitivo. Scuole che cadono a pezzi sono una vergogna per l’intero sistema istruzione. Quanto poi alla necessità di superare le differenze sociali in ambito scolastico si vada a vedere con quanta sperequazione sociale sono stati erogati i contributi da parte degli enti locali lombardi (soprattutto la regione del ciellino Formigoni) a chi frequenta la scuola privata e quali categorie sociali frequentano le scuole d’elite (vi compaiono anche molti esponenti d’opposizione che si schierano, almeno pubblicamente a favore della scuola pubblica). Effettivamente una scuola gratis per ricchi e poveri non è giusta. Certo che però la soluzione di dare contributi ai ricchi per garantire loro l’accesso ad una scuola migliore (mi riferisco anche solo all’aspetto struttura- dotazione formativa) non mi sembra molto ispirata a principi cristiani. Nella scuola la Chiesa forse dovrebbe recuperare il vero spirito di servizio a favore dei poveri di Don Milani.

Postato da giorgio traverso il 15/03/2011 18:26

Questo non è un commento, ma una lamentela. Non vedo mai pubblicati i miei interventi. Vorrei una spiegazione,è colpa mia, che sono un imbranato, oppure siete voi, che giudicate i miei scritti non degni di attenzione? Se cosi' fosse, in seguito mi asterrò da inviarne. Vi ringrazio anticipatamente.
Saluti
giorgio traverso

Postato da Franco Salis il 15/03/2011 11:57

Ognuno ha il diritto di pensarla come vuole e il diritto di manifestare il suo pensiero. Ciò premesso, rimane il problema dell'onestà intellettuale. Ciò avrebbe dovuto impedire di attribuire ad uno sconosciuto (professore di diritto, cattolico si sinistra) l'espressione (dico io demenziale) della necessità di una riforma sostanziale. l'art.7 dà fastidio?,ma se è quello per cui Togliatti, che lo ha sottoscritto, è considerato statista, nonostante nell'immediato dopoguerra pare avesse avuto non poche responsabilità sulle foibe! I vescovi "ingenuamente lodano”? i vescovi "ingenui? " no eh! Invito i cattolici in buona fede (non spetta a me stabilire se sono in buona o cattiva fede) che ancora nutrono fiducia su un personaggio indegno di essere nominato di leggersi su Republica.it del 7.03.2011 L’AVVENTO DELLE MAMME –MAITRESSE COSI’ FINISCE LA SACRA FAMIGLIA ITALIANA. Se generalizzare è sempre sbagliato, ma santa pazienza è vero o non è vero che la mamma di Noemi ha detto di averla educata al cattolicesimo e al mito di…. (stesso personaggio indegno di essere nominato). Messi da parte tutti gli errori del passato (chiamateli pure peccati), che cosa possono fare oggi i vescovi italiani se non fare quello che hanno impostato, cioè il massimo impegno verso il primato dell’educazione? Ma sbaglieranno ancora! È certo che sbaglieranno, ma se veramente sono interessati al bene comune, come credo che lo siano, ascolteranno con attenzione tutte le osservazioni che arrivano dal popolo di Dio.

Postato da RT57 il 14/03/2011 21:39

La nostra Costituzione avrà anche difetti ma dimostra che che è avanti anni luce rispetto all'attuale maggioranza fatta da un sultano e da fedelissimi cortigiani. E' evidente che oltre a non conoscerla anche non la rispettano, come non rispettano i cittadini con i loro problemi. Il bunga bunga da anni frulla nelle menti di questa psudo classe dirigente dove non trovi nemmeno uno capace di dissociarsi dal grande capo da tempo "malato" come ben descritto dalla moglie Veronica. Qua ci vuole una mano del cielo che intervenga per evitarci una lunga passione... " signore liberaci dal male", sempre e solo attuale.

Postato da carlodierre il 14/03/2011 20:42

cerchiamo, almeno da parte dei cattolici, di non equiparare la Costituzione allo stesso livello del Vangelo; e, possibilmente, non adoperando il giudizio politico partigiano, di matrice catto-comunista.

