Il "manifesto" della buona politica

Presentato dai promotori dell'incontro di Todi un programma di lavoro che ha come paradigma di riferimento la Dottrina sociale della Chiesa.

28/05/2012
Natale Forlani, portavoce del Forum delle associazioni del lavoro.
Natale Forlani, portavoce del Forum delle associazioni del lavoro.

«Meno Stato, più società», potrebbe essere lo slogan alla base del “manifesto” intitolato La buona politica per tornare a crescere, presentato oggi a Roma dai promotori dell’incontro che nell’ottobre scorso vide riuniti a Todi i responsabili del Forum delle associazioni del lavoro insieme con numerosi esponenti di aggregazioni religiose laicali, di fondazioni culturali, dell’ambito accademico, oltre a singole personalità del mondo cattolico.

«In questi mesi abbiamo svolto un lavoro politico-culturale per consolidare gli obiettivi comuni che dovrebbero orientare l’azione di quanti condividono questo orientamento», racconta il portavoce Natale Forlani. Paradigma di riferimento, spiega, «è l’ insegnamento della Dottrina sociale della Chiesa che, proponendo a tutti la fecondità di una visione trascendente dell’essere umano, richiama ai principi della fraternità, della promozione del bene comune, della partecipazione, della sussidiarietà e della solidarietà».

Todi, dove il seminario si svolse a porte chiuse «poiché eravamo consapevoli che non si trattasse ancora un patrimonio consolidato», ha rappresentato secondo Forlani «una straordinaria occasione di incontro e l’opportunità di esprimere la convinzione che fosse finito un ciclo politico, cosa che oggi è pacifica, ma allora era messa da varie parti in discussione». L’avvento del governo tecnico «ha aperto un clima di lavoro diverso, che ha fatto decantare il vecchio confronto politico e ha posto tutti nelle condizioni di interrogarsi su cosa debba accadere nel dopo-Monti».

Al naturale interrogativo se ora si intenda costituire un nuovo partito cattolico, il portavoce risponde con schiettezza che «qualcosa dovrà pur nascere in questo Paese, poiché è evidente che ci troviamo in un quadro dissolutivo e che tutti gli schemi che abbiamo alle spalle non servono più. Ma ciò che innanzitutto occorre è il recupero delle radici culturali cattolico-sociali e liberali che storicamente hanno sempre connotato l’area moderata».

Il programma è orientato a far crescere una classe dirigente giovane, che si ponga dalla parte di chi lavora, investe, genera figli e cura le persone e che abbia come obiettivo la costruzione degli Stati Uniti d’Europa. Una trentina di intellettuali sono finora stati coinvolti per immaginare le piste concrete d’azione sui diversi versanti economico-sociali, mediante la stesura di un articolato testo già disponibile, insieme con gli atti di Todi.

Il primo appuntamento è per il 25 giugno a Montecassino, nell’abbazia del patrono europeo san Benedetto, a sostegno di questo rinnovato ideale europeista. Nel contempo verrà avviata una campagna di adesione per preparare il secondo incontro, sempre a Todi, nel prossimo ottobre: «Questa volta “a porte aperte” per una grossa iniziativa popolare», conclude Forlani.

Saverio Gaeta
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Postato da Franco Salis il 30/05/2012 08:30

Condivido tutto. Ma le idee viaggiano con le gambe di chi le portano. Vecchia espressione sempre valida. La TV ci ha deliziato, sia ora che prima, di qualche immagine sui lavori (forse di repertorio, c’è sempre l’immagine di Buttiglione in primo piano, in posizione discreta). Ho potuto constatare che l’età media dei partecipanti è piuttosto elevata. Spero che ora non si neghi più la volontà di creare una nuova D.C. anche se riveduta e corretta, con i valori di Sturzo, De Gasperi, ma anche col superamento del “collateralismo”. I principi esposti sono condivisibilissimi. Se la mente che li ha partoriti ci avesse pensato prima, non avremmo toccato il fondo con la disavventura che abbiamo corso in questi due decenni. Il problema centrale, secondo me, è che chiunque sia la mente, ha la capacità di elaborazione e traduzione in progetto politico quei valori, in maniera autonoma dal Vaticano? La risposta dovrebbe essere SI giacché fra i valori è compresa la laicità dello stato. Si fa presto ad elaborare i principi: vi è una abbondante letteratura, basta attingere da lì. Sono forse il bastian contrario nonostante tutto? Io credo di NO, non importa se altri diranno di SI. Io ho sempre lanciato “accuse” chiare, mai insinuate. Allora mi corre obbligo anche adesso di addurre argomentazioni. F.C. e l’Avvenire, storicamente e anche recentemente hanno fatto una strenua difesa delle scuole “cattoliche”. Io mi sono associato, ma nell’intendimento di un SISTEMA INTEGRATO DELLA SCUOLA ,e l’ho dichiarato, diversamente, la scuola cattolica è un corpo estraneo e come tale non legittimato perché privato del principio di sussidiarietà . Altra osservazione: nel documento si fa chiaro riferimento all’educazione delle nuove generazioni. Qui che cosa si vuol fare, conservare se stessi a attraverso l’ ”addestramento” dei giovani mo’ di “delfini” , pratica usuale ma infeconda, o si vuole sollecitare lo sviluppo dell’autonomia delle menti delle nuove generazioni? In parole povere si vuole ricalcare la pedagogia del vaticano con uso e abuso del potere finalizzato non al bene comune dei Cristiani e non solo cristiani ma piuttosto a soggiogare i cittadini, col risultato di trasformare il vaticano in “ vento pioggia e fiumi” che tentano di abbattere la “Roccia” di Cristo, e per giunta aggravante di agire in nome di Cristo? Oppure si vuole seguire la pedagogia dei “preti di strada”, mi piace ricordare un don Colmegna ,non me ne vogliano i tanti altri, che pur rimanendo fedeli e devoti anche al “successore di Pietro”(mi ha commosso l’invio di auguri di don Mazzi all’indirizzo del Papa, senza per altro rinunciare al suo modo di vedere la Chiesa). Io confido sempre nella Provvidenza. Però le scelte ultime del Vaticano non fanno ben sperare. Si pensi alla azione di Lombardi, da me annunciata, di sminuire la guerriglia feroce in vaticano per poi calare un velo di pietà. Ricordo che Benedetto XVI aveva detto che i nemici della Chiesa vanno cercati all’interno di essa. Un feroce attacco a Scalfari reo di aver “riassunto” in una paginetta una lunga storia costellata di accuse al vaticano. Si, Scalfari non ha dato il meglio di sé con quella paginetta, ma da qui a scagliargli contro l’inferno! Mah, un po’ strano ,io che non posso certamente vantare “misura”, la sto pretendendo dagli altri. NO,NO, non è strano, significa legittimare prese di posizione atte al bene comune anche dal vaticano, nonostante le troppe male marce. Adiosu

