Evoque, la Range Rover dell'era digitale

Provata l'auto inglese che sta letteralmente conquistando gli appassionati italiani per l'originalità del design. Trazione integrale di serie e motori elastici (di Pino Pignatta).

17/11/2011

«La più compatta, leggera ed efficiente Range Rover mai prodotta», secondo i responsabili Marketing della Casa automobilistica inglese, piace da impazzire agli italiani. Parliamo della Evoque: un successo. Va letteralmente a ruba: sono oltre 3.700 i clienti del nostro Paese che la stanno aspettando. C'è chi, per esempio, l'ha ordinata già qualche settimana, ha stipulato il contratto dal concessionario Land Rover e si è sentito dare come termine di consegna giugno 2012. E parliamo di un'auto che parte da 35.695 euro. Non male in un periodo in cui le vendite di automobili crollano soprattutto in Italia. Intanto, ecco un video girato a New York per gustarsi la Range Rover Evoque su strada e la sua "camaleontica" capacità di personalizzazione:


Per riassumere, ecco i numeri essenziali della Evoque: 12 colori di carrozzeria; 3 colori, a contrasto, del tetto; 8 stili di cerchi in lega, da 17” a 20”; 16 interni; 4 finiture metalliche e due – molto attuali - in legno; 3 colori del rivestimento del cielo del veicolo. Versatilità cromatica e allestimenti a parte, vale la pena capire i motivi del successo di questa Range Rover. La ragione è semplice: si chiama design. La Evoque non è carina. È stupenda. Mettiamola così: finalmente un Suv non banale, che esce fuori da coro, che che fa girare la testa, proprio come una bella donna. Perché è uno Sport Utility vehicle a tutti gli effetti, seppur con abbondanza di declinazioni fuoristradistiche, e ci perdonino i contestatori radicali di queste auto, per cui tutti i Suv sono "brutti e cattivi", sporcano l'ambiente, aggrediscono i pedoni, parcheggiano sui marciapiedi. Non sono i Suv a essere maleducati, ma chi li guida. Ecco un altro videoclip che racconta le "linee" Evoque:


Dunque la più audace evoluzione in una silhouette Range Rover - disponibile in due versioni: un coupé 3 porte davvero emozionante e un 5 porte che, a nostro giudizio, spezza un po' l'adrenalina del design - dimostra ancora una volta che in Italia la prima motivazione d'acquisto rimane la carrozzeria. È stato sempre così, lo sarà sempre. I francesi possono badare più al comfort e alla sicurezza (la Renault, per esempio, da anni conquista le "cinque stelle" nei crash-test); i tedeschi alla robustezza dei materiali e alla qualità di assemblaggio. Ma nonostante nel nostro Paese si affermino valori (sacrosanti) come la mobilità sostenibile o la sicurezza attiva e passiva, noi ci emozioniamo se un'auto ci "prende" al primo sguardo. Poi viene tutto il resto, ma prima il design, anche prima del prezzo. E in Italia se un'auto è davvero bella, il successo è assicurato. La Evoque lo dimostra.


Sottoposta a test severissimi

Non solo design, ovviamente. Un team di ingegneri ha portato a termine le prove in 20 Paesi diversi, nei climi più estremi, su tutti i tipi di superfici, strade, montagne. Dalle gelide regioni nordiche dell’Europa e del Canada, alla polvere del Medio Oriente e dell’America. Dalle autostrade tedesche, al traffico metropolitano di Tokyo, l’Evoque viene sottoposta a prove estreme, nelle più dure condizioni che un veicolo possa affrontare. In totale sono stati effettuati 16.700 test su tutti i componenti della vettura.

Fra i più severi:

8.000 km non stop alla massima velocità sul circuito del Nürburgring,
con un pilota da competizione, per testare al limite telaio, freni, motori e sistemi di raffreddamento.

Test di durata “Re delle Sabbie”: 30 giorni sugli sterrati del Medio Oriente, attraverso le dune, lungo le pendenze più ripide, e nel cuore del deserto.

Il ciclo più terribile del fuoristrada: migliaia di chilometri nel fango profondo e argilla al centro Land Rover di Eastnor Castle, nel cuore dell'Inghilterra, e infine nell’acqua e nei solchi dei campi prova militari, dove si testano cingolati e veicoli per il trasporto truppe.


Motori, potenza e off-road

Nonostante questi test, indispensabili per un brand inglese che ha fatto delle doti fuoristradistiche il punto d'eccellenza, la Evoque è la prima Range Rover ad offrire l’opzione di una versione a trazione anteriore (la trasmissione è offerta di serie con la trazione integrale, essendo ovviamente il 4X4 nel Dna di questo brand) per i clienti interessati più alla riduzione dei consumi e delle emissioni. In questo video la prova in Inghilterra delle prestazioni sull'erba e delle varie potenzialità del sistema off-road:



La gamma di motori turbocompressi, benzina e diesel, garantisce potenza e coppia. Noi abbiamo provato il 2.2 litri turbodiesel da 140 CV (c'è anche la versione da 190 cv) con cambio manuale a sei rapporti, e siamo rimasti impressionati dall'incredibile elasticità del motore: anche a bassissimi regimi di rotazione, garantisce una capacità di ripresa i "quarta" e "quinta" senza scalare la marcia. Il motore a benzina è un 2.0 litri da 240 CV che, secondo le indicazione degli ingegneri Land Rover, combina la raffinatezza di un sei cilindri con i ridotti consumi di un quattro cilindri.

