Cei: "Non fuggiamo dalla politica"

Le parole di mons. Crociata al Seminario sulla formazione socio politica. No a un nuovo partito, ma sì alla partecipazione dei cattolici

04/03/2012
monsignor Mariano Crociata (foto Ansa)
monsignor Mariano Crociata (foto Ansa)

Le amministrative si avvicinano e i vescovi italiani sono preoccupati per la possibile crescita dell’astensione al voto. Per questo, senza evocare un nuovo partito, o meglio un «cripto partito», come lo ha definito monsignor Mariano Crociata chiudendo ieri i lavori del seminario Educare alla cittadinanza responsabile, «bisogna però evitare gli scogli dell’anti-politica».

«Non si può fuggire dalla politica», ha insistito il segretario della Cei, «chiudersi nel privato, nell’ illusione che nel piccolo si possa vivere tranquilli, equivarrebbe all'illusione che una nave possa andare tranquilla nel suo viaggio, mentre tutti - a cominciare dal capitano - pensano solo a divertirsi». Il seminario, organizzato dall'Ufficio per i problemi sociali e il lavoro e dal Servizio per il progetto culturale della Cei e rivolto a formatori, direttori degli uffici diocesani di pastorale sociale e responsabili degli enti di formazione socio-politica, si è ispirato fin dal titolo agli orientamenti pastorali per il decennio della Cei, che affermano «la necessità di educare alla cittadinanza responsabile in una società segnata da una forte tendenza individualistica che svaluta la dimensione sociale».

Nella due giorni di lavori grande attenzione è stata posta alle scuole di formazione socio politica con l’obiettivo di raccordare le varie esperienze tra di loro e sostenere lo sviluppo di quelle recenti o in progettazione. La presenza diffusa di cattolici impegnati anche in prima persona in politica è una realtà, è stato detto nel corso dei lavori, e questo dice di una volontà di prendersi cura del bene comune. C’è una richiesta di partecipazione e i cattolici hanno la tradizione e la cultura adeguate per rispondere a questo bisogno e tornare a rianimare il senso della solidarietà e dell’impegno nel territorio.

In sala anche monsignor Arrigo Miglio, presidente del Comitato scientifico organizzatore delle Settimane sociali. A lui monsignor Crociata ha rivolto un sentito ringraziamento ricordando come le Settimane sociali siano state costantemente evocate nei lavori della due giorni come strumento essenziale del mondo cattolico e spiegando che «il rapporto con le Settimane sociali è costitutivo per tutte le nostre attività di formazione sociopolitica».


Infine, uno sguardo sul dopo crisi, quando, ha concluso il segretario della Cei, «avremo bisogno soprattutto di sentirci di nuovo corresponsabili del destino di tutti e di ciascuno, una corresponsabilità che sarà dell’intero Paese se partirà dalle comunità locali e dal territorio. Non possiamo, infatti, pensare solo ai livelli apicali: dall’ambito locale si formerà un nuovo paradigma di solidarietà solo se si sarà capaci di guardare oltre. Noi cattolici abbiamo nel Dna questa circolarità tra locale e universale, la vocazione di viverla questa circolarità e di diffonderla».

Annachiara Valle
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Postato da martinporres il 05/03/2012 05:25

Riprendo parte dell’articolo: «bisogna però evitare gli scogli dell’anti-politica». Sono solo belle parole!!, ATTENZIONE! nella gente comune vi è molta disillusione, perché ormai è chiaro che i sacrifici, per il risanamento del paese, è chiamata a compierli una determinata categoria sociale. Il governo Monti sta deludendo perché i sacrifici non sono distribuiti in modo equo. C’è chi si deve accontentare sempre e chi (sempre i soliti) non si accontenta mai. Dobbiamo ormai ragionare in termini di “disallineamento” sociale.

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