Giovani italiani: un futuro ipotecato?

Indebitati fin da piccoli, poca istruzione e cultura, scarso peso politico, minacciati da mafia e inquinamento. Il quadro di Save the Children e alcune storie positive.

Bambini italiani: nascono indebitati

06/12/2012
(credit: Ivan Tresoldi).
(credit: Ivan Tresoldi).

Bambini e giovani in Italia, futuro ipotecato. Indebitati fin dalla nascita, fuori dalla scuola, a cultura zero. Con scarsissimo peso politico, minacciati dalla mafia e dall’inquinamento. Pochissimi in un mondo di anziani. Save the Children presenta il terzo Atlante dell'infanzia (a rischio), 77 mappe, istantanee  dell'universo giovane in Italia da qui al 2030, ed ecco quanto emerge.

Neonati ipotecati con una quota di debito pubblico di 3,5 milioni a testa, il più alto d'Europa. A cui si somma la povertà che cresce anziché arretrare fra la popolazione under 18: 7 minori ogni 100 in Italia, pari a 720.000, vivono in povertà assoluta, cioè privi di beni e servizi che assicurino loro un livello di vita accettabile. Con aiuti di poche decine di euro: in alcune regioni del  Sud 25 euro annui è la spesa pro-capite dei comuni in servizi per l'infanzia e per le famiglie.

Sul fronte scolastico, causa l’apparente inutilità di un titolo di studio, sono "dispersi" e fermi alla terza media 18 giovani su 100 con punte di 25 su 100 in Sicilia e Sardegna (+15% sull'obiettivo europeo); 5 minori su 100 sono a cultura zero. Ma le minacce al presente e al futuro dell’infanzia sono ancora altre, dalla mafia all’inquinamento. 15 giovani su 100 vivono in territori altamente inquinati, circondati dalla cementificazione che procede con il ritmo serrato di 10 metri quadrati al secondo. 7 su 100 vivono in territori con contaminazioni mafiose.

Bambini sempre più fragili e poveri di futuro, destinati oltretutto ad essere sempre meno: nel 2030 saranno soli 15 su 100 gli under 18; nel 2050 gli ultraottantenni saranno quanti i bambini da 0 a 2 anni. Con un peso politico, direttamente proporzionale e inevitabilmente in discesa (4% incidenza voto, -0,2%). Altissimi, infine, i livelli di disoccupazione giovanile: 1 giovane su 3 sotto i 25 anni è disoccupato (la crescita maggiore di disoccupazione, il 21%, è tra i laureati),  e il 34% della popolazione attiva tra i 15 e i 24 anni è "scoraggiato", ovvero, pur dichiarandosi intenzionato rinuncia a cercare un lavoro.  

«Possiamo leggere queste mappe con il sottotitolo: "indice del consumo di futuro dei bambini e dei giovani italiani"», spiega Valerio Neri, direttore Generale Save the Children Italia. «Un indice che corre parallelo alla crisi economica, al debito pubblico, alla scarsità di asili nido, alla miseria della spesa sociale per l'infanzia in alcune aree del paese, alla mancanza di una politica per l'infanzia nazionale e organica, alla pochezza del sostegno pubblico alle famiglie giovani. Ma l’atlante mostra anche che consumando l'idea di futuro dei bambini e dei giovani, le loro aspettative, i loro desideri e i loro sogni, stiamo segando il ramo dell'albero su cui siamo seduti».                

Chiara Pelizzoni
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