Sciocchezze, ma non si può dire

Due casi di verità deformata che riguardano Famiglia Cristiana e la stampa cattolica. Ma la smentita è impossibile.

Mi smentisci? Non ti pubblico

10/12/2011

Che cos’è la verità? Si chiedeva Pilato davanti a un Gesù di Nazaret vittima dei potenti del suo tempo. E che cos’è la verità oggi storpiata dai poteri mediatici che si riempiono la bocca di democrazia, ma poi non hanno il coraggio di registrare una pur lieve voce di precisazione e smentita?


     I fatti. Un settimanale, noto per il suo anticlericalismo, dedica un lunghissimo articolo ai presunti privilegi e favori che la Chiesa riceverebbe dallo Stato attraverso l’otto per mille. Infilza una serie infinita di corbellerie, ma tocca i vertici  del ridicolo e dell’imprecisione (perché non c’entra nulla con l’otto per mille) quando aggiunge all’insieme, come ciliegina sulla torta, anche i presunti privilegi goduti dalla stampa cattolica, sprezzantemente definita quella delle “sante gazzette” con “testate improbabili”. Tra queste “sante gazzette” vengono citate anche Famiglia Cristiana e Avvenire

     Qual è la tecnica usata? Quella delle mezze verità, ovvero di dire una cosa, ma di tacere il resto. È vero infatti che tante testate cattoliche usufruiscono di benefici da parte dello Stato, ma sono gli stessi benefici goduti da tutta una serie di testate, religiose e non, sante e laiche. Si tratta di una legge dello Stato volta a mantenere il pluralismo dell’informazione con dei contributi ai più deboli, così come esiste una legge che aiuta l’emittenza locale di fronte allo strapotere dei grandi monopoli.  Dov’è dunque lo scandalo? Solo nella testa di chi monta il caso.

     Logica vorrebbe perciò che chi ha preso una tale cantonata facesse un atto di umiltà e pubblicasse eventuali precisazioni. Invece cala il silenzio e non viene pubblicata una riga di chi prova a far presente l’errore. È successo che Avvenire sia intervenuto con più pezzi sull’argomento. Così pure il presidente della Fisc (la federazione italiana dei settimanali cattolici) ha pubblicato un intervento molto pertinente e documentato (vedi anche l'altro articolo). Anche l’ufficio stampa di Famiglia Cristiana ha inviato al settimanale una breve nota, rimasta impubblicata. 

     La riportiamo: "Gentile direttore, riguardo l'anticipazione del libro di Stefano Livadiotti I senza Dio, pubblicata da l'Espresso del 24 novembre scorso, non intendo replicare a quanto Livadiotti scrive sull'otto per mille alla Chiesa cattolica. Non mi pare però segno di onestà intellettuale l'affiancare al discorso sull'otto per mille il tema dei contributi statali all'editoria. Discutibilissimo anch'esso, se si vuole, ma che certamente non riguarda solo l'editoria cattolica. Sarebbe bastato, per dare le proporzioni, citare a fronte delle cifre riportate da Livadiotti per Avvenire e Famiglia Cristiana, l'entità delle somme che percepiscono giornali come L'Unità e la Padania, il Foglio e il Secolo d'Italia, magari anche L'Avanti! di Lavitola... 

     Qui sta, a nostro modo di vedere, la disonestà intellettuale di chi ha imbastito il servizio: perché questi ultimi no e le "sante gazzette" sì? Possibile che in Italia si debba ragionare sempre in termini di anticlericalismo anziché di leggi uguali per tutti? E usare toni dispregiativi verso chi si vuole additare come avversario? 

Cordiali saluti 
Mauro Broggi,  direttore Comunicazione St Pauls International e Periodici San Paolo".

     Altro episodio. Prendendo spunto dagli 80 anni di Famiglia Cristiana, un giornalista di un quotidiano dedica un’intera pagina alla storia del nostro settimanale e ne approfitta per rievocare alcuni episodi critici. Sulla storia di un giornale si possono avanzare tante opinioni e tutte plausibili, si può andare a spulciare su tutto e trovare qualcosa da dare in pasto ai lettori a mo’ di gossip e di pettegolezzo. Ma mettere in dubbio le posizioni dottrinali di un giornale come Famiglia Cristiana e dei suoi direttori non è accettabile. 