Postato da Rodolfo Vialba il 29/05/2012 12:54

Dopo aver letto attentamente il “Manifesto” presentato dai promotori del Forum di Todi con il titolo “La buona politica per tornare a crescere”, sento la necessità di esprimere alcune valutazioni di metodo nella piena consapevolezza che il metodo, in questa situazione specifica, condiziona e determina, sicuramente, il mio giudizio sul merito. Lasciando dunque da parte il giudizio di merito sulle proposte in esso contenute, rilevo che la paternità del “Manifesto” è di quegli stessi promotori del Convegno di Todi del 16 ottobre scorso, che erano tra i sostenitori, diretti o indiretti, silenti o assenti che fossero, del Governo Berlusconi e delle sue politiche, al punto da far ritenere, a me come a molti altri, che quell’iniziativa di Todi fosse un tentativo, per quanto tardivo, di prendere le distanze da una maggioranza di governo che stava crollando travolta dalle sempre negate enormi difficoltà economiche del Paese, dagli scandali privati di Berlusconi e da quelli pubblici di esponenti del centrodestra. Oggi come allora i promotori del Forum e del Manifesto nulla dicono della disastrosa eredità politica, sociale ed economica che ci hanno lasciato i governi di centrodestra che pure sono stati al potere per ben 8 degli ultimi 11 anni. Senza questo giudizio non hanno credibilità le loro proposte anzi, permane la sensazione che siano strumentali ad altri fini sia il Forum che le sue proposte. Rilevo altresì che continua a prevalere la logica della divisione interna al mondo cattolico stante che il Forum presenta questo suo “Manifesto”, che la stampa annuncia la prossima presentazione del Manifesto dei Cattolici Democratici, che altre formazioni cattoliche si muovono autonomamente da queste, se non in contrapposizione, senza che alcuno di loro si ponga il problema di quale immagine il mondo cattolico da di sé e, soprattutto, fa meraviglia se non scandalo che nessuno si fermi a riflettere, e inviti gli altri a fare altrettanto, che esiste, e dunque occorre riscoprirlo, un qualcosa di più profondo che unisce i cattolici che è appunto il cristianesimo e la sua presenza nel mondo moderno e secolare. Mi chiedo infine cosa abbia impedito la continuità dell’iniziativa promossa da Mons. Mario Toso e culminata con il Convegno del 14 luglio 2011 presso la sede della Confcooperative a Roma. E’ solo un caso se due giorni dopo il Forum delle associazioni cattoliche composto da Cisl, Acli, Coldiretti, Confartigianato, Confcooperative, Compagnia delle Opere e Movimento cristiano lavoratori, ha presentato la sua iniziativa di Todi e di fatto bloccato il percorso avviato da Mons. Toso? Prima di discutere del merito delle proposte di questo Manifesto, che non mi sembrano molto innovative e determinanti salvo lo slogan “Meno Stato e più società” che ricorda il “Meno Stato più mercato” di formigoniana memoria, è dunque utile ed opportuno discutere del metodo, se non altro ai fini della chiarezza e della ricerca dell’unità possibile della presenza dei cattolici in politica.

Postato da DOR1955 il 28/05/2012 19:27

A Todi, il prossimo ottobre, quando ci sarà l'incontro a "porte aperte", consiglio al dr. Forlani, di munirsi della lista dei politici sedicenti cattolici che, di sicuro, si presenteranno alla porta assicurando di essere il "nuovo che avanza". Teneteli fuori, pena il fallimento anticipato di una iniziativa che potrebbe essere buona. Uomo avvisato .......

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