Il libro di carta? Più vivo che mai

Lo rivela l'indagine commissionata al Censis dalla Fondazione Marilena Ferrari: nonostante l'e-book, i volumi tradizionali sono amati e conservati come oggetti d'arte.

24/01/2013
Libri antichi, conservati come oggetti d'arte (foto Thinkstock).
Libri antichi, conservati come oggetti d'arte (foto Thinkstock).

Il libro non morirà mai. A dispetto di chi, in nome dell'e-book e delle sue straordinarie potenzialità, è pronto a dichiararne la scomparsa nel prossimo futuro. Ad affermarlo è l'indagine "Il valore del bel libro" commissionata al Censis dalla Fondazione Marilena Ferrari (nata nel 2007 per sostenere e diffondere l'arte del libro e il patrimonio artistico e culturale italiano ed europeo). Certo, è innegabile che i lettori in Italia sono in diminuzione: tra i nostri connazionali quelli che leggono almeno un libro all'anno sono passati dal 59,4% del 2007 al 49,7 del 2012.

Ma, dall'altro lato, questo calo non è stato compensato da un significativo aumento dei lettori di e-book. Questo dato fa dunque pensare che, di fatto, il libro elettronico non sia un reale antagonista del libro tradizionale e che tra le due forme di lettura non ci sia un'autentica contrapposizione. Insomma, chi non ama leggere, non lo fa né sul carcateo né sul supporto elettronico.

Inoltre, a dispetto del calo dei lettori, l'indagine rivela che il desiderio e il piacere di sfogliare i libri, di possederli, di tenerli sui propri scaffali, continuano a essere forti, addirittura di più fra i giovani rispetto agli anziani. Il 70% degli italiani, dice il Censis, considera il bel libro, quello prodotto con criteri di qualità, non un oggetto ma una vera opera d'arte. Le famiglie italiane amano conservare con cura i volumi lasciati in eredità da familiari e persone che non ci sono più. Sia i giovani che gli anziani - il 53,5% degli intervistati - tendono a tenere in casa i libri dei loro genitori e dei loro nonni come oggetti che, magari, non avranno più utilità pratica e non saranno più consultati, ma che con il tempo acquistano un valore affettivo e si tramutano in opere di pregio, un po' come i quadri, diventando espressione del patrimonio familiare e culturale.  Solo il 17,8% degli italiani si disinteressa alla sorte che toccherà ai libri che tengono in casa, una volta che loro non ci saranno più.

Il dato più sorprendente riguarda i giovani: il 65,1% di loro si dichiara attratto dai bei libri, considerati non solo come dei manuali da leggere, ma anche come dei beni preziosi da mostrare e conservare con cura. Anche le illlustrazioni sono importanti per quasi l'80% degli intervistati. Il 76%, poi, si rivela affascinato dalla carta stessa e dalle sensazioni che stimola il semplice atto dello sfogliare le pagine.   

Giulia Cerqueti
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Postato da LucianoT il 25/01/2013 18:26

Mi piace leggere. Per lavoro sono sempre in giro con la mia valigia e, fino a qualche mese fa, il suo peso aumentava a seconda dei libri che vi mettevo dentro. Poi, d'improvviso, la svolta: ho acquistato un lettore di ebook (dopo averne regalato uno ed averne apprezzato le qualità e la comodità) e la mia passione per la lettura non ne ha risentito, affatto. Così, quando sono a casa, continuo a provare il piacere di sfogliare un libro cartaceo, specie se un saggio o un testo che richiedono un certo impegno, magari segnando a matita impressioni, rimandi ad altri testi o autori. Quando sono in viaggio, la comodità di poter portare con me decine e decine di testi (per lo più narrativa e poesia) non ha paragoni; inoltre, dei testi che sono immagazzinati nel lettore ebook ho la versione cartacea che, a casa, mi attende "a pagine aperte" per essere apprezzata e gustata in modo "tradizionale". Il "libro" - ne sono certo - non morirà mai, così come il suo valore affettivo e - perché no? - di "opera" supereranno il nostro momento contingente; nel contempo, approfittare della comodità di immagazzinamento, in migliaia e migliaia di bytes, di opere che, per praticità, non sempre possiamo portare con noi, è anch'esso utile. Mi stupisco sfavorevolmente quando vedo persone di ogni età, sedute su un mezzo di trasporto o in un bar o nella sala d'attesa del medico o in fila alla posta o alla banca, passare il proprio tempo usando il proprio telefono cellulare (o, vista l'evoluzione dei terminali, il proprio "smartphone") con giochi, giochini ed "application" varie ed ignorando il gusto di sfogliare le pagine di un libro o di una rivista (o, come si dice oggi, di un "magazine"....), un quotidiano; a guardare questo spettacolo piuttosto desolante, è forte la paura che il destino del libro sia segnato.... ma forse no... il libro sopravvivrà anche a tutto questo, ne sono certo.

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