     È quanto ha fatto il quotidiano in questione, che ha attribuito a uno dei direttori di Famiglia Cristiana,  don Leonardo Zega, “posizioni spregiudicate sull’etica sessuale”. L’articolo non documenta alcuna “spregiudicatezza”, ma tanto basta per denigrare e infangare la memoria di un sacerdote che ha servito la Chiesa italiana per circa trent’anni.

    Siccome per un sacerdote le questioni morali e dottrinali sono parte fondante del suo ministero, attribuire a don Zega spregiudicatezza in questo campo significa danneggiarne la memoria. Anche in questo caso l’ufficio stampa del nostro settimanale ha inviato una lettera al direttore del quotidiano. Abbiamo atteso invano che il  quotidiano pubblicasse, ma evidentemente anche qui la democrazia è a senso unico e la verità è solo quella di chi scrive. 

     Ecco il testo inviato: "Gentile direttore, La ringrazio per l'attenzione prestata da La Stampa per gli 80 anni di Famiglia Cristiana con l'articolo del 20 novembre scorso "Famiglia Cristiana, il marketing della fede porta a porta". Ci preme però fare presente che mai Famiglia Cristiana e tantomeno uno dei suoi storici direttori, don Leonardo Zega, hanno assunto "posizioni spregiudicate sull'etica sessuale" che "non piacciono al Vaticano". Famiglia Cristiana e tutti i suoi direttori hanno sempre proposto la dottrina della Chiesa, in materia sessuale come in tutti gli altri aspetti della morale cattolica. 

Con i migliori saluti
Mauro Broggi, direttore Comunicazione St Pauls International e Periodici San Paolo".

     Un bel libro pubblicato nel Regno Unito parlava significativamente della professione giornalistica come di un “potere senza responsabilità”. Sarebbe ora che al potere si affiancasse la responsabilità. Non c’è legge che la imponga, ma non è un caso se una delle categorie più screditate in Italia di fronte all’opinione pubblica è quella dei giornalisti.

Giusto Truglia

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Postato da Franco Salis il 12/12/2011 13:57

@folgore il 12/12/2011 00.53 01.12,hai diritto a mie spiegazioni. In effetti mi sono espresso male: Sembrerebbe, da quel che ho detto, che il DNA non abbia una valenza scientifica, sarebbe ridicolo affermare questo e non il contrario. Quello che volevo dire è che, pur eventualmente essendovi stato lo stupro, non è detto che abbia prodotto quel figlio . Spero di essere stato chiaro e di non ingarbugliare ulteriormente le cose. Per il resto mi citi una sola fonte! Se non ho capito ancora una volta male. Allora una notizia non fa informazione: ne occorrono tre o quattro, meglio se di più, provenienti da fonti diverse e convergenti. Invece qui io posso solo prendere atto che la Stampa, grazie a te ho visto che vaticaninsider è un prodotto della Stampa. Nel momento che avanzo dubbi ,(dubbio= forza di ricerca = fatto positivo)vuol dire che non ho condannato nessuno. Il fenomeno dei preti pedofili è talmente grave e vasto, che non sarà cancellato da uno accusato innocentemente. Per quel che riguarda padre Kevin Reynolds, ribadisco ciò che, su tuo suggerimento, ho letto su vaticaninsider: C’è stata una transazione extra giudiziale, che l’autorità giudiziaria ha ratificato quindi accettando per buone le parti, senza entrare nel merito. Dov’è la “assoluzione”? Ehi, folgore, sto parlando di cose di questo mondo. In USA le vittime sono stati tutte(?) indennizzate. E chi mi dice che qualcun altro non si svegli e dica falsamente "ehh facile avere soldi adesso accuso anch’io". Vedi il mio modo di ragionare. Avanzare dubbi da una parte e dall’altra, sino a quando non avrò le prove provate. Certamente dovrei sforzarmi di rendere lo stile più elegante.Pace,ciao

Postato da folgore il 12/12/2011 01:12

http://vaticaninsider.lastampa.it/homepage/nel-mondo/dettaglio-articolo/articolo/ireland-irlanda-irelan-abusi-abuse-abusos-televisione-television-television-10555/ @@@@@ Salis, leggi bene....e vedi se c'è stato un pagamento. Che poi il test del DNA non serva per un esame della paternità, beh siamo ad una tua affermazione. Sarebbe come dire che se una signora mi accusa di avere avuto un figlio con lei non posso che dire si. In ogni caso chiedere un test sarebbe ridicolo? E se mi accusa di stupro non posso difendermi in quanto ve ne sono altri che effettivamente violentano? Strano modo di intendere la Giustizia.

