Cei: via i preti colpevoli di pedofilia

La Conferenza episcopale approva le linee guida per i casi di abuso sessuale. Al vescovo diocesano compete in prima persona la disponibilità ad ascoltare la vittima e i suoi familiari.

22/05/2012
Il segretario generale della Cei, monsignor Mariano Crociata (Ansa).
Il segretario generale della Cei, monsignor Mariano Crociata (Ansa).

Uno sforzo collettivo contro la piaga dell’abuso sessuale nei confronti dei minori è stato chiesto dall’Assemblea dei vescovi italiani, che da parte loro hanno approvato le Linee guida per affrontare le situazioni nelle quali sono direttamente coinvolti sacerdoti. Nell’ultimo decennio, ha spiegato il segretario generale della Cei monsignor Mariano Crociata, si è trattato di 135 casi, 77 dei quali sono stati già passati al vaglio dei tribunali.

I punti essenziali che i vescovi privilegiano nel documento sono «la protezione dei minori, la premura verso le vittime degli abusi e la formazione dei futuri sacerdoti e religiosi». Al vescovo diocesano compete in prima persona la disponibilità «ad ascoltare la vittima e i suoi familiari», garantendo «ogni cura nel trattare il caso secondo giustizia» e rispettando «la libertà della vittima di intraprendere le iniziative giudiziarie che riterrà più opportune».

Il sacerdote riconosciuto colpevole, ha spiegato l’arcivescovo Crociata, «viene allontanato dal servizio pastorale diretto» e «potrà attuare un percorso impegnativo di responsabilizzazione e di serio rinnovamento della sua vita». Al termine, nel caso di una ricollocazione pastorale, «sarà impiegato in servizi che escludono contatti con minori».

I lavori assembleari hanno anche affrontato le tre tematiche del lavoro, della domenica e della condizione familiare. «Responsabilità e speranza sono le parole-chiave utilizzate in particolare dai vescovi intervenuti nel dibattito», ha spiegato monsignor Crociata. «Da molti è stato sottolineato che il nostro popolo ha dentro di sé le risorse per crescere: risorse morali e spirituali, non esclusivamente economiche. Ma per superare il momento di crisi occorre la mobilitazione e l’impegno di tutti, soprattutto per rilanciare la crescita».

Dal punto di vista ecclesiale è stata rilanciata «la centralità della pastorale ordinaria nelle parrocchie, poiché è nei rapporti quotidiani e diretti, in cui si crea comunità, che può rinascere il fermento di una società rinnovata». Un appello è stato proposto anche affinché nel mondo del lavoro si preservi il significato della domenica, «non soltanto come appuntamento religioso, ma come momento in cui la nostra umanità recupera la verità su se stessa».

Saverio Gaeta
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Postato da juancarlos il 24/05/2012 19:04

Mi permetto di evidenziare che quando nelle "linee guida" si dichiara:..."il Vescovo, non rivestendo la qualifica di pubblico ufficiale né di incaricato di pubblico servizio, non ha l’obbligo giuridico di denunciare all’autorità giudiziaria statuale le notizie che abbia ricevuto in merito ai fatti illeciti".. mi dispiace ma non sono d'accordo! Così facendo il Vescovo e con lui l'autorità ecclesiastica si espone al reato di "FAVOREGGIAMENTO". Invece la denuncia all'autorità giudiziaria deve avvenire senza remore, perchè con la "pedofilia" si è di fronte ad un reato di gravità inaudita (a parte che è peccato mortale). Mi auguro che queste "linee guida" possano trovare opportune modifiche onde evitare che lo sgomento prenda il sopravvento in molti fedeli. (E dopo la sconcertante vicenda del boss sepolto nella Basilica di Sant'Apollinare, non credo ci voglia pure quest'altra dose di disorientamentoole ..) Cordialità

