Youssou N'Dour, speranza del Senegal

Il celebre musicista e cantante, da sempre molto impegnato in cause umanitarie, è uno dei candidati dell'opposizione alle presidenziali del 26 febbraio nel Paese africano.

06/01/2012
Il cantante e musicista senegalese Youssou N'Dour (Ansa).
Il cantante e musicista senegalese Youssou N'Dour (Ansa).

Dopo Léopold Sédar Senghor, il Senegal potrebbe scegliere un altro esponente della cultura come presidente. Alle elezioni del 26 febbraio Youssou N'Dour, il musicista senegalese più celebre nel mondo, tenterà di scalzare l'attuale capo di Stato Abodulaye Wade, deciso, dopo due mandati, a confermare il suo potere per una terza volta.  La candidatura di Youssou N'Dour, dunque, si iscrive in una tradizione di fusione tra arte e politica che in Senegal ha trovato espressione: dopo la conquista dell'indipendenza, proprio a un poeta, Senghor, nel 1960 venne affidato il ruolo di primo Capo di Stato del Paese africano.

Senghor, che governò il Senegal per un ventennio (fino al 1980), fu anche il primo africano a diventare membro della prestigiosa Académie française e uno degli intellettuali più influenti della sua epoca. A lui e ad Aimé Césaire, scrittore, poeta e politico originario della Martinica, si deve la nascita del movimento della Négritude (Negritudine), che aspirava a promuovere una cultura africana autentica, sulla base della convinzione che il progresso del continente deve andare di pari passo con lo sviluppo delle arti.

In Senegal, come in tutta l'Africa occidentale, la trasmissione del patrimonio culturale e delle tradizioni è affidata alla musica e ai versi dei griot, i cantastorie, che hanno il compito di mantenere viva la tradizione orale nel corso del tempo. Oggi come nei secoli passati il loro ruolo è fondamentale nella vita sociale e culturale del Senegal e dei Paesi africani. Ed è proprio sulla tradizione dei griot che Youssou N'Dour ha fondato la sua musica, creando una particolare fusione di ritmi africani, afro-cubani e pop chiamata mbalax

Youssou N'Dour in visita a un ospedale in Kenya, nel campo profughi di Dadaab, a settembre 2001  (Ansa).
Youssou N'Dour in visita a un ospedale in Kenya, nel campo profughi di Dadaab, a settembre 2001 (Ansa).

Nato 52 anni fa a Dakar, nel quartiere popolare della Medina, Youssou N'Dour ha all'attivo più di venti album discografici, con la sua world music ha conquistato la popolarità in tutto il mondo, ha vinto un Grammy Award nel 2005, si è esibito al fianco di grandi star internazionali, ha anche partecipato al Festival di Sanremo, nel 2009, cantando al fianco di Pupo e Paolo Belli L'opportunità, un brano contro il razzismo. Ma l'artista senegalese nel corso degli anni si è sempre impegnato in progetti umanitari. E ha sempre conservato un legame forte con il suo Paese d'origine, nel quale ha avviato alcune attività: a Dakar ha fondato una società di produzione, Futurs médias, che comprende la Tv Tfm, la radio Rfm e un quotidiano, L'Observateur, spesso critico contro Wade.

Tra gli osservatori senegalesi, molti dubitano delle sue reali possibilità di vincere le presidenziali: contro di lui giocherebbe la mancanza di esperienze politica, oltre alla sua carenza nella formazione scolastica. Ma su ultimo punto l'artista controbatte che «la presidenza è una funzione non è un mestiere. Alla scuola del mondo ho imparato molto. Il viaggio istruisce tanto quanto i libri». 

Il presidente senegalese Abdoulaye Wade (Ansa).
Il presidente senegalese Abdoulaye Wade (Ansa).

Il presidente uscente Abdoulaye Wade, 85 anni, è al potere dal 2000 ed è stato riconfermato nel 2007, dopo aver modificato la Costituzione portando il mandato presidenziale da cinque a sette anni. Esponente del Partito democratico senegalese (Pds), se dovesse vincere di nuovo, si tratterebbe del suo terzo mandato. I suoi oppositori denunciano che la sua candidatura è illegittima, perché la Costituzione fissa un massimo di due mandati. Ma i sostenitori di Wade contrattaccano che si tratterebbe della seconda elezione dopo la riforma costituzionale del 2001.

Nel 2010 Youssou N'Dour ha fondato un movimento cittadino che si oppone all'attuale presidente: Fekke ma ci bollé, che in lingua wolof significa "io ci sono, dunque ne faccio parte". Nel campo dell'opposizione a Wade, particolarmente convincente appare Benno Siggil Senegal, una grande coalizione uscita dalle elezioni municipali del 2009 che raggruppa oltre trenta partiti politici e associazioni di cittadini. In Senegal - commenta un osservatore locale - la società civile è diventata molto forte e partecipativa perché i partiti politici hanno perso la loro credibilità. Tanti senegalesi hanno caldeggiato la discesa in campo di Youssou N'Dour, l'unica personalità capace di mobilitare le masse e riempire gli stadi: comunque vada, l'artista avrà un grande ruolo da giocare nel Paese.

Giulia Cerqueti
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