Web, metti una sera con Van Gogh

Grazie al progetto "Google Art", si possono visitare 151 musei del mondo e osservare 32 mila opere di sei mila artisti fin nel dettaglio. Con un semplice click.

05/04/2012
Visita all'Art Gallery New South Wales, a Sydney, in Australia, grazie a Google Art Project.
Visita all'Art Gallery New South Wales, a Sydney, in Australia, grazie a Google Art Project.

Democrazia dell'arte? Meraviglie della tecnologia? Miracoli di Internet? Accessibilità della cultura? Comunque lo si voglia chiamare, Google Art Project (www.googleartproject.com) è una rivoluzione nelle modalità di fruizione dell'arte e della diffusione della cultura. Ecco di che cosa si tratta: il potentissimo motore di ricerca ha messo in rete 151 musei del mondo, opere d'arte incluse. Il che significa che, seduti comodamente a casa o in ufficio, davanti al nostro computer, potremo entrare nelle sale dei musei, percorrerle, ammirare la disposizione delle opere, valutare le architetture e, poi, fermarci a studiare un capolavoro, rendendolo molto, ma molto vicino.

La visione in "Street View" consente di muoversi fra una sala e l'altra, per una visita virtuale ma in alta definizione. Nella modalità "Gigapixel" ci si concentra invece su un'opera d'arte, ingrandendola fino a rendere visibili anche i dettagli, scoprendo la trama dei tessuti di un abito o il tocco della pennellata. Partito in via sperimentale un anno fa, Google Art Project è diventato ora una bella realtà, che comprende 151 musei sparsi in tutto il mondo (sono rappresentati 40 Stati) per un totale di 6.000 artisti e  32.000 opere. Due le istituzioni italiane entrate nel progetto: le Gallerie degli Uffizi di Firezne, che ne hanno fatto parte fin dall'inizio, e i Musei capitolini di Roma. La speranza è che altre sedi prestigiose del nostro Paese aderiscano al più presto all'iniziativa.

I Musei capitolini di Roma durante la "preparazione" per l'ingresso nel "Google Art Project".
I Musei capitolini di Roma durante la "preparazione" per l'ingresso nel "Google Art Project".

È facile intuire le potenzialità di questo nuovo straordinario strumento, sia per il piacere personale, sia per finalità didattiche. Alle scuole basterà essere dotate di un pc dotato di connessione web per trasformare noiose lezioni di storia dell'arte in un'esperienza concreta e visiva. Qualcuno potrebbe obiettare che il rapporto diretto con un capolavoro va sempre preferito. Giusto, con l'aggiunta che, allorché sia impossibile, anche una visita virtuale non è da disdegnare. Tanto più che, come detto, non ci si limita alla visita di un museo o all'osservazione di un'opera, ma si ha l'opportunità di esaminarla fin nei particolari invisibili, scomponendola in ben 46 quadri. Cosa impossibile a un'osservazione a occhio nudo. Inoltre, si può navigare in modo trasversale fra le opere, selezionadole per autore, tema o collocazione, ma anche per tecnica o tipo di materiali utilizzati, per poi raggrupparle in gallerie personalizzate e interattive.

L'obiettivo è di allargare ulteriormente la platea dei 151 musei attualmente integrati nel progetto. Non solo: si punta a lavorare direttamente con gli artisti, «elaborando una nuova visione dell'arte attraverso la tecnologia» (parole di uno dei responsabili di Google). Finora hanno aderito musei e istituzioni celebri, ma anche piccoli musei regionali con un patrimonio di valore.

Che facciamo stasera? Andiamo a vedere la Gioconda o ci facciamo un giro al Musee d'Orsay di Parigi?

Paolo Perazzolo
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