Europa, verso una giustizia a misura di minori

Il commissario europeo Viviane Reding ha annunciato un programma di proposte per rendere i processi che vedono coinvolti soggetti minori più "child firendly".

21/02/2011
La commissaria europea Viviane Reding
La commissaria europea Viviane Reding

La commissaria europea per la Giustizia Viviane Reding ha pubblicamente formulato la settimana scorsa una serie di proposte per rendere, tra l'altro, i procedimenti giudiziari all'interno dell'Unione Europea maggiormente "Child friendly", cioè attente ai diritti e alle esigenze prioritarie dei bambini, i cui diritti risultano essere particolarmente vulnerabili quando sono coinvolti in procedimenti giudiziari transfrontalieri.

Più in generale si tratta di undici azioni concrete con cui l'Europa cercherà fattivamente nei prossimi anni di realizzare politiche per il benessere e la sicurezza dei minori dando concreta applicazione ai principi della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea. «I diritti dei minori sono diritti fondamentali e l'Unione e i 27 Stati membri devono fare in modo che vengano tutelati e che la loro azione sia improntata al principio dell'interesse superiore del minore. Una giustizia a misura di minore significa che a garantire il rispetto dei diritti dei più giovani sia anzitutto il sistema giudiziario, quando le vittime o gli indagati sono bambini o adolescenti oppure quando nei divorzi non c'è accordo tra i genitori sull'affidamento», ha detto la Reding alle agenzie di stampa.

Tra le varie azioni che la Commissione intende adottare vi è l'adozione, nel 2011, di una direttiva sui diritti delle vittime dei reati, inclusi i bambini; entro il 2013 dovrebbe diventare poi operativo un altro provvedimento per il riconoscimento e l'esecuzione in tempi certi e rapidi in tutta l'Unione Europea di sentenze in materia di affido adottate in uno degli Stati membri, stabilendo criteri e standars minimi comuni; la Reding ha poi previsto l'implementazione in tutti gli Stati membri di meccanismi di allarme e diffusione dei dati in caso di sparizione di minori e l'aumento della prevenzione nei casi di cyber-bullismo, coinvolgendo direttamente i minori stessi, vittime degli abusi, e gli operatori che forniscono le tecnologie attraverso cui gli abusi stessi vengono perpetrati. La Commissione dovrebbe anche aprire uno sportello internet unico dei minori con informazioni di facile fruizione sui loro diritti e sulle politiche dell'Unione.

Stefano Stimamiglio
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