Postato da folgore il 12/12/2011 00:53

Si parla di un esempio, non di pedofilia. Se uno è INNOCENTE che ci azzecca un fenomeno, lui è innocente e una certa stampa l'ha infangato. Caro Franco Salis, il fatto che esista il fatto della pedofilia non autorizza a condannare via stampa una persona. Se non ti è chiaro, beh me ne dispiace.

Postato da Franco Salis il 11/12/2011 19:35

Mi sarei aspettato da folgore che mi dicesse quanti sono stati i preti pedofili accertati in Irlanda (ma anche nel mondo).NON TROVI ESTREMAMENTE SCORRETTO CHE UNA EVENTUALE NON COLPEVOLEZZA SI ESTENDA A CENTINAIA DI CASI? Il capo del governo irlandese ha calcato ulteriormente la mano in PARLAMENTO , per cui il Papa o per esso Bertone ha richiamato il suo ambasciatore da Dublino. Chi mi dice che le parti non siano invertite e cioè che sia stato padre Kevin Reynolds ad aver pagato la RTE giacché questa non naviga nell’oro? Ma che strano La RTE prima accusa con prove poi si rimangia tutto, ma che cosa credi che siano tutti come il tuo amico che ha distrutto Boffo ,per fare un favore all’altro tuo amico fuggitivo? La disponibilità del padre Kevin Reynolds a sottoporsi o all’analisi del DNA è semplicemente ridicola, perché non prova nulla. E poi quando è avvenuta l’assoluzione? A me risulta una transazione stragiudiziale sebbene confermata dalla Corte di una ingente somma di un milione di Euro. Ma scusa da dove una tv irlandese avrebbe potuto tirare quella somma? Ma sai quanto è costato al U.K la visita del Papa ,proprio perché si temeva una “vendetta” degli irlandesi? Ma è possibile che ancora non hai capito che prima di assumere certe posizioni bisogna sentire tutte le campane, anzi che muoverti dal sentimento di vendetta verso F.C. rea di aver condotto una campagna contro il tuo amico fuggitivo? Un po’ di dignità. Beh, adesso suonamene pure, tanto ho la pelle di carapace

Postato da folgore il 10/12/2011 20:30

La stampa? Vogliamo parlare del modo in cui è stato trattato il caso di padre Kevin Reynolds? Perché voi, da certa stampa italiana c'è poco da aspettarsi, a Famiglia Cristiana non avete posto in luce la sua assoluzione?

Postato da luciocroce il 10/12/2011 19:20

In Italia la Chiesa è "perseguitata"?! Mah!

Postato da Andrea Annibale il 10/12/2011 16:24

Si sta montando una campagna diffamatoria contro la Chiesa sotto vari aspetti. Tempo fa proposi su internet di creare un polo televisivo per dare voce ai laici (vendendo una rete RAI ed una rete Mediaset) così come già ci sono o perlomeno c’erano trasmissioni televisive che danno peso a protestanti ed ebrei, fermo restando che la stragrande maggioranza della popolazione italiana è cattolica. Come proposto dal Cardinale Ravasi con il Cortile dei gentili e dal Cardinale Martini durante il suoi anni a Milano, Roma e Gerusalemme, non ci si deve mai stancare di cercare il dialogo con i non credenti, anche quando una parte del mondo ateo e anticlericale solleva un polverone indecente contro la Chiesa ed il Vaticano. Tale dialogo va però portato avanti senza false speranze e senza facili illusioni. Molti di loro, come ho ammonito a suo tempo in un commento al blog di Famiglia Cristiana, sono in mala fede ed è estremamente difficile interloquire con chi è in mala fede. Con la forza della preghiera si può ottenere molto per cui invito me stesso e chiunque voglia a pregare per la Chiesa perseguitata. Preghiamo inoltre per i persecutori ed amiamo i nemici come ci insegna Gesù (Matteo 5, 44). Mi spiace che molti anticlericali non capiscono che combattendo la Chiesa condannano semplicemente sé stessi. A don Giusto Truglia e a Famiglia Cristiana tutta la mia solidarietà ed il mio plauso per l’articolo che avete pubblicato. Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

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