Postato da Paolo Ruffatti il 24/05/2012 16:25

Ho provato a leggere i commenti logorroici, ma non ce l'ho proprio fatta! ...... anche perchè il soggetto fa un risotto tale da scoraggiare qualsiasi approfondimento vero. quello che i giornali dicono essere una posizione retriva di mons Crociata (ricordando altre sue posizioni del genere in passato) mi pare che non sia del tutto peregrina, date le affermazioni chiare in fondo a pag 7, che mi sembrano manicheamente contraddette a pag 8, tipo "....eppur tuttavia Bruto era un uomo onesto". Tutta la linea guida si fonda sul fatto che il reato (odioso e verificatosi sul suolo Italiano o di un altro stato sovrano) deve essere giudicato prima dall'autorità ecclesiastica (dello stato del vaticano) e quando proprio c'è l'evidenza patente, allora si collabora con lo stato italiano .... se però gli atti processuali vengono richiesti con cortesia e .... grazie! come si insegna la creanza ai bambini di 4 anni. Vorrei capire perchè un fatto capitato in Italia e non in Vaticano debba essere comunque sottaciuto dalle autorità ecclesiali (non obbligo di denuncia alle autorità dello stato italiano) se non dopo aver deciso che il fatto sia successo. Capisco la prudenza per la possibilità che a denunciare fatti così orrendi sia fatta da mitomani o ricattatori, ma dalla prudenza alla esclusione totale dell'autorità indagante italiana, ce ne corre... La storia purtroppo ci ha insegnato che fior di alti prelati abbiano preferito risolvere il problema autonomamente nascondendo i delinquenti per non fare figuracce con il mondo, magari cambiandogli parrocchia (altro giro altra corsa), essendo certi che la pedofilia come l'omossessualità siano "malattie" curabili con appropriate cure e pillole! Vorrei un vostro commento, grazie e cordiali auguri di buon lavoro

Postato da Franco Salis il 24/05/2012 08:43

A INTEGRAZIONE DEL MIO COMMENTO DEL IL 23/05/2012 10.48 SU F.C. CHIESA NEWS, SUGGERISCO LA LETTURA DEL SEGUENTI PASSI (TUTTI I PASSI SONO DA LEGGERSI PREFERIBILMENTE NELL’INSIEME DEL DOCUMENTO O LEGGE) da linee guida per i casi di abuso sessuale nei confronti di minori da parte di chierici “Nel caso in cui per gli illeciti in oggetto siano in atto indagini o sia aperto un procedimento penale secondo il diritto dello Stato, risulterà importante la cooperazione del Vescovo con le autorità civili, nell’ambito delle rispettive competenze e nel rispetto della normativa concordataria e civile. I Vescovi sono esonerati dall’obbligo di deporre o di esibire documenti in merito a quanto conosciuto o detenuto per ragione del proprio ministero (cfr. artt. 200 e 256 del codice di procedura penale; artt. 2, comma 1, e 4, comma 4, dell’Accordo del 18 febbraio 1984, che apporta modificazioni al Concordato lateranense dell’11 febbraio 1929, tra la Repubblica italiana e la Santa Sede [L. 25 marzo 1985, n. 121])…….Nell’ordinamento italiano il Vescovo, non rivestendo la qualifica di pubblico ufficiale né di incaricato di pubblico servizio, non ha l’obbligo giuridico di denunciare all’autorità giudiziaria statuale le notizie che abbia ricevuto in merito ai fatti illeciti oggetto delle presenti Linee guida…” SI LEGGANO POI I DUE ARTICOLI DELLA LEGGE 22.MAGGIO 1978 N.194,(SEMPRE MEGLIO LEGGERE L’INTERA LEGGE) Aborto, L. 22 maggio 1978, n. 194 Norme per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza. Art. 1) Lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio. L'interruzione volontaria della gravidanza, di cui alla presente legge, non e’ mezzo per il controllo delle nascite. Lo Stato, le regioni e gli enti locali, nell'ambito delle proprie funzioni e competenze, promuovono e sviluppano i servizi socio-sanitari, nonché altre iniziative necessarie per evitare che lo aborto sia usato ai fini della limitazione delle nascite. Art. 4) Per l'interruzione volontaria della gravidanza entro i primi novanta giorni, la donna che accusi circostanze per le quali la prosecuzione della gravidanza, il parto o la maternità comporterebbero un serio pericolo per la sua salute fisica o psichica, in relazione o al suo stato di salute, o alle sue condizioni economiche, o sociali o familiari, o alle circostanze in cui e’ avvenuto il concepimento, o a previsioni di anomalie o malformazioni del concepito, si rivolge ad un consultorio pubblico istituito ai sensi dell'articolo 2, lettera a), della legge 29 luglio 1975 numero 405 (2), o a una struttura socio-sanitaria a ciò abilitata dalla regione, o a un medico di sua fiducia (2/cost). SI LEGGA ORA IL COMMENTO DI ANTONIO MAZZA SU L’AVVENIRE DEL 23 MAGGIO 2012 “Abusi, una scelta netta” ORA CHIEDO: 1) IL DOCUMENTO DELLA CEI È/O NON È ABERRANTE ANCHE PERCHÉ ANIMATA DALLA STESSA LOGICA DELLA LEGGE N.194. 2) È VERO O NON È VERO CHE IL DOCUMENTO È REDATTO SECONDO VOLONTÀ DEL PAPA, SOVRANO ASSOLUTO, E QUINDI EGLI È RESPONSABILE DELL’ABERRAZIONE? FRATELLI IN CRISTO SIA LETTORI CHE OPERATORI DELLA COMUNICAZIONE, SVEGLIAMOCI, ASSOLVIAMO ALLA NOSTRA NATURA PROFETICA SACERDOTALE E MISSIONARIA, DONATACI DAL BATTESIMO, PURIFICHIAMO LA GERARCHIA, CHE APPARE ORMAI ASSOGGETTATA AL MALIGNO. MI PERMETTO DI INDICARE GLI STRUMENTI: PREGHIERA E DENUNCIA PUBBLICA. Buona giornata

