Perchè abbiamo scelto il Cardinale

Don Antonio Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana, spiega perchè per noi Dionigi Tettamanzi è l'italiano del 2010.

03/01/2011
Il cardinale Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano.
Il cardinale Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano.

Il cardinale Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano, è per noi l'italiano dell'anno perché è il volto della Chiesa che ci piace. Anzi, piace alla gente. Credenti e non credenti. Una "Chiesa col grembiule" e "maestra di umanità", che si fa carico delle sofferenze e speranze degli uomini d'oggi. Vicina a chi ha il "cuore ferito", ma anche scomoda, nel nome del Vangelo. Presenza "profetica" in una società indifferente. E, moralmente, narcotizzata.

     Una Chiesa che non si arrocca nei sacri palazzi, nella cura di di propri "orticelli". Ma dialoga con tutti. Premurosa verso gli ultimi della società, per dare voce a chi non ha voce, discriminato per il colore della pelle o per un diverso credo religioso. Pazienza se la difesa della dignità umana ha un prezzo. E se rivendicare il diritto alla preghiera per i musulmani scatena grevi insulti: da "cattocomunista" a "imam di Kabul. Attacchi sopportati in silenzio e in solitudine. Con evangelica pazienza.

    Una Chiesa che non teme gli "altri". Come gli immigrati. Persone come noi, con gli stessi diritti. Nostri fratelli. Culture e religioni differenti sono ricchezza, non pericolo. Gesù dice che saremo giudicati sulle opere di carità: "Avevo fame e mi avete dato da mangiare, ero carcerato e siete venuti a trovarmi, forestiero e mi avete accolto...". Un Paese, il nostro, senza più memoria: un tempo, gli "albanesi" e i "marocchini" eravamo noi.

    Una Chiesa che rinnova la "primavera" del Concilio. Senza nostalgia per il passato. Nonostante le tempeste odierne. Una Chiesa che dà respiro ai laici. E li rende corresponsabili. Nel nome della "dignità battesimale", che ci accomuna come popolo di Dio, con diversità di ruoli e funzioni. Cristiani adulti e formati, protagonisti in politica e nella gestione della cosa pubblica. A tutto questo sono chiamati per "vocazione".

    Una Chiesa povera, sobria in tutto. E con tutti, soprattutto con i potenti. Una Chiesa che si spoglia dei propri beni, in aiuto di chi ha fame o ha perso il lavoro. O per le famiglie numerose e povere, piccole "chiese domestiche", ma risorsa ignorata. E anche per i giovani, senza speranza. Nessuno più investe su di loro. E non solo nella formazione. Il palazzo della pollitica è lontano dai cittadini e dai loro problemi. E il futuro dell'Italia è a rischio. Una scommessa.

     Una Chiesa che risveglia la coscienza morale di un Paese, senza più valori veri. Come la solidarietà. E che galleggia in un lassismo etico, che vuol fare a meno di Dio. E i dissesti si vedono.

     Il volto di questa Chiesa, per noi di Famiglia Cristiana, è quello dell'arcivescovo di Milano, monsignor Dionigi Tettamanzi. Per questo l'abbiamo scelto come "l'italiano dell'anno". Scrive Aldo Maria Valli nel libro Voi mi sarete testimoni: "Il cardinale non si nega a nessuno, non affretta mai il passo. Ha un sorriso e una parola per tutti. Senza risparmi". Degno successore sulla cattedra che fu di sant'Ambrogio e san Carlo.

Antonio Sciortino
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Postato da giumess il 07/01/2011 18:40

Il Cardinale Tettamanzi ci contagia la certezza che la strada di Cristo, quella della comunione con gli uomini, a prescindere da come essi si dimostrino nel mondo, è la sola che può dare la vera felicità. Scelta importante, significativa, per noi tutti augurale.

Postato da ioemazen58 il 06/01/2011 15:10

Finalmente un riconoscimento ad una persona meritevole e non ai soliti cantanti, calciatori o ballerine. Ci vorrebbero molti Tettamanzi per vedere qualcosa di meglio in questo paese ormai venduto ai potenti pagliacci sfruttatori che molto spesso purtroppo si nascondono dietro una parvenza di religiosità ma è solo falsità , spettacolo, per continuare ad imporre il potere che è ormai agli sgoccioli per furtuna e si tornerà a parlare di veri valori cristiani guardandoci negli occhi senza var paura. Grazie Tettamanzi, dieci , cento, mille Tettamanzi.

