Il Papa: "Giovani, ancoratevi al cielo"

Il pontefice all'udienza generale del mercoledì parla della resurrezione di Gesù come l'evento centrale della nostra fede. E invita a non perdere la speranza

03/04/2013
Papa Francesco in preghiera sulla tomba del Beato Giovanni Paolo II (Ansa)
Papa Francesco in preghiera sulla tomba del Beato Giovanni Paolo II (Ansa)

«Avanti giovani! Tenete forte la corda che ancora al cielo». Papa Francesco, nel corso dell’udienza di mercoledì mattina, la seconda del suo pontificato, si è rivolto particolarmente alle donne e ai numerosi ragazzi e ragazze presenti in piazza San Pietro. Alle dieci e un quarto, a bordo della consueta jeep bianca, il Papa è arrivato in piazza San Pietro, accolto da una folla immensa, tra cui anche i nuovi diaconi della Compagnia di Gesù, diecimila fedeli che partecipano al pellegrinaggio dell’arcidiocesi di Milano accompagnati dal cardinale Angelo Scola, e altri 300 provenienti invece dall’arcidiocesi di Modena-Nonantola, insieme con il loro vescovo monsignor Antonio Lanfranchi. Un quarto d’ora di saluti e di baci ai bambini prima di cominciare l’udienza.

«Cari fratelli e sorelle, Buongiorno!», ha esordito papa Francesco salutando gli oltre 50 mila presenti in piazza. «Riprendiamo la catechesi dell’anno della fede», ha poi continuato prima di spiegare la prima lettera di San Paolo ai Corinzi. Parla della morte e della Resurrezione. Spiega che «la morte e la resurrezione di Gesù sono il cuore della nostra speranza», insiste il Papa. «Anche tra i credenti si sono insinuati dubbi sulla verità della Risurrezione. Ma senza questa fede nella morte e nella risurrezione di Gesù la nostra speranza sarà debole, ma non sarà neppure speranza. Sarà quella fede all’acqua delle rose, diciamo noi».

Poi ha esortato le donne, in particolare le mamme: «Nei Vangeli le donne hanno un ruolo primario, fondamentale. Le prime testimoni della resurrezione sono le donne e questo è bello! Mamme, donne, fate questa testimonianza, avanti con questa testimonianza. Gli apostoli e i discepoli fanno più fatica a riconoscere la risurrezione, le donne no», dice il Papa. E ha aggiunto: «Sentiamo la gioia di essere cristiani, crediamo in un Risorto che ha vinto il male e la morte. Abbiamo il coraggio di uscire, per portare questa gioia e questa luce in tutti i luoghi della nostra vita. La Resurrezione di Cristo è la nostra più grande certezza, è il tesoro più prezioso: come non condividere con gli altri questo tesoro? Questa certezza non è solo per noi ma per essere trasmessa, per darla agli altri, per condividerla con gli altri».

Poi si è rivolto ai giovani, «siete numerosi», ha detto sorridendo. «A voi dico portate avanti questa certezza: il Signore è vivo e cammina con noi nella vita. Questa è la vostra missione. Portate avanti questa speranza, siate ancorati a questa speranza. Voi testimoni di Gesù, portate avanti il testimone che Gesù è vivo. Avanti! Tenete forte la corda che ancora al cielo». Alla fine, la sintesi della catechesi in diverse lingue e i saluti ai presenti.

Un saluto particolare il Papa lo ha rivolto ai pellegrini di lingua italiana. In particolare ha ricordato «il grande pellegrinaggio della diocesi di Milano, guidato dal cardinale Scola», ha detto, rivolgendo poi un saluto anche ai fedeli della diocesi di Modena-Nonantola, «ai nuovi diaconi della Compagnia di Gesù con i loro familiari, alle religiose e i religiosi, ai numerosi gruppi parrocchiali e alle associazioni. Per tutti invoco la gioia e la speranza che derivano dalla Pasqua di Cristo».

Con i fedeli di Milano il Papa, accompagnato dal cardinale Scola, si è soffermato a lungo salutando e stringendo mani. Particolare calore ha avuto con i ragazzi quattordicenni che si preparano alla cresima
. A loro aveva già rivolto l’invito, al termine dell’udienza, «che la vostra fede diventi convinta, robusta, come una pianta che cresce e porta buoni frutti. Il Vangelo sia la vostra regola di vita, come lo fu per San Francesco d’Assisi».

Martedì sera, 2 aprile, ottavo anniversario della morte di Giovanni Paolo II, dopo la chiusura serale della Basilica di San Pietro, il Papa, accompagnato dal cardinale Angelo Comastri e dal segretario monsignor Alfred Xuereb, si era recato sulla tomba di Wojtyla e si era inginocchiato in preghiera. Papa Francesco ha pure sostato brevemente in raccoglimento sulle tombe del Beato Giovanni XXIII e di San Pio X.

Annachiara Valle
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