Postato da GP il 14/03/2011 16:42

Che la costituzione italiana sia un compromesso mi sembra del tutto corretto mentre ho forti dubbi che questo compromesso fosse stato di alto profilo. Già più di 25 anni fa il mio professore di Diritto (un cattolico di sinistra) affermava che era necessaria una riforma sostanziale poichè il compromesso frutto del dopoguerra dava segnali di inadeguatezza. Mi rendo conto. comunque, che sia difficile uscire dal momento contingente e pensare in grande.

Postato da eugallesi il 14/03/2011 16:25

Vi ricordate De Mita? Quando qualcuno cercava di rigirare le sue parole rispondeva sempre: forse la colpa è mia che non so spiegarmi bene. Era, evidentemente, una forma retorica per dire a chi lo aveva frainteso: o sei in malafede o non stai attento. Dedico questo aneddoto a Ironyman, che si attorciglia su un sillogismo che non regge. Tertium non datur: o i comunisti ci sono ancora e allora ha ragione Berlusconi; o non ci sono più e allora ribadisco quanto ho scritto. E cioè che la Costituzione italiana che i Vescovi, ingenuamente, lodano come "frutto di un alto compromesso tra le principali culture del Paese", in realtà fu inquinata da condizionamenti del più forte Partito comunista dell'Occidente, una cultura che è stata spazzata via e condannata dalla storia. Per non parlare di quella parodia del liberalismo progressista che fu l'azionismo, una conventicola di intellettuali senza elettori che Togliatti, giustamente, riteneva dal suo punto di vista "utili idioti". Quanto anticlericalismo c'è nella prima parte della Costituzione, nascosto dietro concessioni come l'art. 7 sui Patti Lateranensi! Non si sono mai chiesti, i nostri Pastori, perché una scuola privata veramente sussidiaria di quella statale non esiste nel nostro Paese? Per paura della Chiesa. Per astio verso la Chiesa. Per punire la cultura cattolica. Così oggi che la scuola non statale potrebbe far salire di molto il grado di cultura dei nostri giovani, come succede nei Paesi anglosassoni, noi siamo ancora qui a subire le battute di Fabio Fazio alla Gelmini in difesa della "scuola pubblica", cioè di quella roulette russa dove non sai chi insegna che cosa e dove i figli del ricco studiano gratis come i figli del povero, mentre il povero dovrebbe essere messo in grado di studiare gratis nella scuola (statale o no) del ricco. Si può difendere una Costituzione così? Sono invece d'accordo con Libero Leo e la citazione di Tocqueville. Mi permetto di segnalare ai signori Vescovi che l'84% degli italiani è favorevole alla riforma costituzionale della Giustizia, che il 77% vuole la responsabilità civile dei giudici e dei pm, che il 56% è d'accordo con la separazione delle carriere (Ispo/Corriere della sera). L'argomento usato da una certa opposizione che tutto si concluderà in nulla mi sembra solo un tentativo goffo di non affrontare il problema. Perché la mia sensazione è che, se la legislatura durerà, la riforma sarà approvata prima dal Parlamento e poi dai cittadini al referendum. Purtroppo la Cei quando si tratta di referendum non ci azzecca mai (o quasi).

Postato da Libero Leo il 14/03/2011 15:03

Ha ragione Metafisico. Il titolo è ridicolo, per non dire fazioso. Se oggi un'altra parte politica proponesse la modifica della Costituzione, il titolo sarebbe "Finalmente si adatta la costituzione ai tempi moderni". Non bisogna meravigliarsi. I giornalisti sono quasi tutti mossi più dalla passione politica che dalla ricerca della verità.

