Probiotici, uno scudo contro il freddo

Gli alimenti che contengono i “batteri buoni” aiutano l’organismo a difendersi meglio non solo da abitudini poco salubri, ma anche dalla insidie della brutta stagione.

31/10/2012

Brrr, che freddo! Il gelo che in questo periodo ha flagellato l’Italia, oltre al resto dell’Europa, sta scombussolando e mettendo a dura prova la salute delle persone e tantissime sono costrette a fare i conti con i malanni tipici dell’inverno, dal mal di gola alla bronchite, dal raffreddore al mal d’orecchi.

     La ricerca scientifica, come segnala l’Osservatorio Aiipa-Associazione italiana industrie prodotti alimentari, ha dimostrato come sia possibile salvaguardare il benessere personale anche durante la brutta stagione, grazie a un’alimentazione calibrata e inquadrata in uno stile di vita sano.

Benefici per grandi e piccoli

* Alcuni studi, in particolare, hanno evidenziato che un consumo regolare e continuato di probiotici può rappresentare un valido aiuto per stimolare le difese immunitarie che proteggono l’organismo dalle incursioni di virus e batteri.
* Per esempio, sono stati registrati effetti positivi sull’apparato respiratorio e sul complesso oto-rino-laringeo di bambini e adulti. I probiotici sembrano infatti in grado di abbassare il rischio di otiti medie acute precoci e di ridurre il ricorso ai farmaci antibiotici per combattere le infezioni delle vie respiratorie durante il primo anno di vita.
* Per gli adulti, i benefici consisterebbero in un’attenuazione dei sintomi e in un accorciamento di almeno due giorni della durata dei raffreddori.
Conoscerli meglio
* I probiotici sono microrganismi viventi “buoni” che, parola del Ministero della salute, «conferiscono benefici alla salute del corpo, se consumati in adeguate quantità come parti di un alimento o di un integratore». L’uno e l’altro, per estensione, assumono lo stesso nome.
* I probiotici hanno costituito la vera novità alimentare degli ultimi anni. Ne parla la pubblicità, nei supermercati i prodotti che li esibiscono, dallo yogurt agli altri latti fermentati, alle mousse e ai formaggi, sono ormai una presenza familiare. Eppure, nonostante la notorietà, non tutti sanno cosa sono e cosa fanno.
* Ecco qualche informazione utile per conoscerli meglio. Per saperne di più, si può consultare e scaricare dal sito  www.integratoriebenessere.it il dossier scientifico curato dai farmacologi Andrea Poli e Franca Marangoni della Nfi-Nutrition foundation of Italy.

La bottiglietta di una nota marca di probiotici.
La bottiglietta di una nota marca di probiotici.

Naturali difese
* Due sono le colonne portanti del corpo umano. Una, visibile, è quella vertebrale. L’altra, assolutamente invisibile, è la flora batterica: comincia dalla bocca, scende per l’esofago, attraversa lo stomaco e si concentra soprattutto nell’intestino.
* La popolazione batterica che abita nel tratto gastrointestinale consta di oltre 100 mila miliardi di unità appartenenti a circa 500 specie diverse. Lattobacilli, bifidobatteri, eubatteri, streptococchi, clostridi, coliformi sono tra i microrganismi più rappresentati in questo biosistema, che si spalma sulla parete intestinale e che comincia a prender forma fin dalla nascita per raggiungere il massimo sviluppo nell’età adulta.
* L’imponente massa di microrganismi è in perenne movimento. L’intestino è come un grande condominio, dal quale molte specie escono con le feci e altre entrano con gli alimenti: un viavai incessante, nel segno di una civile ed equilibrata convivenza.
* Articolate sono le mansioni espletate dalla parte “buona” della microflora intestinale. La più importante è, come anticipato, quella di potenziare naturalmente le difese organiche contro l’infiltrazione di germi portatori di disturbi e malattie.
* I microrganismi dell’intestino dispongono poi di un ampio catalogo di enzimi, che facilitano l’elaborazione e la digestione dei nutrienti ingeriti con il cibo. Contribuiscono alla sintesi della  vitamina K, necessaria per i processi di coagulazione del sangue, e di quelle del gruppo B, che servono per produrre energia. Tengono sotto sorveglianza il colesterolo fabbricato dall’organismo, presiedono allo smaltimento dei rifiuti e controllano la produzione dei gas dei processi digestivi.

