E la malaria uccide un bimbo al minuto

Il 25 aprile è la giornata mondiale dedicata alla malaria. Nei Paesi poveri è una delle grandi cause di morte che falcidia i più deboli. L’impegno di tre grandi Ong per combatterla.

Medici senza frontiere lancia “l’allarme Congo”

25/04/2012
Una distribuzione di zanzariere in Zambia (Foto: Reuters).
Una distribuzione di zanzariere in Zambia (Foto: Reuters).

Un bambino ogni minuto. Nel tempo di leggere queste righe la malaria mieterà un’altra piccola vittima. Insieme alle donne (specie in gravidanza), agli anziani, ai malati, alle persone più vulnerabili, i minori sono i più colpiti da questa subdola malattia, inoculata da un particolare tipo di zanzara, chiamata anofele.

     L’Onu dedica alla malaria il 25 aprile, perché almeno un giorno ogni anno lo sterminio silenzioso provocato dalla malattia nei Paesi poveri sia ricordato e si faccia il punto della situazione.

     Medici senza Frontiere (Msf) ha deciso di dedicare la sua attenzione alla Repubblica Democratica del Congo. Per lanciare l’allarme: nel grande e disastrato Paese africano si sta verificando da tre anni a questa parte un massiccio incremento dei casi di malaria che – scrive Msf – «sta travolgendo i sistemi di cura e prevenzione esistenti».

     La grande Ong internazionale chiede che vengano dispiegate e rafforzate le misure di risposta all’emergenza. «In sei province, cioè nella metà del vasto Paese», sottolinea l’organismo umanitario, «il numero di persone curate per la malaria nei nostri progetti è cresciuto del 250% dal 2009. Questa epidemia è particolarmente allarmante a causa del numero elevato di pazienti affetti da malaria grave che necessitano di trasfusioni di sangue e ricovero urgente per l’anemia indotta dalla malattia». Di fronte a una crisi di tali proporzioni, MSF ha annunciato di non essere in grado di rispondere da sola all’emergenza.

Il test "da campo" che si fa per verificare se il paziente è affetto dalla malattia (Foto Reuters).
Il test "da campo" che si fa per verificare se il paziente è affetto dalla malattia (Foto Reuters).

Nel 2009, Msf ha curato più di 45.000 persone con la malaria. Nel 2011, più di 158.000 persone. E, nei pochi mesi del 2012, oltre 85.000.

     Le cause dell’epidemia non sono chiare, i medici dell’Ong stanno facendo ricerche per capirle. Quel che è chiaro, però, è che la crisi avviene nel contesto di un sistema sanitario gravemente carente di risorse a tutti i livelli: «Il Paese», scrive ancora Msf, «manca di farmaci adeguati, forniture mediche, e personale medico qualificato. La prevenzione della malaria e i sistemi di controllo sono carenti. La malaria è la principale causa di morte nella Repubblica Democratica del Congo e, ogni anno, uccide circa 300 mila bambini sotto i cinque anni».

     Msf esorta il governo congolese e le altre organizzazioni sanitarie (nazionali e internazionali) a prendere misure rapide e sostenibili di prevenzione e trattamento per combattere questo flagello.

Luciano Scalettari
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