Postato da Franco Salis il 23/05/2012 22:45

@marialma 23/05/2012 14.52,e il 23/05/2012 16.25,Mi hai profondamente deluso, ma come è che non hai colto lo spirito scherzoso che sta alla base della mia battuta da te citata! e che diamine! se pure soffri perché t'accorgi che non riesci a ferirmi, ti saresti dovuta accorgere dalla risposta di Pino Pignatta! Io ho autorizzato tutti ad esprimere qualsiasi giudizio, perché in ogni caso non me la sarei presa! Brunoi, martinporres, Umberto;Novara, folgore(che ogni tanto rimane privo di parole)chiedo scusa se dimentico qualcun altro e adesso ti sei aggiunta anche tu, non fate altro che esprimere giudizi. Io in tal caso mi limito a prenderne atto, punto e basta. Ma vi ho già detto che io essendo “umili loco natu”,e aver sofferto non la povertà, ma la miseria, aver subito umiliazioni, essermi alimentato con formaggini “dono per popolo e del governo degli Stati Uniti D’America, ho la pelle da carapace. Per ferire me, ci vuole un missile a testata nucleare. Io adduco argomentazioni, prima ancora che testimonianze. Io rido quando leggo la conversione al cattolicesimo di Gramsci ,sulla base di che cosa? della testimonianza di una suora! Io non metto in discussione che Gramsci si sia convertito, ma né io, né nessun altro lo potrà mai accertare per assenze di documentazione storica. Dalle lettere scritte poco prima alla stessa Tatiana (lo sapete chi era Tatiana, si?)e dalle condizioni di salute in cui versava prima della morte, non è possibile L’ACCERTAMENTO STORICO DEL FATTO, NON LA CONVERSIONE CHE SFUGGE AI CANONI DELLA STORIOGRAFIA. Solo Dio, sa e nessuno, neppure il Papa può leggere nel “magno volume du' non si muta mai bianco né bruno”. Al contrario, Santa Teresa D’Avila soffriva di una patologia, allora sconosciuta, e che oggi si chiama schizofrenia ( pare ne soffrisse anche Giulio Cesare),ma da qui ad affermare che in preda alle crisi si abbandonasse a perversi atti sessuali, ce ne passa. Io non mi lascio convincere dal primo che avanza certi giudizi solo per distruggere la figura di una santa. Io ho bisogno di documenti e non accetto questa o quella tesi a seconda della fonte da cui proviene. Saruddu e triggu.

