Dossier: spari mentre il Governo giura

Il gesto di un folle che, però, si inserisce in una grave crisi economica e sociale. Quali sono i rischi e le risposte da dare per fermare la violenza.

Coraggiosi in Rete, paurosi fuori

28/04/2013
Uno dei carabinieri feriti a Roma (Ansa).
Uno dei carabinieri feriti a Roma (Ansa).

Avete mai fatto caso a quanto succede nei cinema? Finché la vicenda scorre normalmente, molti nel pubblico chiacchierano come se niente fosse. Appena nel film qualcuno spara, il chiacchiericcio si interrompe e il pubblico, compatto, presta finalmente attenzione alle storia. E' infantile, roba da bambini che si tacciono quando la maestra batte e mani e non prima, ma è così. Ed è lo stesso meccanismo scattato nelle scorse ore dopo che Luigi Preiti ha sparato contro i carabinieri di guardia alla sede del Governo, a Roma.


Perché in momenti come questi, tutti prendono finalmente coscienza di che cosa esattamente sono le istituzioni e gli uomini che, in qualunque ruolo, per esse lavorano: la barriera, l'unica credibile che abbiamo saputo costruire, contro la banalità e la pervasività del male. 

Chi ha frequentato la Rete in queste settimane l'ha trovata debordante di pensieri aggressivi, anzi violenti. Di insinuazioni. Di incitamenti a prendere la giustizia (quale?) nelle proprie mani (di chi?). E' il rivolo di incoscienza che fa da sponda puntuale alle bordate dei politici e delle personalità pubbliche, che fin troppo spesso evocano scenari allarmanti (gente in strada armata di doppiette o di bastoni) senza mai valutare il potere evocativo di certe immagini e, in ogni caso, senza mai prendersi la minima responsabilità se poi qualcuno, disturbato o no che sia, traduce in corpo e sangue le loro fantasia.

Ma torniamo ai comuni cittadini, cioè a noi stessi. A questi cowboy della Rete è mai capitato di avere un problema? Di subire un furto o avere un incidente d'auto? O anche solo di uscire di casa sperando di trovare i negozi aperti, le banche funzionanti, i treni che vanno? Ecco, in quei momenti dovremmo ricordarci che tutto ciò non accade per miracolo o perché il popolo è tanto onesto e buono, ma perché ci siamo dati, con tanti sacrifici, le istituzioni.

I carabinieri feriti davanti alla sede del Governo sono colleghi di Tiziano Della Ratta, 35 anni, il carabiniere ucciso in Campania durante una rapina; e colleghi pure di quei carabinieri che hanno scoperto il colpevole di un delitto avvenuto a Pavia. Altro che la giustizia del popolo. 

Fulvio Scaglione



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