Unioni civili, false battaglie di civiltà

Anticipiamo il "Primopiano" di Famiglia Cristiana No. 32, in edicola da mercoledì 1 agosto. Dopo tanto clamore, a Milano la “montagna ideologica” ha partorito un “topolino di fatto”.

01/08/2012
I lucchetti simbolo delle unioni omosessuali attaccati alla ringhiera metallica di fronte a Palazzo Marino, dove si svolge il Consiglio Comunale di Milano, dai militanti dell'Arcigay (Ansa).
I lucchetti simbolo delle unioni omosessuali attaccati alla ringhiera metallica di fronte a Palazzo Marino, dove si svolge il Consiglio Comunale di Milano, dai militanti dell'Arcigay (Ansa).

E così il Comune di Milano ce l’ha fatta. Ma non passerà alla storia per questo. L’ha spuntata sul registro delle unioni civili. Dopo un vivace dibattito fin quasi all’alba. Non c’è, però, record da primato. Ottanta Comuni in Italia l’avevano già, anche se pochi si sono registrati. Qualche mese fa, si è allineata anche la Napoli di De Magistris. Senza grandi discussioni. Ma con una specie di “simil- rito” di inizio convivenza che, per fortuna, Milano s’è ben guardata dal replicare. Dopo tanto clamore, la “montagna ideologica” ha partorito un “topolino di fatto”. A chi serve questa battaglia? Soprattutto, in un momento di così grave crisi economica? Il Paese “brucia”. Ben altre sarebbero le vere emergenze. L’Italia ha bisogno di pacificazione tra le forze politiche. Non di inutili “guerre di religione”. I registri comunali non sono una priorità, se non per qualcuno. Non certo per le famiglie. O per la stragrande maggioranza della popolazione, alle prese con la fatica del vivere quotidiano.

Ancora una volta, la vecchia politica vuole tingersi di nuovo. Ma segna l’abissale distanza che la separa dai problemi reali del Paese. Cede alle pressioni mediatiche. E privilegia minoranze molto aggressive. Nel nome del progressismo e della modernità. Per rispettare impegni presi in campagna elettorale. O per adeguarsi ai Paesi dell’Unione europea. Ragioni risibili. Per lo meno, parzialissime. Visto il disimpegno su altri temi fondamentali. Dal risanamento economico alle serie politiche familiari, mai attuate. Si discuterà molto, nei prossimi mesi, di tutela giuridica delle unioni di fatto, eterosessuali od omosessuali. Dei loro diritti e, forse, anche dei loro doveri (sempre evanescenti!). È lecito chiedersi se ci sarà la stessa premura, a livello locale e nazionale, verso i bisogni delle famiglie reali, soprattutto con figli. Quelle, cioè, che assumono impegni concreti davanti alla società e allo Stato.

Oltre dieci milioni di coppie coniugate con figli, in Italia, lottano ogni giorno contro la crisi. Sembra non interessi a nessuno. Quasi due milioni di famiglie separate, per lo più con figli minori, non hanno avuto alcun sostegno nei momenti di crisi. Cioè, prima della separazione. Così come, dopo, nessun aiuto è stato dato a padri, ma anche madri, che vivono lontano dai propri figli. Per non dire delle tante situazioni familiari, di cui i servizi non si prendono minima cura.

Altro che famiglie da Mulino Bianco! In Italia cresce la loro povertà. E il fisco gli si accanisce contro, in modo iniquo. Il sindaco di Milano Pisapia e l’assessore Maiorino attuino, con lo stesso impegno e rapidità (fissando una data certa), misure fiscali e tariffarie a favore delle famiglie con figli. Basta ideologie e “crociate laiche”. La politica segua il Paese reale. Ripartire dalla famiglia si può. Anzi, si deve. Senza false “battaglie di civiltà”, che premiano solo minoranze rumorose.

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Postato da giogo il 03/08/2012 16:23

Concordo parola per parola quel che scrive aldo abenavoli...non concordo con il sovracitato articolo e MEN CHE MENO con la frasetta "buttata la da Filippo1184"...cosa desiderii una chiesa ancora più accondicsendente di quanto lo è stato con lo scandalo Berlusconi?? Ma giri mai l'occhio e l'udito verso il MONDO?? Viviamo in un Paese ultraconservatore...continuiamo così che tutto va bene...così è contenta madama la marchesa.Buon dì

Postato da Filippo1184 il 03/08/2012 10:45

Cara FC, sono i partiti di sinistra da voi appoggiati che vogliono le coppie gay....

