05/10/2012
I candidati alle primarie. Da sinistra in senso orario: Pierluigi Bersani, Nichi Vendola, Bruno Tabacci, Matteo Renzi, Sandro Gozi, Laura Puppato (Ansa)..
“Bersani contro Renzi. Vendola contro Di Pietro. E ancora: Tabacci contro Civati, Sandro Gozi contro Laura Puppato. Benvenuti alle primarie del Pd, dove tutti sono contro tutti, compresi gli illustri sconosciuti che fanno da contorno al principale duello di questo campo di Agramante che è il Partito Democratico: la grande sfida tra il Segretario e il Rottamatore. Se il Centrodestra è afflitto da un deficit di libertà interna, il Centrosinistra soffre di un problema speculare e diametralmente opposto: un eccesso di democrazia che degenera in una rissa permanente, persino ora che rischia di vincere a tavolino le prossime elezioni (almeno stando ai sondaggi) per “abbandono” dell’avversario, sommerso dagli scandali giudiziari e dalla Regionopoli che ha investito soprattutto il Pdl (anche se non solo). “Nessuno ha mai capito perché dentro il Pd si complicano così la vita”, ha commentato il politologo Michele Sartori in un’intervista al Fatto.
E’ l’eterno problema della sinistra, da sempre un po’ troppo “plurielle”. Il problema principale del segretario Bersani si chiama Matteo Renzi, il sindaco di Firenze che ha annunciato la sua candidatura a premier e continua a percorrere in lungo e in largo l’Italia con il suo camper, privo peraltro del simbolo del Pd. Lo scopo dichiarato di Renzi è quello di attirare l’elettorato deluso dei moderati, dei leghisti e soprattutto del Pdl (non a caso uno dei suoi spin doctor è l’ex manager di Mediaset Giorgio Gori). Per fare questo, a parte le intenzioni di voler “rottamare” la dirigenza, continua a mandare fendenti a destra e soprattutto a manca. Renzi nel Partito democratico rischia di comportarsi come un baco, e non a caso Berlusconi e gli altri uomini del Centrodestra mostrano di apprezzarlo: perché drena forze alla sinistra. Per fermarlo l’ultima trovata è quella di fare, in questa specie di selezione permanente, oltre alle primarie, le “secondarie”. Bersani vuole modificare lo Statuto per mettere un recinto intorno al Gianburrasca del Pd: iscrizione all’albo, soglia di sbarramento per la candidatura, inibizione al secondo turno per chi non ha votato al primo turno. “Pierluigi, ti piace vincere facile?”, gli ha scritto un militante sul suo sito. Ma il problema non è vincere facile, bensì fermare “il baco del Pd” Renzi, che pare sia già abbondantemente sopra il 15 per cento e può pescare su un potenziale serbatoio di delusi del Pdl che si aggira sui 15 milioni di elettori.
Francesco Anfossi