Cinque per mille, "vince" Msf

L’Agenzia delle entrate ha reso noti beneficiari e importi. Nel 2009 la quota complessiva (420 milioni) è stata ripartita tra 27 mila enti. Medici senza frontiere guida la classifica.

04/03/2011

L’Agenzia delle entrate ha reso noti beneficiari e importi del 5 per mille relativo all’anno 2009. Sono state 31.899 le associazioni di volontariato, le onlus, le associazioni di promozione sociale, le associazioni e fondazioni riconosciute che si sono iscritte. Di queste, 28.396 sono state ammesse (dunque, sono 3.493 gli esclusi per mancata o tardiva presentazione della documentazione o per carenza di presupposti. Un dato comunque in calo, visto che nel 2008 gli esclusi furono 7.227) e 27.269 hanno ricevuto importi in base alle scelte dei contribuenti. Sempre nel 2009, 427 sono di enti di ricerca scientifica e dell’Università iscritti, oltre a 93 enti della ricerca sanitaria e 5.855 associazioni sportive dilettantistiche riconosciute dal Coni. Oltre a ciò, hanno ricevuto preferenze per le attività sociali svolte anche 7.861 comuni.

L’importo complessivo del cinque per mille 2009 è di 420 milioni di euro. Agli enti di volontariato sono andati in totale 267.767.761,65 euro (di cui 242.229.118,98  frutto di scelte espresse e 25.538.642,67 derivanti dalle scelte generiche). Agli enti di ricerca scientifica sono andati oltre 63 milioni di euro (63.636.489,69), ai 93 enti di ricerca sanitaria ben 61.335.494,47 euro; ai comuni oltre 13 milioni di euro; alle associazioni sportive dilettantistiche, infine, oltre 6 milioni di euro. In generale, il 5 per mille si sta dunque consolidando, come risulta anche dal confronto con gli anni precedenti.

Complessivamente, continuano a crescere sia le somme da erogare, 14,5 milioni in più rispetto al 2008, sia il numero dei contribuenti che hanno "esplicitato" la loro preferenza, quasi 1 milione in più. Nel 2009, infatti, i contribuenti che hanno espresso la loro preferenza per un settore di attività o per un singolo ente sono stati 15.476.007 (i due terzi delle scelte vengono espresse con l’utilizzo del modello 730). Come negli anni precedenti, le scelte espresse dai contribuenti sono convogliate in gran parte su un limitato numero di enti, particolarmente noti per le loro attività svolte e capaci dunque di avere una grande visibilità.

Di conseguenza anche gli importi si polarizzano su pochi enti del volontariato, della ricerca scientifica e sanitaria. Per ciò che concerne il volontariato, in testa alla lista degli importi troviamo: Medici senza Frontiere (9.936.974,92 euro), Emergency (8.074.262,57), Unicef Italia (6.859.559,21), Associazione italiana per la ricerca sul cancro (6.590.034,31), Ail (5.300.511,27), Acli (4.145.094,52), Lega del Filo d’Oro (3.840.936,11), Auser (3.508.058,47), Fondazione Ant Italia (2.711.445,17), Fondazione piemontese per la ricerca sul cancro (2.437.755,12). Queste le prime dieci della graduatoria. Sempre per ciò che concerne il volontariato, va detto che sono 24 gli enti che hanno ricevuto più di un milione di euro; ben 41 inoltre hanno ricevuto sopra il mezzo milione di euro.
Di più: le prime 25 associazioni hanno beneficiato di oltre 76 milioni di euro (76.315.005,25), che rappresenta il 28,50% del totale. Le prime 100 associazioni, invece, hanno beneficiato di oltre 105 milioni (105.985.713,98), pari al 39,58% del totale. E le prime 200 associazioni, vale a dire lo 0,70% delle aventi diritto, ha ricevuto oltre 112 milioni (112.874.297,40), pari al 42,15% del totale.

In generale, però, gli importi medi assumono ben altra dimensione: dai conteggi effettuati dall’Agenzia delle entrate, infatti, si rileva che la media degli importi è di 27,14 euro. Per il solo volontariato la media è di 27,58 euro, non distante da quella del 2008 (quando la media fu di 28,36 euro) e del 2007 (27,14).

RedattoreSociale.it
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Postato da genepi il 06/03/2011 18:48

E' una gran bella classifica..... ma non sono completamente d'accordo sull'affermazione "e scelte espresse dai contribuenti sono convogliate in gran parte su un limitato numero di enti, particolarmente noti per le loro attività svolte e capaci dunque di avere una grande visibilità." Di pubblicità, almeno per i 2 enti primi in classifica, se ne è vista ben poca.

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