Il volontariato? Non è roba da vecchi

Nel corso dell’anno, i ventenni che si sono presentati alla Caritas di Milano hanno superato gli over 30: il loro identikit. Resta comunque il problema del ricambio generazionale.

04/07/2010

Fare del volontariato con la Caritas ambrosiana piace anche ai giovani. Quest’anno lo Sportello del volontariato istituito dall’organismo diocesano di Milano ha ricevuto 350 richieste da persone tra i 30 e i 67 anni e quasi altrettante, 345, da ragazzi tra i 18 e i 30. Ma non solo. A questi ultimi, infatti, bisogna aggiungere i 98 volontari (tra i 18 e i 30 anni) che hanno scelto di trascorrere parte delle loro vacanze in uno degli 11 "Cantieri della solidarietà", aperti dalla Caritas, in America Latina, Medio Oriente, Europa dell’Est, Asia, e ultimamente anche in Italia per aiutare persone in difficoltà. Più i 14 giovani tra i 19 e i 23 anni che hanno scelto di partecipare al servizio civile all’estero. A conti fatti, dunque, gli under 30 rappresentano la quota maggiore delle persone che nel corso dell’anno hanno bussato alle porte della Caritas per esprimere il proprio desiderio di dedicarsi agli altri.

     «Ovviamente questo non significa che non abbiamo anche noi, come tutti gli enti non profit che si avvalgono dei volontari, un problema di ricambio generazionale».  – sottolinea il direttore della Caritas ambrosiana, don Roberto Davanzo.  «I 2.500 volontari impegnati nelle parrocchie e più precisamente nei 300 centri di ascolto diffusi in tutto il territorio della diocesi, sono per lo più adulti con i capelli bianchi, in genere pensionati, con disponibilità di tempo, capacità intellettuali e forti motivazioni: una risorsa, tra l’altro, preziosissima, che noi cerchiamo di valorizzare. Detto questo, tuttavia, non è nemmeno vero che i ragazzi sono disinteressati al volontariato: vi sono attività che fortunatamente continuano a trovare il loro favore».
 
      Dall’analisi degli operatori dello sportello emerge anche un profilo più preciso del volontario under 30 di Caritas. È spesso uno studente, non necessariamente viene da un percorso pastorale (detto in altri termini, non sempre frequenta assiduamente l’oratorio), ma si trova in sintonia con i valori cristiani all’origine dell’operato della Caritas. Ha inoltre un interesse specifico per il singolo progetto, per il quale è disposto a informasi e approfondire. Unico limite, fanno osservare gli operatori: è poco disponibile a impegnarsi nel lungo periodo. 

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