La prima parola di Dacheline

Ad Haiti, forse più che in qualsiasi altro luogo della Terra, la vita è difficile, quasi impossibile. Ma grazie al sostegno a distanza Avsi una bambina di 9 anni è tornata a vivere

15/02/2013

Basta non sentirsi più soli. Perché quando la vita ti mette di fronte a difficoltà che paiono insormontabili, sentirsi abbandonati al proprio ineluttabile destino è la più umana delle reazioni. Ma a quel punto, poi, rialzare la testa e cercare di non arrendersi è impresa quasi proibitiva. A meno che qualcuno non tenda la mano verso di te e ti aiuti a metterti in piedi, sui tuoi piedi, e ti inviti a riprendere il cammino.

Immaginate Haiti. Immaginate una famiglia con otto figli. Immaginate povertà estrema, condizioni abitative e igienico-sanitarie al limite, calamità naturali che si abbattono con una frequenza impressionante, dagli uragani alle alluvioni passando per il Grande Terremoto, malattie ed epidemie che si diffondono a macchia d'olio. E ora immaginate una bambina di 9 anni: quale può essere stata la sua reazione di fronte a questo orrore che per lei è stato finora sinonimo di vita?

Questa bambina si chiama Dacheline. Di fronte alla vita Dacheline si era chiusa a riccio fin da piccola, gravemente traumatizzata. Aveva molte difficoltà a esprimersi e parlare normalmente. Non giocava. Non rideva. Non piangeva nemmeno. Mai. Sembrava assente, e tutti i suoi traumi pregressi si riflettevano in una postura del corpo innaturale, come se fosse stata congelata in particolare nei movimenti degli arti superiori.

Quando Dacheline ha compiuto 3 anni e ha raggiunto quindi l'età scolare, i suoi genitori non hanno ritenuto importante iscriverla a scuola. Le difficoltà economiche di una famiglia haitiana di 8 figli sono tante, ed è probabile che i genitori di Dacheline abbiano reputato superfluo e addirittura inutile sforzarsi di trovare i soldi per pagare le rette scolastiche, a maggior ragione per una bambina che dimostrava seri problemi fisici ed evidenti disturbi psicologici.

Ma dopo un paio d'anni, da molto lontano si è materializzata una mano tesa, pronta ad aiutare Dacheline e la sua famiglia a rialzarsi. La bimba infatti è stata inserita nel programma di sostegno a distanza Avsi: gli assistenti sociali hanno compiuto un lungo processo di sensibilizzazione verso i genitori di Dacheline, affinché comprendessero l'importanza di un'istruzione.

Dacheline ha così cominciato a frequentare la scuola. Ha trascorso un anno in una classe normale, per poi essere inserita in una classe speciale con un insegnante di sostegno specializzato. E dopo due anni di scuola questa bambina il cui destino sembrava già scritto ha cominciato a parlare. Ha cominciato ad avvicinarsi agli altri bambini. Ha cominciato a giocare e parlare con loro. Gli operatori sociali hanno seguito lei e la sua famiglia passo dopo passo. I genitori hanno smesso di vederla per ciò che non riesce a fare, ma solo per quella che è, esattamente come ve la immaginate: una splendida bambina di 9 anni, che grazie al programma di sostegno a distanza Avsi ha cominciato a sorridere alla vita. Se avete immaginato tutto questo, forse vi verrà spontaneo immaginare anche che la prima parola che Dacheline ha pronunciato è stata "felicità".

Per maggiori informazioni consultare il sito: www.avsi.org

Francesco Rosati
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