Risposta di: Alberto Bobbio (responsabile Chiesa di Famigliacristiana.it)

Caro Liberoleo,

dire che la Costituzione "non si tocca" non significa dire che non si può discuterne. Anzi, prima si discute e poi, eventualmente, "si tocca". Questo è il senso della nota finale delle Settimane Sociali. Quindi nessuna faziosità nel titolo, ma solo rispetto della notizia. Basta leggere il testo. Quanto al resto, Alberto Bobbio non propone un bel niente: l'ineleggibilità di chi ha pendenze con la giustizia, che significa anche essere indagati in attesa che un processo chiarisca le cose, è contenuta nel documento finale delle Settimane sociali. Ognuno è poi libero di trarne le conseguenze che ritiene.
A presto

Postato da METAFISICO il 14/03/2011 02:42

Mi trovo pienamente d'accordo con eugallesi: nessun tabù e nessuna barricata. Oltretutto, per i cattolici dev'essere intoccabile solo il "Depositum fidei". La Costituzione, ogni Costituzione, è un prodotto umano, storico, culturale, e quindi, per sua stessa natura, riformabile, perfettibile. È per questo che il titolo dell'articolo "Cattolici, la Costituzione non si tocca" mi sembra un po' ridicolo.

Postato da ironyman il 13/03/2011 19:02

E’ singolare che in questo clima di forte contrapposizione ideologica vi sia ancora qualcuno che realisticamente crede che il comunismo in Italia sia stato spazzato via. A sentire il leader dell’attuale maggioranza i comunisti si annidano in ogni dove (soprattutto, si sa, tra i magistrati). Come al solito però si fa, non certo in buona fede, una confusione generale. Come sé possibile ancora oggi credere che la sinistra italiana si identifichi con il comunismo, che quest’ultimo sia una prosecuzione di quel nucleo iniziale sorto In Italia nel dopoguerra (come se tutte le transizioni successive si siano risolte in mere operazioni di trasformismo) e che quest’ultimo infine fosse una pura diramazione del truculento partito stalinista? La risposta è ovvia. Anche a rischio di sembrare anacronistici le esigenze della propaganda vanno sempre salvaguardate. Certi pseudo-argomenti in una così diffusa incultura politica fanno ancora presa sull’opinione pubblica. La Costituzione rimane ancora per tanti (magari sopravissuti) un mirabile punto di compromesso e di unione tra diverse culture politiche. E l’uguaglianza di tutti i cittadini fronte alla Legge e l’autonomia dei magistrati, chiamati a rispondere solo alla Legge, annullati dalla riforma proposta dall’attuale maggioranza annulla, oltre che criteri di buon senso e principi alla base della separazione dei poterei su cui si fondano le moderne democrazie (Montesquieu docet) ne costituiscono pilastri fondamentali.

Postato da virginia il 13/03/2011 18:28

quali sono i cattolici, dopo l'era di tangentopoli ed il crollo dei partiti tradizionali ad opera di due partiti il primo il pci ed il secondo il msi poi an fece scatenare la magistratura e partiti come la dc ed il psi scomparvero dalla scena politica in poco meno di un anno e molti dei cattolici che militavano nella dc ed erano a sinistra come corrente transvolarono nei diesse gli altri si unirono a casini e poi confluirono nel contenitore di forza italia di berlusconi . ed oggi chi sono i veri cattolici la rosy bindi o casini. come si puo' fare affidamento su una politica che e' fallimentare come lo e' quella italiana. e come si puo' pretendere che la costituzione sia rispettata da parte dei cattolici se per cattolici si intendono questi signori anche io sono cattolico ma non vado a messa pur frequentando quando posso la chiesina del nosocomio di villa monna tessa.

Postato da Oddo Filippo il 13/03/2011 17:10

Purtroppo per adesso non posso stampare il documento in pdf perchè il mio pc si disconnette facilmente. Vorrei però dire, sperando che questo mio breve commento Vi arrivi, che amo la mia Patria e che la Costituzione è per me la Bibbia laica. Metterò un tricolore nel salotto di casa mia e nella mia auto. Perchè siamo arrivati a questo punto: difendere la nostra terra e la nostra fede nella Carta ? Sono un cattolico di sinistra e non disdegno il dialogo con gli atei, gli agnostici e quelli di destra perchè penso che solo con il dialogo si può costruire qualcosa di buono per noi e per i nostri figli. D'altro canto, se non vado errato, la Carta è nata dalla collaborazione di uomini d'alto intelletto, di diverse idee politiche ma uniti DALL'AMORE PER L'ITALIA.
Filippo Oddo