Postato da aldo abenavoli il 03/08/2012 09:05

In risposta al signor brunoi 1) Sulla base del principio di “laicità” e cioè della separazione del potere temporale e di quello spirituale, sancito sia dal Vangelo che dalla Costituzione, ma che la Chiesa dopo 2000 anni fa ancora fatica ad assimilare, lo Stato individua le priorità della politica e la Religione i principi della fede. 2) Fra le priorità della politica assume un posto “prioritario” la tutela dei diritti specie se questi riguardano minoranze che faticano ad avere una rappresentanza parlamentare che le possa tutelare adeguatamente. 3) La tutela dei diritti trova il suo fondamento nella Costituzione e nella Dichiarazione Universale dei Diritti i quali stabiliscono che tutti gli esseri umani sono eguali e quindi non possono essere discriminati per ragioni di razza, religione, sesso eccetera. 4) Tra gli esseri umani che, non potendo essere discriminati devono essere tutelati, sono compresi gli omosessuali che sono persone con un orientamento sessuale diverso da quello della maggioranza e non pervertiti come i pedofili. 5) In applicazione dell’obbligo sancito dalla Costituzione, il 2° Governo Prodi ha “dovuto” predisporre un disegno di legge sui Dico per dare un riconoscimento giuridico alle coppie omosessuali anche allo scopo, come ha fatto capire chiaramente Rosy Bindi, di evitare che la tutela di queste persone potesse avvenire attraverso il riconoscimento del matrimonio. 6) La tutela degli omosessuali prevista dalla proposta di legge sui Dico, perfettibile come tutte le proposte, si riduce a riconoscere a queste persone dei diritti che di fatto sono in qualche modo già previsti dalla prassi o dalla giurisprudenza come, ad esempio, la visita in carcere o in ospedale o il subentro nel contratto di affitto. 7) Affermare che questi diritti mettono in crisi la famiglia tradizionale è semplicemente ridicolo. La famiglia è in crisi per le politiche ultraliberiste che hanno ucciso la speranza nel futuro, aggravate nel nostro paese dal decennio berlusconiano che, grazie anche al sostegno della gerarchia ecclesiastica, ha cancellato di fatto una intera generazione. 8) Non vi è dubbio che in questo momento la priorità sia quella di ridare fiato ad un popolo senza speranza; e tuttavia in uno stato di diritto,quale si presume essere il nostro paese, gli obiettivi prioritari possono benissimo convivere con quelli in apparenza minori ma in realtà “non negoziabili” come la tutela dei diritti. 9) Quelle riferite sono naturalmente opinioni che possono essere confutate purché lo si faccia con argomentazioni puntuali e pertinenti. unlaicoallaricercadellaverita.myblog.it

Postato da brunoi il 02/08/2012 13:31

aldo abenavoli,a me sembra che l'articolo di Don Sciortino sia dettato dal buon senso piuttosto che dalle alte sfere.Ma ha provato a parlare con la gente di questo argomento? Io si.

Postato da brunoi il 02/08/2012 13:28

aldo benevoli,io invece concordo pienamente con Don SciortinI.le vere emergenze in Italia son ben altre.Ci sono 12 milioni di famiglie con figli che ogni giorno devono lottare contro la crisi e i partiti stanno a litigare per il matrimonio gay. Come sapra'non ci si accontenta delle unioni civili,ma si pretende addirittura il matrimonio gay con diritto di adozione di bambini. Vendola e Di Pietro lo hanno detto chiaramente. Pressione mediatica,illusione di prendere piu' voti,complesso di non apparire progressisti. Guardaimao cosa hanno prodotto certi leggi all'estero. In futuro molti riconosceranno che la Chiesa aveva visto giusto.

Postato da aldo abenavoli il 02/08/2012 08:17

Che brutto articolo cara Famiglia Cristiana!! Troppo brutto per essere vero nel senso che pare dettato dalle alte sfere, quelle che oramai hanno perso ogni contatto con la realtà. Innanzitutto la affermazione secondo la quale i registri delle coppie gay non servono a niente; poi il solito ritornello sulla crisi economica che non consente di occuparsi di diritti; segue la constatazione che la legge sulle coppie gay interessa solo una minoranza per giunta rumorosa; poi la affermazione che la futura legislazione, che peraltro ancora non si conosce, si occupa solo di diritti mentre trascura completamente i doveri ed, infine, il consueto richiamo alla famiglia che viene trascurata da tutti tranne che dalla Chiesa. Innanzitutto la Corte Costituzionale e la Corte di Cassazione, che sono le uniche istituzioni dello stato preposte alla interpretazione della legge, hanno chiarito che l’unica forma di matrimonio ammessa in Italia è quella fra uomo e donna. Dunque il matrimonio fra persone dello stesso sesso potrà essere consentito solo se il Parlamento avrà la voglia e i numeri per modificare la Costituzione. Proprio perché il matrimonio gay non è ammesso la Corte Costituzionale e la Cassazione hanno chiarito che, in applicazione del principio di eguaglianza e non discriminazione sancito dalla Costituzione, le coppie gay hanno diritto e da subito ad una legislazione che disciplini queste forme di convivenza, attraverso la individuazione di un sistema equilibrato di diritti e doveri; tutto questo, e a maggior ragione come insegna Toqueville, se il tema interessa solo una minoranza. Quanto alla famiglia, vorrei ricordare che non sono le coppie di fatto la causa della sua profonda crisi, ma le inflessibili leggi del mercato che considerano questa istituzione un peso e non una risorsa. unlaicoallaricercadellaverita.myblog.it

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