Pax Christi, per la Chiesa e il mondo

Si svolge in questi giorni il convegno nazionale di Pax Christi Italia all'insegna del tema: "E' l'ora della nonviolenza".

26/04/2013
Una manifestazione di Pax Christi.
Una manifestazione di Pax Christi.

La nonviolenza è parte integrante della famiglia umana. Un elemento variamente presente nella “compassione” orientale, nella satyagraha gandhiana, nella “misericordia” islamica, nell'ubuntu (in lingua bantu, “benevolenza verso il prossimo”) africano, nel buen vivir andino, nello shalom ebraico, nelle “beatitudini” evangeliche.


Parte da qui il Congresso nazionale di Pax Christi (Movimento cattolico internazionale per la pace) Italia, intitolato “È l'ora della nonviolenza – Spalancare la finestra del futuro, progettando insieme, osando insieme”, che si svolge dal 26 al 28 aprile, all'Istituto Seraphicum (via del Serafico 1), a Roma. Un appuntamento che si apre nel ventesimo anniversario della scomparsa di monsignor Tonino Bello, vescovo di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, e presidente di Pax Christi dal 1985 al 1993. Ma anche a cinquant'anni dall'enciclica Pacem in Terris, di papa Giovanni XXIII. 

«Nella nostra società - dice monsignor Giovanni Giudici, vescovo di Pavia, presidente di Pax Christi Italia -, la violenza è diventata, non più solo il confronto fra campi avversi, ma anche una questione presente quasi in maniera endemica nella vita sociale dei Paesi nelle varie aree del mondo, per cui c'è la spinta a considerare l'agire violento come quasi un fatto di cui non possiamo liberarci».
 
Il congresso, quindi, rifletterà sul disarmo, sulla giustizia sociale, sulla democrazia e sulla dimensione mondiale della società. Sarà monsignor Mariano Crociata, segretario della Cei, ad aprire i lavori, venerdì 26 aprile; seguiranno le relazioni di monsignor Giudici (Dalla bisaccia al sentiero: cammino e sfide di Pax Christi) e di José Henriquez, segretario generale di Pax Christi International (Pax Christi: la forza di una comunità grande come il mondo). 

Si riconoscono in Pax Christi International più di 100 organizzazioni in 50 Paesi. «Questa famiglia parla un bel po' di lingue e include più culture di quelle che siamo abituati a guardare nei nostri dintorni quotidiani - racconta José Henriquez -. Non è, però, solo l'aspetto geografico a definire l'internazionalità del nostro Movimento. A unirci è l'interesse comune alla costruzione della pace, la trasformazione nonviolenta dei conflitti e il rispetto dei diritti delle persone. Ci sta a cuore il bene comune della famiglia umana».

«Il nostro Movimento – spiega don Nandino Capovilla, coordinatore nazionale Pax Christi Italia – intende andare oltre la denuncia, e proporre un'alternativa. La scelta nonviolenta si pone, quindi, come la modalità di approccio alla risoluzione dei conflitti, che diventa anche una modalità di vita quotidiana. Questo ci apre al discorso della spiritualità della pace. Il nostro intendimento, perciò è duplice: da una parte, ci poniamo al servizio della Chiesa italiana per continuare a tenere aperto il vangelo della pace; dall'altra, siamo impegnati nella società civile e presso gli organismi preposti, nazionali e internazionali, a promuovere il disarmo».

Nel pomeriggio di oggi, alle 17, si terrà la tavola rotonda “È l'ora della nonviolenza. Per una Chiesa del grembiule in un Paese casa di tutti”, titolo che trova la sua ispirazione nella “Chiesa del grembiule” di don Tonino Bello, ovvero una Chiesa che dev'essere accanto a coloro che più sono in difficoltà. Interverranno Annachiara Valle (Famiglia Cristiana), Nicoletta Dentico (giornalista, già coordinatrice in Italia della campagna per la messa al bando delle mine), Sergio Paronetto (vicepresidente Pax Christi Italia). Nella stessa giornata si tiene la conferenza stampa di lancio della Campagna Scuole Smilitarizzate, rivolta ai ragazzi delle superiori.
 
La giornata di sabato 27 aprile sarà invece dedicata ai gruppi di lavoro che verteranno su: disarmo bene comune; giustizia sociale ed economia democratica; democrazia e cittadinanza; Chiesa in cammino e profezia della pace. Ancora due momenti significativi: sabato 27, alle 19, la proiezione del film su don Tonino Bello, “L'anima attesa”, che sta riscuotendo grande successo; a seguire, la lettura teatrale “Il volto Bello della Bibbia”, tratto dal libro di don Tonino, con l'attrice Laura Gambarin e, al pianoforte, Gianluigi La Torre. 

«Quello che forse oggi ci manca - dice Sergio Paronetto - è camminare insieme; risvegliare la fiducia nella possibilità di cambiare; sentire la pace, non solo come dovere, ma come piacere di vivere assieme come membri della famiglia umana; praticarla non solo come lotta tenace, a volte troppo allarmata, ma come movimento di amicizia liberatrice, come impegno alimentato dalla sapienza del sorriso». 

Don Nandino, in che momento storico ci troviamo rispetto ai temi della pace e della nonviolenza? «Noi poniamo la nostra fiducia nelle persone della strada. E poi in papa Francesco, che ha nominato più volte temi, quali la pace, la giustizia, il creato. In generale, il momento è difficile per i movimenti che si occupano di pace. Ma riscontriamo più attenzione da parte del mondo ecclesiale». 

Segretario Henriquez, che cosa pensa della recente approvazione dell'Onu del primo Trattato internazionale sul commercio delle armi convenzionali? «È un passo di grande rilevanza. Si pensi che ci sono più regole per il commercio delle banane che per quello delle armi! Il commercio delle armi non è ancora disciplinato da un accordo globale giuridicamente vincolante. Ci sono alcuni accordi commerciali internazionali, ma la maggior parte è di portata regionale e con gravi lacune nella copertura. Noi, perciò, continueremo a lavorare, passo dopo passo, per avanzare in questo percorso, che è appena iniziato. Adesso l'urgenza è la ratifica del Trattato da parte di almeno 50 Paesi».

I circa 200 congressisti saranno chiamati anche ad eleggere il nuovo Consiglio nazionale di Pax Christi - che resterà in carica quattro anni - e che, a sua volta, dovrà eleggere il presidente, il coordinatore nazionale e i coordinatori inter-regionali.

Romina Gobbo

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