Minori stranieri, un amico in Comune

Arrivano soprattutto da Afghanistan, Bangladesh, Albania e Nordafrica. Scappano da situazioni di guerra, povertà o da famiglie disgregate. Sono soli. L'aiuto degli enti locali.

05/05/2012
Foto Tinkstock.
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Al 31 dicembre 2011 risultavano essere 7.550. I minori stranieri non accompagnati che arrivano in Italia, spesso al termine di viaggi avventurosi in cui rischiano la vita, sono tanti. E il loro numero è in costante aumento: erano 5.879 nel 2009 e 4.588 nel 2010. «In questi anni i Comuni e l’Anci hanno svolto un ruolo importante sul fronte della tutela e dell'integrazione. E’ necessario che il Governo dia continuità alle esperienze fin qui realizzate, assicurando le necessarie risposte finanziarie per garantire in ogni parte d’Italia un’accoglienza vicina ai bisogni dei minori e nel rispetto del loro supremo interesse». Così il sindaco di Padova e delegato Anci all’immigrazione Flavio Zanonato commenta i dati che emergono dal IV Rapporto Anci-Cittalia sui minori stranieri non accompagnati in Italia, presentato durante il ‘Festival della Cittadinanza’, con un incontro sul tema organizzato presso la Sala della Gran Guardia in piazza dei Signori.

Lo studio fotografa la situazione di un segmento migratorio dotato di caratteristiche particolari sia sul fronte della protezione sociale che su quello della gestione da parte dei Comuni, oltre che per la futura integrazione di questa particolare categoria di migranti nei contesti sociali ed economici delle città italiane. Il Rapporto Anci-Cittalia rileva nell’ultimo anno un forte incremento nella presenza di minori stranieri non accompagnati. Nel 2011 gli enti locali ne avevano in carico 7.750; nel 2010, 4.588; nel 2009, 5.879.  In totale sono 845 i Comuni italiani che nel corso del 2010 hanno accolto minori stranieri non accompagnati con forte prevalenza nelle città con oltre centomila abitanti, che vedono aumentare il trend dei casi seguiti direttamente (67,8 per cento del totale). Diminuiscono invece i minori accolti nei centri di medie dimensioni (passano dal 37,5 per cento al 25,6 nei comuni dai 15 mila ai 100 mila abitanti) mentre aumentano i minori stranieri non accompagnati presi in carico nei Comuni con meno di 15mila abitanti. Lazio (19 per cento), Puglia (14 per cento), Emilia Romagna (13 per cento) e Lombardia (11 per cento)  sono le regioni i cui comuni fanno registrare nel 2010 il più alto numero di minori presi in carico.

Foto Thinkstock.
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I minori stranieri presenti in Italia nel 2010 provengono invece soprattutto da Afghanistan (16,8 per cento), Bangladesh (11 per cento), Albania (10 per cento), Egitto, Marocco e Kosovo: un dato destinato a modificarsi con i rilevamenti per il 2011, che evidenziano un aumento di arrivi dai paesi del Nordafrica. Il fenomeno riguarda soprattutto minori maschi (il 91,4 per cento, in aumento di due punti percentuali rispetto al 2008), la maggior parte appena sotto la soglia della maggiore età (il 55 per cento ha 17 anni, quattro punti in più per questa fascia d’età rispetto al 2008). Tra le principali evidenze dell’indagine Anci-Cittalia figura anche il miglioramento della capacità di assicurare effettiva protezione ai minori accolti da parte dei Comuni, con un aumento dal 42 per cento del 2008 al 74 per cento del 2010 del totale dei minori che dispongono di permesso di soggiorno tra quelli accolti in seconda accoglienza e dal 36 per cento (2008) al 65 per cento (2010) dei minori ai quali è stata attribuita la tutela.

Decisivo per il raggiungimento di questo miglioramento degli standard il ruolo del Programma nazionale di protezione dei minori stranieri non accompagnati, finanziato dal Ministero del lavoro e realizzato dall’Anci, attivo dal 2008 su una rete di 32 Comuni che ha accolto più di 2.750 minori per un totale di più di 160mila giornate di a

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