Papa Francesco: «Incontrare Dio nelle città»

Quand'era ancora cardinale, Jorge Mario Bergoglio pronunciò il discorso "Dios en la ciudad" durante il Primo congresso di pastorale urbana a Buenos Aires nel 2011. Ecco alcuni passi.

Gesù nella città

16/03/2013

«Le immagini del Vangelo che più mi piacciono sono quelle che mostrano ciò che Gesù suscita nella gente quando la incontra per la strada. L’immagine di Zaccheo che, non appena apprende che Gesù è entrato nella sua città, sente che si risveglia in lui il desiderio di vederlo e corre a salire sull’albero. La fede farà sì che Zaccheo smetta di essere un “traditore” al servizio di se stesso e dell’Impero, e diventi cittadino di Gerico, stabilendo relazioni di giustizia e solidarietà con i suoi concittadini. L’immagine di Bartimeo che, quando il Signore gli concede la grazia che desidera – “Signore, che io veda” - lo segue per la sua strada. A causa della fede Bartimeo smette di essere un emarginato, steso ai bordi della strada e diventa protagonista della propria storia, camminando con Gesù e il popolo che lo seguiva. L’immagine dell’emorroissa, che tocca il suo mantello in mezzo a una moltitudine che schiaccia Gesù da ogni lato e attrae il suo sguardo rispettoso e pieno di affetto. Attraverso la fede, l’emorroissa si fa includere in una società che discrimina le persone per alcune malattie considerate impure. Sono immagini di incontri fecondi. Il Signore semplicemente “passa facendo il bene”. Ci si meraviglia vedendo ciò che hanno nel cuore molte persone che, escluse dalla società e ignorate da tanti, entrando in contatto con il Signore, si riempiono di vita piena e questa vita cresce integralmente, migliorando la vita della città».

«Nel  Documento di Aparecida (2007) delle Conferenze episcopali latino-americane, si propone e si raccomanda “una nuova pastorale urbana che si predisponga all’incontro, accompagni, sia fermento”. Vorrei approfondire l’effetto che queste attitudini producono sul nostro sguardo, sul nostro immaginario teologico. Se è vero che si è passati da un soggetto cristiano il cui sguardo era “sopra” la città, modellandola, ad un soggetto immerso nel crogiuolo dell’ibridazione culturale e che subisce le sue influenze ed effetti, è necessario ricollegarci con lo “specifico cristiano” per poter dialogare con tutte le culture: con una cultura cristiana, ispirata dalla fede, la cui struttura di valori ci fa sentire a casa; con una cultura pagana, i cui valori si possono distinguere con una certa chiarezza; e con una cultura ibrida e molteplice come quella che è ora in via di sviluppo e che richiede più discernimento».


Questo brano fa parte del libro "Dio nella città", in regalo con il nuovo settimanale Credere.
Maggiori informazioni su credere.it

traduzione di Myriam Boffi
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