No alle frodi, i passi della Lega Pro

La Lega Pro, la vecchia "serie C" del calcio italiano, lancia una serie di iniziative per prevenire le manipolazioni sportive. E tra pochi giorni nascerà il Comitato etico.

27/04/2012
(Foto e copertina Ansa).
(Foto e copertina Ansa).

Dimenticate i processi e l'ultimo scandalo legato al calcioscommesse dove sono invischiate - almeno a leggere le cronache - dodici squadre di serie A e almeno 75 tesserati, meglio osservare e applaudire le iniziative della Lega Pro, che nella lotta alle frodi sportive sta compiendo passi da gigante. Dopo l'integrity tour con gli incontri di prevenzione e formazione realizzati con i club, con i dirigenti, i giocatori e i responsabili dei settori giovanili, a Tivoli, alle porte di Roma, lo staff del presidente federale Mario Macalli ha incontrato i 95 arbitri della Lega Pro focalizzando le attenzioni su alcuni temi fondamentali: come si riesce a scoprire la manipolazione di un evento sportivo, come vengono reclutati i manipolatori, ma anche quali sono le sanzioni sportive e penali.

«Conoscere è decisivo nel prevenire, e da parte della Lega Pro da tempo investiamo nella formazione», ha dichiarato Francesco Ghirelli, direttore generale della Lega Pro, mentre Graham Peaker, dell'Uefa, ha ringraziato la stessa Lega Pro «per il lavoro importante di formazione che fa». Da Stefano Farina, ex arbitro di serie A e oggi designatore Can Pro, l'istantanea sulla presenza della classe arbitrale: «È il secondo incontro sulla prevenzione per i nostri arbitri, e quella di Tivoli è stata una giornata proficua ed importante». Poi, ancora Ghirelli ha annunciato «un altro strumento, il codice etico. Dal prossimo anno ci sarà un referente in ogni società di Lega Pro come "integrity officer". E tra pochi giorni presenteremo il Comitato etico».

Gli arbitri sono stati divisi in tre gruppi di lavoro e ognuno dei tre gruppi ha elaborato alcuni passaggi fondamentali analizzando il problema delle frodi e delle manipolazioni. E grande attenzione ha destato il video dell'intervista realizzata con un calciatore balcanico, che ha raccontato la sua storia di “manipolatore”. Lui, insieme ad altri sette compagni di squadra, ha descritto le motivazioni (il club non pagava gli stipendi) e spiegato le modalità dei bluff realizzati in campo.

Presenti all'incontro anche i rappresentanti dell'Interpol Italia, il generale Fabrizio Lisi e Daniela Giuffrè dell'Ufficio Integrity, e con loro Lorenzo Caci, Andreas Krannich e Darren Small di Sportradar oltre al presidente dell'Associazione italiana arbitri Marcello Nicchi. È saltata all'ultimo momento, invece, la presenza dell'ex arbitro tedesco Robert Hoyzer, che avrebbe portato la sua testimonianza sullo scandalo del calcio tedesco del 2005, quando venne scoperto che alcuni arbitri erano stati corrotti per “aggiustare” i risultati di alcune partite. Non mancherà occasione di averlo presente alla prossima occasione.

Massimiliano Morelli
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