Postato da marialma il 23/05/2012 16:25

Franco Salis il 23/05/2012 08.19Che fine intelligenza!!!!!!

Postato da brunoi il 23/05/2012 15:29

hai assunto il ruolo di riformatore della Chiesa,ma ti ricordo che il piu' grande riformatore é stato San Francesco , era obbediente al Papa e soprattutto non usava il tuo linguaggio.

Postato da marialma il 23/05/2012 14:52

Franco Salis il 23/05/2012 08.19 Mt 5, 27-32 - “SE IL TUO OCCHIO DESTRO TI E’ OCCASIONE DI SCANDALO, CAVALO E GETTALO VIA DA TE: CONVIENE CHE PERISCA UNO DEI TUOI MEMBRI PIUTTOSTO CHE TUTTO IL TUO CORPO VENGA GETTATO NELLA GEENNA. ....” (Mt 5,29-30). "Perché osservi la pagliuzza nell'occhio del tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio? O come potrai dire al tuo fratello: permetti che tolga la pagliuzza dal tuo occhio, mentre nell'occhio tuo c'è la trave? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e poi ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello" (Matteo 7, 3-5) Parola di Gesù. La superbia è figlia dell’ignoranza, perché il sapere abitua all’umiltà; come pure: la superbia andò a cavallo e tornò a piedi, detto di persona superba che ha subito uno smacco, oppure, più genericamente, per ammonire tutti che una sconfitta, un’umiliazione prima o poi arriva a smascherare l’eccessiva presunzione di sé. Sinonimi sono: la presunzione, l’immodestia, la protervia, la vanagloria, la sicumera, la boria, l’alterigia, la tracotanza, la sufficienza. Superbo, quindi è detto di persona che ha sentimento di superbia, che presume eccessivamente di sé e lo dimostra con l’ostentare modi sprezzanti, arroganti. A questo concetto si collega il termine orgoglio, il quale ha anche un significato negativo: il sentimento procedente da eccessiva stima di sé o poca o nessuna degli altri.

Postato da Franco Salis il 23/05/2012 10:48

Prima di tutto un aspetto positivo : le linee guida sono correlate da una ampia bibliografia precedente. Quando ho stampato il file, per leggerlo non a video mi sono spaventato:24 pagine! E quindi ho rinviato ad oggi la lettura. Mi sono subito accorto che le linee guida sono solo nove e neppure a pagina completa. Dico ai miei interlocutori: non si spazientiscano, io sono fatto così: dico quello che penso e non quello che mi fa comodo dire cioè indossare le piume del pavone. Ciò mi attirerà antipatie? E chi non se ne frega. Io attendo ben altra ricompensa(Manzoni Promessi sposi:il barrocciao che ha rifiutato la ricompensa di Renzo). Tre brevi riflessioni. 1) le linee guida e la bibliografia allegata sono supportate da questa filosofia: io faccio quello che mi pare e non devo rendere conto a nessuno.(storia: in un diverbio tra generale spagnolo che si arrogava il diritto condurre la conquista in nome del re di Spagna in un certo modo, il gesuita accompagnatore consulente spirituale ebbe a rispondere: io obbedisco ad una autorità superiore. Quattro secoli alla Chiesa gerarchica non hanno insegnato NULLA, non solo,ma questo Papa si muove nel tentativo di riconquistare spazi perduti. 2) osservazione: Leggendo le linee guida mi pare di leggere la legge sull’aborto, in cui, col primo articolo si innalza un inno alla vita,con i successivi, si norma come eliminarla.3) osservazione, se la mia analisi è esatta, c’è qualcuno che non ritiene di denunciare il concordato dell’29 e successive (poche) modificazioni allo scopo di eliminare uno stato Vaticano dentro lo stato Italiano? A nos idere sanos a chentos annos (=a rivederci sani a cent’anni).

