Allarme, troppi ragazzi in fumo

Quindici anni è l’età media della prima sigaretta, ma in 4 casi su 10 si inizia ancora prima. Una campagna del Movimento genitori per una sensibilizzazione contro il fumo tra i minori.

04/04/2011

In Italia si comincia a fumare perché i propri amici lo fanno già: 7 ragazzi su 10 tra i 15 e i 24 anni  dichiarano infatti che la principale motivazione per cui hanno iniziato è stata l’influenza esercitata dagli amici. E 15 anni è l’età media della prima sigaretta, ma in 4 casi su 10 si inizia ancora prima.
 
In Italia fuma il 21,7% delle persone di 15 anni e più (circa 11,1 milioni di cittadini). Di questi, il 23,9% sono uomini (5,9 milioni) e il 19,7% donne (5,2 milioni) e quel che allarma è il fatto che  più di 8 giovani su 10 sotto i 24 anni iniziano a fumare prima del diciottesimo anno di età. Sono questi i dati dell’indagine condotta dalla Doxa per l’Istituto Superiore di Sanità, che vengono riproposti dal Moige, il Movimento genitori che anche quest’anno ripete il suo programma itinerante di sensibilizzazione e informazione per la lotta al fumo minorile proposta  già lo scorso anno in sei Regioni. Con Alessio e Sara in tour per la prevenzione al fumo minorile!, patrocinata dalla SIPPS, la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale, il Moige vuole sensibilizzare sul tema delle conseguenze derivanti dal fumo i bambini ma anche i genitori. I dati segnalano, infatti, un ulteriore dato allarmante: nel 47 % dei casi, nelle abitazioni italiane, i ragazzi possono fumare dove vogliono senza alcuna restrizione, mentre solo nel 16 % dei casi non hanno il permesso di fumare in casa.

Il Moige segnala con preoccupazione anche il fatto che se il 13 % dei minorenni fuma meno di 15 sigarette al giorno, il 7,9 % si spinge fino a 24, e c’è un 1,3 % di ragazzi che consuma oltre 25 sigarette al giorno. Inoltre, 8 adulti su 10 dichiarano di non aver mai visto un tabaccaio rifiutarsi di vendere le sigarette a un minore di 16 anni o chiedere un documento per verificare l’età.

La campagna si svolge in 15 centri commerciali, coinvolgendo oltre 18.000 bambini e più di 30.000 genitori, che dalla mattina fino al tardo pomeriggio possono assistere agli spettacoli teatrali con i burattini animati da artisti professionisti. Ai piccoli spettatori viene  donato un fumetto in ricordo della campagna, mentre alle famiglie viene dato un pamphlet informativo con i suggerimenti degli esperti per favorire il dialogo tra genitori e figli sul tema e promuovere una corretta conoscenza dei rischi derivanti dal fumo attivo e passivo. 

Il tour, che ha preso le mosse a Roma nel mese di marzo continua in queste date: 
- Venerdì 15 e sabato 16 aprile sarà la volta del Piemonte, presso il Centro Commerciale Porte di Moncalieri a Moncalieri (TO), mentre venerdì 29 e sabato 30 aprile il tour, sempre in Piemonte, arriverà a Torino presso il Centro Commerciale 8 Gallery.  
- Sabato 7 e domenica 8 maggio il tour proseguirà in Emilia Romagna presso il Centro Commerciale Centro Meridiana a Bologna, per poi tornare venerdì 3 e sabato 4 giugno presso il Centro Commerciale Il Borgogioioso di Carpi (MO) e sabato 18 e domenica 19 giugno presso il Centro Commerciale Le Befane di Rimini
- Sabato 28 e domenica 29 maggio il tour, invece, sbarcherà in Friuli Venezia Giulia presso il Centro Commerciale Palmanova Outlet di Udine, per replicare, sempre ad Udine, sabato 11 e domenica 12 giugno presso il Centro Commerciale Terminal Nord.  
- A giugno, sabato 25 e domenica 26 sarà la volta della Puglia presso il Centro Commerciale Le Colonne Shopping Center di Brindisi.    - Il tour si concluderà in Molise venerdì 1 e sabato 2 luglio presso il Centro Commerciale Costa Verde di Montenero di Bisaccia (CB).  
Per ulteriori informazioni sulla campagna è possibile consultare la sezione dedicata disponibile sul sito istituzionale del Moige – movimento genitori www.genitori.it  

Renata Maderna
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Postato da Franco Salis il 04/04/2011 18:52

Un tempo questo tipo di dissuasione ha rivelato i propri limiti,trasformandosi addiritura in propaganda.Tu parli male di un politico? e quello prende più voti perché parlar male è sempre parlarne, farlo conoscere.Si diceva a prova di ciò che è come consegnare al potenziale utilizzatore indicazioni per l'uso.Se il ragazzo non ha recepito il valore della vita,che gliene frega se eventualmente muore di cancro magari a ottanta anni ? Allora la strategia vincente è fornire ai genitori la capacità di dialogo, non mediante "corsi" i cui contenuti entrano da un orecchio ed escono dall'altro, ma attravverso seminari con esperti di comunicazione e con esercitazioni pratiche. Quanto ai danni,i genitori non fumatori, possono chiedere ai loro figli anche al di sotto dei 14 anni: sono già ben informati! Buona sera

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