Anziani e maltrattamenti

L'Oms pubblica un rapporto sui maltrattamenti degli anziani, una piaga che si sta estendendo. Alcuni consigli agli Stati per arginare il fenomeno.

18/06/2011

La sezione europea dell'Organizzazione Mondiale della Sanità ha di recente presentato il primo Rapporto Europeo sulla prevenzione del maltrattamento degli anziani. Nello studio sono stati presi in considerazione 53 Paesi membri e i dati, forse sorprendenti, mostrano che oltre alla violenza sui minori e sulle donne in futuro dovremo mettere a tema anche la violenza sugli anziani.

In Europa vivono circa 10.000 anziani che subiscono quotidianamente abusi fisici, 4 milioni di anziani in un anno ricevono percosse, bruciature, ferite da coltello oppure, sono costretti a vivere in condizioni di prigionia. Altre forme di maltrattamento comuni riguardano la malnutrizione e gli abusi finanziari compiuti a loro danno. Ogni anno, poi, 8.500 anziani muoiono per mano di un familiare nei Paesi aserenti all'OMS.

Come per tutte le altre violenze “fatte in casa” l'argomento è tabù: spesso il maltrattamento non viene denunciato e anche chi ne è a conoscenza spesso preferisce ignorare il fatto e non denunciare gli abusi.

In generale i soggetti particolarmente a rischio di maltrattamenti sono gli anziani non autosufficienti, categoria ulteriormente fragile nei paesi meno ricchi e nelle fasce della popolazione meno abbiente: situazioni dove la cura familiare non è integrata dai servizi pubblici e privati oppure dove mancano i mezzi  economici per accedere ai servizi/sostegno nella gestione della cura quotidiana. Spesso gli anziani, e in particolare le donne, hanno un reddito basso, fattore che li posiziona più facilmente in una situazione di dipendenza.

La coabitazione fra l'anziano e il "maltrattante" spesso facilita l'insorgenza di questi episodi di violenza. In molti casi, queste realtà sono abbinate a situazioni di disagio sociale del familiare generate dall'utilizzo di sostanze stupefacenti, episodi di criminalità e ristrettezze economiche.

Fra le raccomandazioni dell'OMS segnaliamo le seguenti:
-   intensificare gli studi sulla violenza sugli anziani, coinvolgendo varie discipline;
-   migliorare la raccolta dei dati, a partire da una definizione  condivisa;
-   sviluppare la prevenzione primaria, sensibilizzare  e formare gli operatori del settore;
-   sviluppare le risposte adatte laddove il problema si presenta;
-   evitare, attraverso politiche di protezione sociale, che situazioni di dipendenza  
     economica spingano gli anziani verso una dipendenza totale;
-   sensibilizzare l'opinione pubblica attraverso i mass-media e la formazione;
-   introdurre contratti intergenerazionali  e politiche innovative a livello individuale,   
     familiare comunitaria e sociale;
-   sviluppare una Carta dei diritti che definisca gli standard da rispettare.

Harma Keen
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