In conclusione: la famiglia è risorsa insostituibile, per accogliere e valorizzare le differenze

19/04/2014

[…] non basta una strategia di non belligeranza, per affrontare davvero la sfida di una società aperta e capace di accogliere e valorizzare le differenze.

E non basta nemmeno un buon sistema di norme e regole nazionali o internazionali (pur assolutamente necessarie).

La costruzione di una società capace di pluralismo relazionale chiama in causa in primo luogo le famiglie, proprio perché la relazione è costitutiva dell’esperienza familiare, proprio per il loro essere luogo di riorganizzazione simbolica, culturale e operativa delle scelte individuali e delle scelte sociali. In effetti, sempre con le parole di Pierpaolo Donati (p.57), “potrebbe venire un giorno in cui le identità familiari (a partire da quelle di padre, madre, figlio) potrebbero diventare più importanti delle identità nazionali, di appartenenza ad uno Stato-nazione, e quindi potrebbero attraversare i confini della cittadinanza statuale. Quel giorno, forse, una nuova alleanza fra le famiglie, attraverso generazioni "cosmopolitiche" (non nel senso astratto della modernità, ma della universalità contenuta in ogni appartenenza), potrebbe dare ai cittadini di tutto il mondo le capacità e la forza di creare azioni collettive in cui la famiglia, lungi dall'essere considerata un residuo culturale del passato, diventa il motivo e l'emblema di una società mondiale più solidaristica”.

(Francesco Belletti, pp. 256-257)

 

 

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