Libera e Articolo 21 sotto attacco

Dopo l'incursione degli hacker nei siti delle associazioni, Morrione lancia l'allarme: "Preoccupazione per le azioni di queste 'squadracce' informatiche"

23/04/2010

"Devo dire, con preoccupazione, che ci sono in giro 'squadracce' informatiche che prendono di mira le realtà che si stanno battendo per la libertà di stampa nel nostro Paese e contro le mafie. 'Squadracce' che con altri mezzi e in un'altra epoca ricordano però quelle fasciste, tristemente famose. Lo scopo è lo stesso: cercare di intimidire".

    E' il commento di Roberto Morrione, presidente di Libera Informazione, all'attacco informatico subito da parte di ignoti hacker che sono penetrati nel sito cancellando un editoriale dello stesso Morrione e linkando l'articolo con un sito pornografico. Il fatto inquietante è che la stessa azione era stata messa a segno qualche notte prima nel sito di Articolo 21, l'associazione che si occupa di vigilare contro la censura e le limitazioni della libertà di stampa. Anche nella precedente azione di pirateria informatica era stato preso di mira lo stesso editoriale del Presidente di Libera Informazione, l'associazione nata nell'ambito della rete di Libera di don Luigi Ciotti.

    Nel caso di Articolo 21, l'incursione in rete è stata accompagnata negli stessi giorni anche da un blitz notturno nel quale sono stati sottratti 7 computer dalla sede. L'articolo di Morrione preso di mira dagli hacker era un intervento fortemente critico nei confronti delle ripetute dichiarazioni del premier, Silvio Berlusconi, contro gli autori di libri, film, fiction sul tema delle mafie, Saviano in testa.

    "Una cosa è certa", aveva scritto, tra l'altro, Morrione, "le ripetute sortite del premier contro una comunicazione antimafia che ha segnato un positivo salto di qualità nella conoscenza degli italiani di un fenomeno che mina le basi stesse  dei diritti e dello sviluppo dell'Italia, richiamano nell'immaginario, ma anche alla ragione, i comportamenti di una sorta di "serial killer". Killer della memoria , perché  il silenzio sui crimini del passato fa parte di una sotto-cultura mafiosa che ne fa la condizione stessa della propria forza nel presente. Killer della realtà, perché chiama in causa chi denuncia un problema e non il problema in quanto tale, che passa così in secondo piano, come prendersela al solito con il dito che indica la luna. Killer della buona informazione, perché si integra ogni volta con capziose e incomplete notizie che  nascondono dati  decisivi di conoscenza".

    Numerose e forti sono le reazioni di solidarietà alle due associazioni. "Chi voleva metterci il bavaglio ha ottenuto l'effetto contrario", aggiunge Morrione, "molti altri siti e mezzi d'informazione hanno ripreso l'articolo e l'hanno diffuso".

    "Su questa sconcertante e violenta aggressione Libera Informazione, come già Articolo 21, ha inoltrato denuncia alla polizia", dice Lorenzo Frigerio, coordinatore di Libera-Lombardia, "chiedendo con fermezza che sia fatta piena luce sugli autori e che sia garantita in condizioni di sicurezza la libertà di stampa. Una cosa comunque è certa: noi non ci facciamo intimidire e proseguiremo con tutte le nostre forze e a testa alta nell'impegno per la legalità, contro le mafie".

    La preoccupazione delle associazioni non è legata solo all'episodio di questi giorni: "Quest'atto intimidatorio", conclude Morrione, "avviene proprio nel momento in cui noi e tante altre realtà ci accingiamo a condurre una dura battaglia di libertà per impedire che passi il disegno di legge sulle intercettazioni che sarebbe assolutamente devastante sia per la libertà di stampa che per l'efficacia dell'azione dei magistrati. Si tratta di un provvedimento che andrebbe oggettivamente a favore delle mafie e dell'illegalità".

di Luciano Scalettari
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