Di fronte al futuro e alla vita, con o senza fede.. con una passione da ultras

24/08/2011

Oggi si dichiara apertamente cattolico il 52,8% dei giovani italiani d'età compresa tra i 18 e i 29 anni: nel 2004, era il 66,9%. Meno 14% in appena sei anni.
Alla forte riduzione della percentuale di chi si dice cattolico non corrisponde, però, una riduzione netta di chi ritiene importante la religione per la propria vita (si scende appena del 3%), ma, anzi, si registra un leggero aumento di chi la definisce "molto importante" (l'incremento è dell'1,8%).

In generale, alla fede viene riconosciuta una funzione di sostegno (sia psicologico che relazionale) e di guida (offre un senso, dà speranza); meno un valore di riferimento morale. La fiducia nella Chiesa crolla tra i non credenti (soltanto il 2% la definisce "alta" o "molta alta") e si affievolisce tra i praticanti, attestandosi al 39%.

È quanto emerge da una ricerca realizzata da Istituto IARD RPS che - su commissione della diocesi di Novara, nell'ambito del progetto Passio 2010 - ha indagato sul rapporto che le nuove generazioni di italiani hanno con la fede. 
Rispetto alle recenti indagini, e in particolare alla Sesta indagine dell’Istituto IARD sulla condizione giovanile in Italia del 2004 a cui si riferiscono i confronti, si osservano in particolare due fenomeni. Si tratta di una conferma e di una parziale novità. Da un lato, infatti, si rafforza la religiosità del "fai-da-te" di cui i sociologi parlano da decenni. Dall'altro si assiste a una polarizzazione delle scelte: chi rimane cattolico è sempre più convinto; quanti non lo sono mai stati o non lo sono più dimostrano una distanza maggiore dalla Chiesa di Roma, talvolta una vera e propria ostilità, pur coltivando un certo interesse per la dimensione spirituale. Fanno irruzione in questo delicato campo meccanismi tipici del tifo calcistico. O di qua o là, con una passione da ultras.

Secondo il sociologo Riccardo Grassi, curatore della ricerca, "siamo di fronte all'onda lunga di un trend che ha radici più lontane nel tempo, ma che si è accentuato negli ultimi anni e che vede una tendenza sempre più marcata a una gestione privatistica della fede, che pone pochi vincoli all'individuo, ma che nel lungo periodo diventa incapace di rispondere a quelle funzioni di costruzione di significato e di sostegno che gli stessi giovani riconoscono alle religioni".

 

(Istituto IARD RPS (in collaborazione con SWG srl) - Committente: Associazione culturale “La Nuova Regaldi”  - Periodo rilevazione: dal 22/03/2010 al 26/03/2010.
Tipo di rilevazione: sondaggio CAWI su un campione di 1.000 soggetti di età compresa tra i 18 e i 29  anni residenti in Italia, rappresentativi dell’universo di riferimento (su 4.319 contatti). Tutti i parametri sono uniformati ai più recenti dati forniti dall’ISTAT).

 

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