L'appello dell'Agesc ai politici

L'Italia è fanalino di coda nella missione educativa. Per questo il Consiglio Nazionale dell’AGeSC lancia un appello bipartisan ai candidati e ai partiti in vista delle elezioni.

15/02/2013
Il Presidente nazionale dell' AGeSC Roberto Gontero
Il Presidente nazionale dell' AGeSC Roberto Gontero

Trasmettere conoscenze e competenze, ma soprattutto educare, formare i giovani di domani, sostenere la loro crescita fisica e umana: un compito, per le scuole cattoliche, che rappresenta una vera e propria vocazione. Ma l'Italia è ancora fanalino di coda nella missione educativa. Per questo il Consiglio Nazionale dell’AGeSC (Associazione Genitori Scuole Cattoliche) lancia un appello bipartisan ai candidati e ai partiti in vista delle elezioni. Nessuna presa di posizione a favore di un politico o una coalizione, ma una richiesta corale affinché l’educazione delle nuove generazioni diventi una priorità a cui destinare attenzione, risorse umane e investimenti economici.

I genitori richiamano dunque la politica a un maggiore senso di responsabilità, per dar vita a un rinnovato sistema scolastico basato su una vera sussidiarietà. Il Presidente nazionale dell' AGeSC Roberto Gontero chiarisce gli obiettivi dell'iniziativa, condivisa dopo una due giorni di lavoro a Carpi con gli altri delegati: «Il nostro intento è sollecitare una maggiore attenzione, da parte di chi è chiamato a rappresentarci, nei confronti di tutta la scuola pubblica, che sia statale, paritaria o di formazione professionale. Purtroppo la classe politica, nel complesso, negli ultimi dodici anni si è dimenticata del ruolo fondamentale della scuola come formatrice della società civile e dei cittadini del futuro». L'Italia risulta ancora profondamente inadeguata rispetto ai parametri europei. «Rileviamo una forte discriminazione verso le fasce deboli, per classi di reddito basso e per i disabili – aggiunge Gontero -, senza contare che poche strutture sono sicure e a norma. Oggi, purtroppo, la libertà educativa è riservata solo a pochi. Lo Stato assegna briciole di finanziamento alle scuole paritarie e, pertanto, le famiglie meno abbienti non possono operare la loro scelta in condizioni di equità».

L'Associazione chiede perciò una piena attuazione della parità fra scuole statali e non statali, così da realizzare le condizioni per il diritto di scelta delle famiglie. Tra i punti chiave, spicca anche l'ampliamento a tutte le Regioni del sistema pluralistico di istruzione e formazione professionale, per combattere il fenomeno della dispersione scolastica. Punto di forza sono i Centri di Formazione Professionale, che già danno la possibilità di accesso al mondo del lavoro a oltre 120mila studenti. E laddove sono presenti eccellenze e strumenti che hanno dimostrato la loro efficacia, come la dote scuola in Lombardia, è necessario consolidarli.

La scuola paritaria ha un ruolo sempre più importante: «In Italia fornisce servizi a partire dalle scuole dell’infanzia, che coprono oltre il 40% della domanda, a cui altrimenti lo Stato non saprebbe rispondere, fino agli istituti di grado superiore – spiega l' AGeSC -. Nel complesso, la scuola paritaria offre il servizio di istruzione a oltre un milione di studenti».

Giorgia Cipelli
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