Postato da Nicola71 il 13/03/2011 15:17

La Carta essenziale per qualsiasi vita democratica si chiama "Costituzione". Dal 1914 al 1945 la nostra Italia, e non solo, ha attraversato periodi drammatici:prima guerra mondiale, 20 anni di dittatura e infine la seconda guerra mondiale. Dopo tanta sofferenza e dopo la scelta della democrazia la nuova classe politica italiana seppe unirsi per dotare la nuova Nazione delle necessarie fondamenta su cui costruire un futuro. Ebbene da quel 1948 qualsiasi classe politica dovrà pensare tanto prima di apportare modifiche che comunque dovranno esclusivamente cambiare in positivo la situazione per i cittadini.

Postato da Libero Leo il 13/03/2011 08:39

Alberto Bobbio parla di 'emergenza democratica'. Ha ragione. Il pericolo di una dittatura si avvicina. Per tentare di evitarla bisogna tenere ben presente quanto diceva Alexis de Toqueville: “Tra tutte le dittature la peggiore è quella dei giudici". Altra considerazione. Bobbio pare che proponga la 'ineleggibilità di quanti hanno pendenze con la giustizia'. Che cosa si intende con 'avere pendenze con la giustizia'? Essere indagati? Essere in attesa della lentezza della giustizia per poi essere assolti, come capita a moltissimi? Essere dimenticati in carcere? Se fosse sufficiente essere indagati per avere una pendenza con la giustizia, quale enorme potere avrebbero i PM politicizzati: basterebbe aprire un'indagine per far fuori un loro avversario!

Postato da eugallesi il 12/03/2011 11:03

«La Costituzione italiana è frutto di una esperienza esemplare di alto compromesso delle principali culture politiche del Paese. Eventuali modifiche non devono stravolgerne l'impianto fondante definito innanzitutto nella prima parte». Mi permetto di far notare, a chi magari vuol strumentalizzare le parole dei Vescovi, che la riforma della Giustizia non tocca la prima parte della Costituzione. E mi permetto di far notare ai nostri Pastori che anche alcune affermazioni della prima parte della Costituzione sanno di stantìo. Bisogna avere il coraggio di riflettere. Sostenere che sono il "frutto di un alto compromesso tra le principali culture politiche del Paese" è solo una mezza verità: nel 1948 tra le "principali culture" c'era anche quella comunista, spazzata poi via dalla Storia. Così, per esempio, ci portiamo ancora dietro quel ridicolo articolo 1 che definisce la nostra Repubblica "fondata sul lavoro", che è solo uno dei valori che determinano la dignità umana, ma che per i comunisti era il VALORE. Insomma, con tutto il rispetto, però sarebbe meglio non fare barricate.

Postato da CZAR il 12/03/2011 11:02

Sono del tutto condivisibili i punti programmatici espressi nelle Settimane Sociali dei Cattolici italiani : 1) ineleggibilità di quanti hanno (N.B. : "solamente") pendenze con la giustizia;----------------------------------------2) numero massimo di mandati elettorali--------------------3) revisione della attuale legge elettorale------------------4) preoccupazione per lo stato attuale del Paese-------5) istituzioni con poteri limitati, che si controllano reciprocamente con alternanza al potere e giudizio finale ai cittadini----------------------------------------------------6) rispetto della Costituzione senza stravolgimenti.------Tutto perfetto, persino entusiasmante ! Un partito con un simile programma elettorale avrebbe sicuramente un grosso successo. Ma allora perchè non dire chiaramente che il governo attuale non rispetta nessuno (ma proprio nemmeno uno !) dei punti di cui sopra ?

Postato da giogo il 12/03/2011 09:05

Ma ..ma...se ho ben capito anche CESARE ha pendenze con la giustizia...ma..ma allora tutti gli altri della banda che han pendenze come la mettiamo?? Ma va la...non ti curar di loro ma guarda e passa.... Saluti

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