Angoscia anche nel mantovano

A Mantova è crollato il cupolino del campanile della basilica palatina di Santa Barbara. Una testimonianza da Villa Poma, paese vicino all'epicentro del terremoto.

29/05/2012
Una porcilaia distrutta nel modenese (Ansa).
Una porcilaia distrutta nel modenese (Ansa).

«Sembrava che la casa mi cadesse sulla testa: questa volta per me è stata peggio di nove giorni fa: quel primo terremoto è avvenuto in piena notte, nel sonno, dandoci quasi la sensazione di una tempesta violenta, ma stavolta mi sembrava ancora più forte». Parla al telefono con la voce tremante, agitata, la signora Marina Piva, dopo il terremoto delle 9 di mattina. Lei e suo marito vivono a Villa Poma, in provincia di Mantova, molto vicino al modenese, ai luoghi dell'epicentro del nuovo sisma. Vivono in aperta campagna, in una fattoria che si occupa di produzione di latte. «Noi siamo al primo piano della casa, sotto di noi al pianterreno vive mia suocera. Non appena ho avvertito la violenta scossa mi sono precipita già per le scale per uscire all'aperto: sentivo la balaustra che si muoveva nelle mie mani».

Per la fattoria dei Piva nessun danno. Ma in tutto il basso mantovano si sono registrati danni seri a chiese e abitazioni, soprattutto agli edifici già messi in pericolo dalla scossa del 20 maggio, e diversi feriti. «Vicino a casa nostra è stata gravemente colpita una chiesa del XII secolo, del tempo di Matilde di Canossa, di notevole valore storico», dice ancora la signora Marina, «ristrutturata qualche anno fa, aveva retto al terremoto precedente. Stavolta non ce l'ha fatta: il campanile è crollato e una parte è finita all'interno, davanti all'altare, sui primi banchi, un'altra parte è caduta sul prato e ha colpito una casa vicina. Per fortuna in quel momento non c'era nessuno dentro la chiesetta. In questo periodo la apriamo per la recita del rosario mariano, e poi per la celebrazione dei matrimoni».

Ritornare alla calma sarà difficile. «Mio marito dice che si sente di dormire in casa. Io stavo programmando di restare fuori. E' la notte il momento più brutto, mentre dormi, al buio, senza nemmeno il tempo di accendere la luce o prendere una pila: in quegli istanti hai l'impressione di essere come una foglia che si muove spinta dal vento». Chiudiamo la conversazione, la signora Marina respira profondamente, si fa forza. Tempo di una manciata di minuti. E due nuove scosse, una di 5,4 gradi Richter, alle 13, fanno ripiombare il modenese - e il nord Italia - nell'incubo.

Ogni nuovo movimento della terra produce nuovi cedimento e crolli: la scossa delle 13 a Mantova ha buttato giù il cupolino del campanile della basilica palatina di Santa Barbara annessa a Palazzo Ducale. Già la forte scossa di questa mattina aveva mandato fuori asse la cupola della basilica cinquecentesca. Sempre a Mantova si sono registrati danni a Palazzo Tè e al Museo Diocesano. In città non ci sono stati feriti. Il Comune ha deciso di chiudere tutte le scuole domani e tenere chiusi i musei cittadini (come Palazzo della Ragione e Tempio San Sebastiano) e le biblioteche.

Giulia Cerqueti
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