Postato da Franco Salis il 23/05/2012 08:19

Un suggerimento alla redazione: state attenti alla scelta delle fotografie. Anche la comunicazione non verbale(gestualità) ha molta importanza: se Crociata avesse aperto anche l'indice destro,si sarebbe potuto leggere:" glielo faremo noi,ai confratelli pedofili!" Non è il caso di mettere il complemento oggetto perché i maggiorenni lo intuiscono.

Risposta di: Pino Pignatta

Signor Salis,
ma lei non è eccessivamente malizioso? Ce ne vuole per intravedere nella gestualità "fotografata" di monsignor Crociata un significato così bizzarro. Speriamo che si valuti maggiormente il contenuto del nostro articolo.
Grazie dell'attenzione.

                                                                                        Pino Pignatta

Postato da Franco Salis il 23/05/2012 08:12

Vedi, Umberto;Novara il 22/05/2012 20.28, nella rubrica di don Sciortino, (Manzoni verso la fine dei Promessi sposi), l’innominato dopo la conversione , aveva invitato molte persone al suo castello, sino allora guardato con terrore, ma, evidenzia l’Autore dal suo “cantuccio”, aveva tanta umiltà da servire gli altri, ma non tanta quanta era necessaria per sedersi con gli altri. Ancora una volta ti debbo dire che declino il tuo invito (studia il vangelo) perché io preferisco seguirne gli insegnamenti e non tradirli nei limiti impostimi dalla mia natura umana. Declino altresì l'invito di sottoporre Benedetto XVI “a processo”, io ho il dovere di sottoporre a giudizio solo gli atti. Mi stupisci con quel fare inquisitorio “che era un vescovo (nemmeno cardinale!!)”. E chi non se ne frega! Il cardinalato non fa parte della gerarchia, sopra il vescovo c’è il Papa, quello che tu, e non solo tu, chiami “santo Padre” offendendo così mio padre, che è santo. E io lo festeggio il primo di novembre. Se avessi scritto “ la parola intera” nel contesto avrebbe avuto una valenza volgare, non confacente a questa rivista, allora mi sono espresso come in TV, con la differenza che in TV prima fanno sentire la parolaccia poi immettono il sibilo oscurante. Perché dovrei avere fretta di fare “approfondimenti?” Credi per il reverendissimo ac eccellentissimo ac eminentissimo signor , che ti sta a cuore, valga l’espressione “omnia munda mundis”? (tutto è puro per i puri)?Per me è sufficiente sapere che è morto in ambiente non consono per significare che era andato colà per godere dei favori e non per dare in offerta una somma per difendere il marito in galera. Lo ha fatto il nostro Papa. Ma quale credibilità ha il Papa se poi mette in dubbio la rivalutazione di Galileo, e poi trova un novello “avvocato Azzeccagarbugli”, che offendendo l’intelligenza umana, argomenta la difesa della scelta del Papa? Io non ho né assolto né condannato Benedetto XVI, quindi non ha bisogno della “mia riabilitazione”, io ho criticato, come mio dovere per il dono ricevuto dell’intelligenza (intelligenza = intus legere) le sue scelte dettate da preoccupazioni di gestione di potere e non dalla carità. Ho altre letture fresche da fare per esempio il documento linea guida sulla pedofilia e la prolusione di Bagnasco all’Assemblea dei vescovi in corso. Quando è che ti decidi anche tu a dare il tuo contributo alla “purificazione” della Chiesa intesa come gerarchia?Ciao

Postato da paola trastulli il 22/05/2012 17:36

Su un argomento così importante è indispensabile la chiarezza dell'informazione altrimenti si rischia di perdere molte anime. Leggendo gli articoli, su internet, dell'Ansa e del giornale Repubblica, si ha l'impressione che la CEI abbia stabilito che i Vescovi non hanno l'obbligo di denunciare i preti pedofili, senza che venga chiarito chi questo obbligo lo ha se lo ha. In pratica il lettore è portato a percepire questa notizia in modo, secondo me, distorto. E' indispensabile chiarire il punto se lo Stato Vaticano rivendica l'esercizio della funzione Giustizia in quanto Stato estero, oppure se competente alla denuncia all'Autorità Giudiziaria Italiana è un altro Organo Ecclesiastico al posto del Vescovo.

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