Intestino in tilt
* La naturale armonia del condominio microbatterico può essere scombussolata da vari fattori esterni. Situazioni di stress e di insonnia, un’alimentazione disordinata, in cui prevalgono i grassi e gli zuccheri semplici e scarseggiano cereali, frutta e verdura ricchi di fibra, pasti consumati in fretta, repentini sbalzi di temperatura, lo strapazzo dei lunghi viaggi e l’uso di farmaci antibiotici rischiano di determinare un calo di attenzione nelle difese naturali, condizionando la prontezza dell’organismo a reagire a eventuali attacchi dall’esterno di agenti patogeni. Ciò è ancor più evidente nei bambini e negli anziani, il cui sistema immunitario è meno forte rispetto a quello di un adulto sano. * E’ dunque fondamentale impedire che l’equilibrio della flora intestinale si alteri. La via normale per reintegrare i microrganismi benefici passa da un’alimentazione in cui abbondano quei “batteri buoni” conosciuti come fermenti lattici: non perché derivano dal latte ma perché, attraverso un processo di fermentazione, producono acido lattico dai carboidrati.
Bacilli iperattivi
* Lo yogurt è il più noto dei “carrelli alimentari” con cui i fermenti lattici vengono trasportati nell’intestino. Per la legge italiana, è tale solo quello ottenuto dalla fermentazione dello Streptococcus thermophilus e dal Lactobacillus delbrueckii bulgaricus: microrganismi che devono conservarsi vivi e vegeti, e in numero elevato, fino al momento del consumo.
* Per garantirsi un apporto ottimale di fermenti lattici, bisognerebbe mangiare ogni giorno almeno un vasetto di yogurt da 125 grammi, con scadenza lontana: dentro ci sono 125 miliardi di batteri. Purtroppo, i succhi gastrici dello stomaco e i sali biliari che circolano nel primo tratto dell’intestino li falcidiano e soltanto un terzo giunge a destinazione indenne.
* Per fortuna la ricerca scientifica ha sfornato delle varietà speciali di fermenti, in grado di superare incolumi le trappole e di insediarsi nell’ultimo tratto dell’intestino, laddove l’azione della microflora risulta più incisiva: sono appunto i probiotici, il cui nome derivato dal greco significa “utile per la vita” e che trasformano yogurt, latte, formaggi in super-alimenti.
* Oltre alle funzioni tipiche della microflora intestinale, i probiotici combattono con efficacia disturbi come la diarrea, debellando gli elementi putrefattivi che la provocano. Irrobustiscono vieppiù il sistema immunitario favorendo la fabbricazione di immunoglobuline, che figurano tra i principali difensori del corpo. Svolgono un’azione di contenimento dell’ipertensione bloccando l’attività dell’angiotensina, l’ormone che fa alzare la pressione del sangue.
* Limitano inoltre l’intensità delle allergie alimentari, rendendo l’intestino meno permeabile alle sostanze che le causano. In particolare, gli alimenti con lattobacilli probiotici hanno un ruolo primario nel contrastare l’intolleranza al lattosio, problema che riguarda il 70 per cento delle persone e che è dovuto all’assenza degli enzimi che fanno digerire il latte: i batteri convertono il lattosio in glucosio e galattosio, più facili da assimilare.
Come  farne buon uso
* Il modo più semplice per riconoscere gli alimenti probiotici è leggere l’etichetta e verificare se contengono i batteri che li connotano come tali. I più diffusi sono Bifidobacterium, Lactobacillus casei, Lactobacillus acidophilus, Lactobacillus LA1 o LC1, Lactobacillus rhamnosus LGG.
* Più i prodotti sono freschi, più i fermenti sono attivi e salubri. Scegliere dunque le confezioni con data di scadenza più lontana e preferibilmente di formato monodose, così da consumarle interamente una volta aperte.
* Conservare le confezioni in frigo a 4 gradi centigradi per evitare che si alterino. Cambiare spesso prodotti e marche per assicurare all’organismo l’apporto di batteri diversi.
* Per facilitare l’alloggiamento e la moltiplicazione dei probiotici nell’intestino, è utile l’associazione con sostanze dette prebiotiche (spesso si trovano insieme nello stesso alimento): fibre solubili, quali inulina, oligosaccaridi e lattitolo, che si trovano nella frutta e nella verdura.
* Un’alternativa agli alimenti è data da integratori sotto forma di capsule, bustine, compresse, sospensioni. Sono più facili da conservare (anche a temperatura ambiente) e hanno una scadenza più lunga.

Maurizio Bianchi
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