Le unità con trasmissione manuale a sei rapporti sono equipaggiate con sistema Stop-start, che riduce di un ulteriore 8% i consumi e le emissioni di CO₂. Per risultati ecocompatibili ancora inferiori è disponibile la versione a trazione anteriore con cambio manuale, le cui emissioni di CO2 non raggiungono i 130 g/km (sul modello Coupé).


Un concentrato di tecnologia che guarda al futuro

Ciò che ci ha colpito di più, al di là del design, come esperienza di guida e di vita a bordo, nei dieci giorni in cui noi di Famigliacristiana.it abbiamo avuto modo di provare la Evoque, è il cuore del sistema di controllo: il touch screen Range Rover da 8 pollici ad alta definizione, grafica nitida, struttura intuitiva dei menu (anche se con un navigatore satellitare eccellente e preciso una volta scelta la destinazione, ma non immediatamente intuitivo in fase d'impostazione). Uno schermo che include l’audio, il video, il navigatore e il telefono. Addirittura, può essere richiesto anche con la tecnologia Dual View, che permette al guidatore e al passeggero di seguire - contemporaneamente e sullo stesso schermo - contenuti totalmente indipendenti: ad esempio, il passeggero può guardare un film in DVD, mentre il guidatore si affida alle indicazioni del navigatore (e ovviamente per la sicurezza stradale speriamo non accada mai il contrario).

Ci ha impressionato anche la connettività: il vivavoce per il telefono cellulare (che ricordiamo non è uno sfizio, ma è obbligatorio, in alternativa con l'auricolare, secondo il Codice della Strada, perché riduce la guida distratta) è assicurato dalla connettività Bluetooth, che permette a un cellulare compatibile di comunicare con il sistema integrato nel veicolo. Il telefono può essere controllato dal touch screen da 8” e tramite i comandi sul volante, e scarica automaticamente i contatti della rubrica telefonica.

La Range Rover Evoque supporta anche l’audio streaming via Bluetooth, cosicché si può ascoltare la musica contenuta sul telefono cellulare, o su altri dispositivi portatili Bluetooth, direttamente con il sistema audio del veicolo. La connettività per gli iPod e i portatili MP3 o le memorie USB è assicurata da una vasta gamma d'ingressi, fra i quali una connessione diretta per iPod, prese USB e un ingresso ausiliario. Le funzioni principali dell’iPod possono essere semplicemente controllate tramite il display touch screen da 8”.


La guida senza stress con l'assistenza dell'hi tech

Tra le tecnologie più all'avanguardia sulla Range Rover Evoque c'è senza dubbio l'assistenza avanzata al parcheggio. L'abbiamo provata a Milano, ora di punta, pieno centro, e in una situazione "critica" come la concentrazione di auto in un evento affollatissimo come il Salone internazionale del motociclo. Montata per la prima volta su una Range Rover, questa tecnologia automatica facilita il parcheggio parallelo negli spazi ridotti delle aree metropolitane. L’Evoque monta, infatti, un sistema che consente di parcheggiare in spazi molto ristretti (solo 1,2 volte la lunghezza del veicolo); quando richiesto, il sistema permette al guidatore di far muovere il veicolo avanti e indietro sino a raggiungere la posizione di parcheggio migliore. Identificato, tramite i suoi sensori, uno spazio disponibile, il sistema sterza automaticamente il veicolo, mentre il guidatore aziona acceleratore, freni e frizione. Sullo schermo del cruscotto compaiono messaggi e grafici per assistere il guidatore in ogni fase della manovra.

Anche le telecamere "surround" portano la Evoque nel mondo della comunicazione dgitale al servizio di chi guida: l'auto inglese, infatti, fa uso di cinque telecamere digitali - discretamente situate intorno al veicolo - che forniscono, in tempo reale, una visuale a 360° dell’area circostante. Le immagini delle telecamere sono inviate al display touch screen, e il guidatore può scegliere di visualizzarle singolarmente o in combinazione, secondo le condizioni di guida. La telecamera posteriore può essere impiegata per guidare l’aggancio e lo sgancio di un rimorchio ed è anche progettata per operare indipendentemente come parte del sistema video per la retromarcia. Questo mostra l’immagine sul display sovrapponendovi grafiche speciali indicanti la traiettoria attuale del veicolo e la distanza da ogni oggetto fisso.


Una chicca per finire: al buio, l'apertura delle porte via telecomando invia dagli specchietti retrovisori un cono di luce sul terreno, sia dalla parte del guidatore sia del passeggero, e ai vostri piedi è proiettata la silhouette della Evoque. Una raffinatezza: gli impeghi dell'elettronica veramente utile sono altri (e abbondanti) su questa Range Rover. Ma questo divertissment elettronico dimostra che c'è un valore aggiunto di design e d'innovazione che candida questo Suv, british nella pelle e nel cuore, al top della fascia Premium. Ad esclusione del Porsche Cayenne, ovviamente.

Pino Pignatta
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