Famiglia, serve un sostegno deciso

Anticipiamo il "Primopiano" del n. 46 di Famiglia Cristiana, in edicola dal 10 novembre. In Italia c'è un sistema fiscale iniquo. Il caso di Paesi come la Francia o la Spagna.

09/11/2010

L’appello del Papa, lanciato da Barcellona, non lascia dubbi su ciò che i Governi devono fare per la famiglia: sostenerla. E il sostegno dev’essere deciso, perché le promesse non bastano più. Non si può dire che la famiglia sta al centro delle preoccupazionie, al tempo stesso, non approvare misure economiche strutturali per una vera politica a suo favore. L’appello di Benedetto XVI è chiaro, ma altrettanto severo: «L’uomo e la donna che si uniscono in matrimonio e formano una famiglia siano decisamente sostenuti dallo Stato».

    La Chiesa lo ripete da tempo. Così come il Forum e le associazioni dei cattolici che si occupano di famiglia continuano a chiedere impegni certi, tempi definiti e denaro per politiche familiari. Soprattutto oggi, con la grave crisi che, in molti Paesi, ha colpito per prime le famiglie, facendole scivolare spesso sotto la soglia della povertà. In Italia i dati sono drammatici. Ma anche in Spagna. In altri Paesi europei politiche più decise hanno permesso di affrontare meglio la crisi. Ma si tratta di scelte che affondano le radici nel tempo e che hanno contribuito a creare una cultura economica e fiscale amica della famiglia. Senza scontri ideologici.

    È il caso della laica Francia, dove le politiche a sostegno della famiglia sono in atto da decenni e sono diventate patrimonio comune. La famiglia è la spina dorsale di ogni nazione. Per questo va sostenuta, pena la crisi del Paese. In Italia le famiglie sono sottoposte a un sistema fiscale iniquo. Nonostante la crisi, hanno reagito con ulteriori sacrifici, evitando il tracollo al Paese. È il welfare familiare, quello informale ma decisivo, che permette la cura di anziani e disabili. O l’assistenza dei giovani senza lavoro.

    In Spagna la base è stata allargata, con l’introduzione di nuove figure di famiglie, contestate dalla Chiesa, che hanno portato a restringere la fetta di welfare per la famiglia tradizionale e naturale, quella formata dall’incontro di un uomo e una donna, che generano figli all’interno del matrimonio. Il Papa a Barcellona ha evitato di intervenire su una polemica che ha diviso e divide. Ha semplicemente detto che la famiglia tradizionale va «decisamente» sostenuta dallo Stato. Ciò vale per tutti i Paesi, indipendentemente da altre scelte che la politica ritiene di fare.

    Bisogna, insomma, sostenere la famiglia. Ma anche la donna, con «adeguate misure economiche», perché «possa trovare la sua piena realizzazione in casa e nel lavoro». La questione è delicata, perché spesso non si trovano i soldi per “conciliare famiglia e lavoro”. L’appello del Papa è giunto mentre, a Milano, si svolgeva la Conferenza nazionale sulla famiglia. Le proposte concrete, contenute nel documento che il Forum delle Associazioni familiari ha fatto avere al Governo, indicano una strada da percorrere. È tempo di procedere coi fatti. Senza più indugi.

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Postato da dino avanzi il 13/11/2010 17:07

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