Postato da Libero Leo il 02/01/2011 11:06

Le frasi di don Sciortino mi hanno ispirato alcune considerazioni. Di seguito riporto le frasi e le mie considerazioni. “Una Chiesa che non si arrocca nei sacri palazzi, nella cura di propri "orticelli". Ma dialoga con tutti. Premurosa verso gli ultimi della società, per dare voce a chi non ha voce, discriminato per il colore della pelle o per un diverso credo religioso.” Una Chiesa in cui aver piena fiducia perché dal basso e salita ai “sacri palazzi”, dai quali ha visione dei problemi più ampia della nostra e che, certamente, dialoga ed è premurosa con tutti, non solo con gli “ultimi della società”, ma anche con i “primi”, per fare in modo che anche agli ultimi sia concessa voce senza discriminazione, senza la necessità di rivendicazioni, di proteste e di violenze. “Una Chiesa che non teme gli "altri". Come gli immigrati. Persone come noi, con gli stessi diritti. Nostri fratelli. Culture e religioni differenti sono ricchezza, non pericolo.” Una Chiesa che non teme nessuno: né gli immigrati, né i leghisti, né chi ci governa. Sono tutti nostri fratelli anche se hanno diverse culture, diverse esperienze, diverse ideologie, diversi visioni dei problemi, ed anche se propongono soluzioni dei problemi diverse dalle nostre. Anch’essi sono uomini che lavorano in buona fede per il bene comune. Perciò bisogna cercare di capirli senza criticarli aprioristicamente, senza odiarli e sapendo anche vedere il bene che realizzano. “Una Chiesa che rinnova la "primavera" del Concilio. Senza nostalgia per il passato. Nonostante le tempeste odierne.” Una Chiesa che tiene conto non solo del Concilio, ma anche del presente e del futuro. Una Chiesa non più influenzata da vecchie ideologie materialistiche e che sappia rinnovarsi continuamente. “Una Chiesa povera, sobria in tutto. E con tutti, soprattutto con i potenti.” Una Chiesa evangelicamente “povera in spirito” che sappia portare il vangelo ovunque e con qualunque mezzo ritenga necessario. Soprattutto un Chiesa sicura della propria fede e che abbia il coraggio di gridare al mondo intero che la sua fede è la vera fede. “Una Chiesa che risveglia la coscienza morale di un Paese, senza più valori veri. Come la solidarietà. E che galleggia in un lassismo etico, che vuol fare a meno di Dio. E i dissesti si vedono.” Una Chiesa che sappia indicare al Paese il bene prezioso della comprensione, della solidarietà e del perdono, abbandonando il diffuso e distruttivo spirito di critica aprioristica e di continua rivendicazione, che porta alla lassismo etico, alla lotta ed, infine, alla violenza ed alla guerra. “Il volto di questa Chiesa, per noi di Famiglia Cristiana, è quello dell'arcivescovo di Milano, monsignor Dionigi Tettamanzi.” Il volto di questa Chiesa per me è quello del Papa.

Postato da Oddo Filippo il 01/01/2011 09:12

Si, si, si. Il Cardinale Tettamanzi è veramente un uomo di Chiesa, della nostra Chiesa ! Da voce a chi non ha voce. L'ho sempre ammirato, come, peraltro, ammiravo e continuo ad ammirare il cardinale Carlo Maria Martini, del quale ho comprato l'ultimo libro. Lui combatte per i valori veri e contro il lassismo etico di questa società. Io sono un cattolico di sinistra, ma penso che il mio pensiero, che il nostro pensiero dovrebbe essere condiviso da tutti, di sinistra o di destra, non ha importanza, da tutti quelli che hanno a cuore il destino dell'uomo e desiderano combattere con il cuore, con la mente e con la fede per una società oiù giusta. Questa è la Chiesa che mi piace, questo è il cardinale che mi piace. Continuate così, per favore.Filippo Oddo

Postato da Andrea Annibale il 01/01/2011 00:42

Mi faceva notare un giorno don Piero Gallo di Torino, celebre qui in Piemonte per i suoi interventi sul quotidiano La Stampa e sulle televisioni locali, che Milano ha più una tradizione di santi vescovi e Torino più una tradizione di santi popolari. Chissà che il Cardinale Tettamanzi, santo nel cuore della gente, non prosegua questa tradizione. Esistono due idee di Chiesa. Tettamanzi incarna l’idea, la prima, di una Chiesa costruita dal basso, i cui mattoni sono gli ultimi, i poveri, i diseredati. Bagnasco rappresenta una seconda idea, quella Chiesa delle gerarchie, le alte gerarchie, che governano l’apparato ecclesiastico. Entrambe le anime sono necessarie e sarebbe troppo facile esaltare un’idea di Chiesa in danno dell’altra. Tettamanzi interpreta, a mio avviso, quel personaggio del Vangelo (oltre che il Matteo 25 ricordato da don Sciortino) che si siede a tavola all’ultimo posto in attesa che l’ospite gli dica “amico, passa più avanti” (Luca, 14, 10) , simbolo di saggezza e di vera umiltà. Bagnasco rappresenta nel Vangelo il tralcio che, rimanendo in Cristo e Cristo in lui, porta molto frutto (Giovanni, 15, 4). Sono memorabili le ultime sue parole sul lavoro precario che “non può essere eretto a sistema”. Anche il Cardinale Bagnasco, a pari merito, avrebbe potuto ricevere il titolo di italiano/sacerdote dell’anno. Sono però contento che a vincere il premio sia stato, in ogni caso, un Cardinale. Nella mia vita i sacerdoti sono stati fondamentali, in un certo senso hanno rappresentato una seconda famiglia. La Chiesa, ad imitazione di Cristo (amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi) ci ama come ci ama Dio. Adesso che con la riforma della finanza vaticana la Chiesa si è resa più amabile e giusta, bisogna ricordare anche le riforme volute dal Papa e dalla curia romana, specie ed anche quella contro la pedofilia che è stata memorabile. Un augurio per il 2011: che le due chiese descritte, che sono anima di un’unica Chiesa, generino sempre santi pastori come i due Cardinali Tettamanzi e Bagnasco e si faccia sempre più amare, se non dalla gente, dal popolo di Dio. In modo che tutti possiamo dire alla Chiesa “non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo ma da Dio sei stata generata” (Giovanni, 1, 13). Un buon 2011 a don Sciortino e a tutti i giornalisti di Famiglia Cristiana.

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