Animali e profitto

13/09/2012

È giusto, per difendere il made in Italy, far cessare le campagne animaliste contro industria della carne e pellicce?

Barbara C. - Modena


La morale cattolica non impone alcun obbligo né per l’alimentazione carnivora come nemmeno per quella vegetariana. Questo, tuttavia, non vuol dire che sia indifferente scegliere l’una o l’altra. Una, infatti, presuppone l’uccisione dell’animale, l’altra no. La scelta vegetariana è una scelta libera e consapevole, ma il messaggio è per tutti: «perché l’animale viva ». Al di là della scelta vegetariana o carnivora, tutti sono chiamati ad avvertire la differenza abissale tra il mangiare carne per necessità e l’industria della carne, fatta di mattatoi, allevamenti intensivi, lunghi trasporti nel patimento degli animali, quale è invalsa nelle società cosiddette avanzate. Inoltre, la morale cattolica, ma non solo questa, contrasta l’uso degli animali per la produzione e il commercio di pellicce. L’animale non è oggetto e strumento in funzione della vanità e del profitto economico che, anche ammesso che si raggiunga, è ingiusto. Il made in Italy è da incoraggiare, ma il fine buono non lo si ottiene con modalità immorali.

Luigi Lorenzetti
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