Un investimento sicuro? La donna

La conferenza internazionale "Women Deliver 2013" di Kuala Lumpur ha ribadito che il rafforzamento del ruolo della donna nella società è un fattore chiave di sviluppo

07/06/2013

Dal 28 al 30 maggio a Kuala Lumpur, in Malesia, si è tenuta la conferenza internazionale "Women Deliver 2013", un appuntamento che ha raccolto da tutto il mondo centinaia di Ong, agenzie delle Nazioni Unite, fondazioni filantropiche e rappresentanti governativi con l'obiettivo di ridiscutere ruolo e diritti della donna e il progresso nella rimozione delle discriminazioni di genere nella società.

Nei seminari e dagli interventi dei partecipanti è emerso a chiare lettere, ancora una volta, che il rafforzamento del ruolo e il consolidamento dei diritti delle donne è un fattore chiave nella lotta alla povertà. Ne consegue che la donna, in ogni società del mondo, può e deve rappresentare un motore imprescindibile di sviluppo di un Paese. Altrettanto importante l'indicazione della centralità del diritto alla salute della donna, con particolare riferimento a quella materna e neonatale.

Rispetto alla prima conferenza "Women Deliver" nel 2007, si è constatato un impegno globale mai verificatosi prima: i diritti delle donne sono ormai effettivamente al centro dell'agenda internazionale e molti progressi sono stati fatti. La mortalità per cause legate al parto, per esempio, è diminuita del 47 per cento negli ultimi 20 anni. Eppure permangono ancora forti diseguaglianze di genere e in alcuni Paesi dell'Africa subsahariana la situazione è addirittura peggiorata.

Per quanto concerne il diritto alla salute, infatti, l'esperienza sul campo ha dimostrato che garantire solo servizi sanitari non è sufficiente. Un cambiamento reale passa necessariamente attraverso l'attacco a fattori di sistema pervasivi, come la diseguaglianza di genere e la violenza che minano il diritto alla salute della donna in tutto il mondo.

Naturalmente si tratta di un processo nel suo complesso lento e graduale: trasformare consuetudini sociali fortemente radicate, compresa anche la partecipazione della donna a compiti di responsabilità nella società, richiede tempo e pazienza.

Eppure, ancora una volta, l'esperienza sul campo ha dimostrato che piccoli ma significativi cambiamenti nelle norme di genere e nelle modalità di accesso e condivisione della responsabilità socio-politica possono essere raggiunti in un tempo relativamente breve e portare a un concreto miglioramento nella vita delle donne e delle loro famiglie.

Un esempio fra tanti può risultare illuminante. In una delle regioni più povere del Peru, l'Ong Care ha lavorato in partnership con una rete di donne indigene per identificare gli ostacoli sociali e culturali a cure ostetriche d'emergenza. L'attività di sensibilizzazione e informazione nelle comunità e la parallela adozione di pratiche mediche più consone e rispettose della salute e della dignità della donna, ha portato in soli 4 anni a un calo del 49 per cento delle morti legate al parto e alla gravidanza in quelle comunità.

In sostanza la conferenza "Women Deliver" è stata un necessario promemoria per ricordarci che il rafforzamento del ruolo della donna, l'uguaglianza di genere e i diritti umani devono essere al centro di ogni sensato piano di sviluppo socio-economico. Non solo nel Sud del mondo. E che la difesa della dignità della donna passa anche attraverso la tutela del suo diritto alla salute, sia attraverso la rimozione di ostacoli tecnico-logistici, sia tramite la messa in discussione di norme, legate al genere, restrittive e retrograde.

Per maggiori informazioni consultare il sito: www.womendeliver.org

Francesco Rosati
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