04/04/2011
Alcune piantine di crescione.
Finalmente primavera! I prati si riempiono di fiori e di tenere erbette. Tradizionalmente, questo periodo dell'anno era dedicato alla raccolta delle erbe selvatiche, straordinari integratori di minerali e vitamine: nel cestello entravano caccialepre, acetosa, pimpinella, rucola, raperonzolo, borragine, lattughino, cicorino, pisciacane, erba stella e cime di finocchietto, principali componenti della sana e gustosa misticanza dell'Italia centrale.
Non di rado questa mescolanza comprendeva il crescione d'acqua, che molto più prosaicamente potete acquistare in negozio. Certo non lo regalano, ma ne vale la pena (tra l'altro quello coltivato è più sicuro di quello selvatico, che può essere infettato da un batterio). Le sue foglie carnose e leggermente piccanti sono ottime crude, nelle insalate e nei panini, o cotte, nelle minestre. Il consumo a crudo è preferibile perché così non si rischia di vedere evaporare gli ottimi nutrienti che ci regala quest'erba della famiglia delle crocifere, ritenuta tra un grande alleato della salute.
Che cosa contiene questo benedetto crescione? Per cominciare, tanti minerali: dal calcio al cloro, dal ferro al fosforo, dal potassio al ferro. E poi ci sono antiossidanti (betacarotene e luteina, quest'ultima un ottimo antirughe), e le vitamine del gruppo B, E, C. Tutta questa sinergia fa del crescione un valido diuretico e depurativo, capace anche di abbassare la glicemia. Ma non esageriamo con il consumo, perché l'eccesso può dare disturbi a stomaco e vie urinarie.
Se però ce ne andiamo in campagna con il cestello al braccio non trascuriamo l'ortica, che ci offre clorofilla (anticancerogena, antianemica e antiossidante), vitamina E, ferro, calcio, potassio e così via. L'ortica depura, regola le funzioni intestinali, favorisce la digestione e ci aiuta a fare scorta di minerali. Altro? È buona! Non esageriamo nemmeno con l'ortica, in eccesso può dare dei problemi urinari.
Giuliana Lomazzi