Anno delle fede, pregare con l'arte

L'"Annunciazione" del Beato Angelico è il primo capolavoro che viene esposto alla Galleria Borghese di Roma nell'ambito di un ciclo di mostre che intendono favorire la meditazione.

13/01/2013
L'"Annunciazione" di Cortona del Beato Angelico viene esposta alla Galleria Borghese per l'anno della fede.
L'"Annunciazione" di Cortona del Beato Angelico viene esposta alla Galleria Borghese per l'anno della fede.

Sotto il porticato rinascimentale, con la fuga del giardino che preannuncia il Paradiso, l’angelo e Maria sono i protagonisti della scena. Angelici entrambi e insieme umanissimi e concreti. Persino tattili, come le magnifiche stoffe dei loro abiti. È l’Annunciazione di Fra Giovanni da Fiesole, universalmente conosciuto come il Beato Angelico per la bellezza celeste dei suoi angeli e delle sue Madonne ma, soprattutto, per il profondo respiro religioso della sua arte.

Il prezioso dipinto, prestato in via eccezionale dal museo diocesano di Cortona e dalla diocesi di Arezzo Cortona e San Sepolcro, sarà esposto fino al 10 febbraio alla Galleria Borghese di Roma
, per aprire tutta una serie di mostre che accompagneranno l’Anno della fede. Il ciclo l’Arte della fede, ideato dal Comitato di San Floriano di Illegio e dalla Soprintendenza speciale per il patrimonio storico artistico di Roma, a cura di don Alessio Geretti, prevede cinque momenti spirituali di elevato spessore artistico, una staffetta di capolavori per un percorso di meditazione e di bellezza attraverso i contenuti della fede cristiana: un percorso in cui la fede ispira l’arte e viceversa.

Come collocazione è stata scelta la Galleria Borghese
, nata dalla passione per il collezionismo d’arte del cardinale Scipione Borghese, un vero e proprio santuario dell’arte occidentale, legata a filo doppio al messaggio cristiano.

Un particolare del capolavoro del Beato Angelico.
Un particolare del capolavoro del Beato Angelico.

L’Annunciazione di Cortona apre questa staffetta ideale con l’annuncio del mistero dell’Incarnazione. Il dipinto, che traduce in immagini il racconto del Vangelo di Luca, è ritenuto il primo vero capolavoro dell’artista, che lo realizzò intorno al 1434. Un tema su cui il Beato Angelico, che aveva abbracciato la regola dei domenicani osservanti, tornò più volte. Oggi, oltre all’Annunciazione di Cortona, di lui ci sono pervenute altre due opere sorelle, l’Annunciazione del Prado e quella di San Giovanni Valdarno, oltre naturalmente all’affresco che accoglie i turisti nel convento domenicano di San Marco, a Firenze. Qui fra Giovanni, patrono dei pittori e degli artisti, beatificato da papa Giovanni Paolo II nel 1982, realizzò probabilmente la sua impresa più straordinaria, affrescando con l’aiuto dei collaboratori l’intero complesso conventuale, comprese le celle dei monaci, nell’idea di una bellezza che nasce dalla fede ed è capace, a sua volta, di portarci a Dio.

DOVE & QUANDO
 
L’Annunciazione di Cortona del Beato Angelico rimarrà esposta sino al 10 febbraio alla Galleria Borghese di Roma, Salone centrale Mariano Rossi, dove il ciclo l’Arte della fede proseguirà con altre quattro mostre sino al 24 novembre prossimo.

Info: www.annusfidei.va; prenotazioni tel. 06/32.810

Simonetta Pagnotti
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