Contro i clan e per i casalesi

Intervista con Renato Natale, candidato sindaco nel Comune di Casal di Principe, sciolto per infiltrazioni camorristiche. «Il nostro obiettivo è vincere la battaglia per la legalità».

10/04/2012
Un matrimonio nel Comune di Casal di Principe, in provincia di Caserta (Ansa).
Un matrimonio nel Comune di Casal di Principe, in provincia di Caserta (Ansa).

Cinque comuni, tre in Campania e due in Calabria, sciolti per infiltrazioni e condizionamenti da parte della criminalità organizzata. Il Consiglio dei Ministri, su proposta del ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, così come previsto dall’articolo dall’’articolo 143 del decreto legislativo 267/2000 (http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/testi/00267dl.htm) ha deliberato lo scioglimento dei consigli comunali di Bagaladi (Rc), Castel Volturno, Casal di Principe, Casapesenna (Caserta) e Mileto (Vv). Per Casal di Principe si tratta del terzo scioglimento per infiltrazioni camorristiche dal 1991 a oggi.

L'ex sindaco di Casal di Principe, Cipriano Cristiano, tra le presone arrestate nell'inchiesta che ha portato anche alla richiesta di arresto per l'ex sottosegretario all'economia e deputato del Pdl Nicola Cosentino (Ansa).
L'ex sindaco di Casal di Principe, Cipriano Cristiano, tra le presone arrestate nell'inchiesta che ha portato anche alla richiesta di arresto per l'ex sottosegretario all'economia e deputato del Pdl Nicola Cosentino (Ansa).


Il Comune è retto dal novembre 2011 dal commissario prefettizio Ferdinando Guida in seguito alle dimissioni di undici consiglieri comunali e del Sindaco, dopo l’arresto di diversi amministratori tra cui l'ex Sindaco, Cipriano Cristiano, nell'ambito dell'inchiesta "Il principe e la scheda ballerina", nella cui indagine è stato coinvolto anche il parlamentare del Pdl, Nicola Cosentino. Tra i reati attribuiti a Cosentino: concorso in falso, violazione della normativa bancaria e reimpiego di capitali e l’accusa di essere il "referente politico nazionale del clan dei Casalesi".

Renato Natale, medico e uomo simbolo della lotta ai clan camorristici, candidato sindaco a Casal di principe, dov'è già stato primo cittadino nel 1994 per pochi mesi (foto: Chiara Zuffetti).
Renato Natale, medico e uomo simbolo della lotta ai clan camorristici, candidato sindaco a Casal di principe, dov'è già stato primo cittadino nel 1994 per pochi mesi (foto: Chiara Zuffetti).


Renato Natale, medico e uomo simbolo della lotta ai clan camorristici e noto per le sue battaglie in difesa degli immigrati è amareggiato per questo provvedimento
. E’ stato sindaco di Casal di Principe nel 1994 per pochi mesi, prima che la sua stessa maggioranza lo costringesse alle dimissioni. Più volte minacciato dalla criminalità organizzata, l’ultima nel giugno 2011. Una lettera lasciata sotto il portone di casa che recitava: «Noi non siamo ancora morti smettila di fare esposti altrimenti ti ammazziamo. Ricordati che hai moglie e figli». Non si è mai fatto spaventare ed è andato sempre avanti con coraggio e determinazione. Lo raggiungiamo telefonicamente mentre si prepara a uscire per incontrare il Comitato elettorale che sostiene la sua candidatura.

Da pochi giorni aveva presentato le liste e i candidati che l’avrebbero appoggiata alle prossime elezioni. Non le sembra anomalo che lo scioglimento anticipato rispetto alla scadenza naturale del Consiglio Comunale non sia avvenuta prima del termine per la presentazione delle liste?
   «È un provvedimento non solo anomalo ma anche fuori luogo, una vera e propria doccia fredda. Abbiamo presentato le liste martedì mattina e venerdì vi è stato il decreto del Governo. Lo scioglimento arriva anche in un momento particolare cioè quando una serie di soggetti, singoli e associativi, avevano espresso la loro ferma volontàper cambiare il modo di fare politica con un processo di riscatto della Città».

Renato Natale in campagna elettorale (foto: Chiara Zuffetti).
Renato Natale in campagna elettorale (foto: Chiara Zuffetti).


Oltre alla candidatura di Enrico Maria Natale, appoggiato da due liste, “Avanti Casale” e “Casale c’è” e Rosa Pagliaro per la lista "Noi Sud", Lei si presentava con il sostegno di aree politiche molto differenti (Pd, il Pdl, Sel, Fli e associazioni antimafia e movimenti che si occupano di beni confiscati). Non è una coalizione politicamente “anomala”?

   «Non si tratta di una coalizione politica. Ho chiesto, verso la fine dell’anno 2011, a tutte le forze politiche di fare un passo indietro. I Partiti hanno concordato con me e con i movimenti che hanno deciso di sostenermi un programma da presentare ai cittadini. Non abbiamo fatto un accordo politico tra le varie componenti che sarebbe stato improponibile per alcune differenze su grandi temi politici e anche inopportuno. I partiti politici, di destra e di sinistra, nel corso degli ultimi anni non hanno dato una grande prova di onesta amministrativa. Il nostro obiettivo è quello di amministrare con efficienza ed efficacia senza avere contiguità con elementi della camorra o con forze occulte del territorio.Vogliamo dimostrare che è possibile una rifondazione della politica dal basso, a partire dall’ascolto delle esigenze dei cittadini e della loro voglia di riscatto».

Come ha composto le sue liste? Qual è stato il metodo che ha utilizzato per non avere brutte sorprese tra i possibili eletti in Consiglio Comunale?
   «La conoscenza diretta dei candidati è stata fondamentale nell’individuare le persone migliori. Abbiamo preferito rinunciare a qualche proposta di candidatura che avrebbe potuto creare poca coerenza rispetto al patto di legalità con gli elettori. Ho anche inviato poi l’elenco dei candidati alla Prefettura e alla Procura. Ho fatto poi firmare a tutti i candidati il Codice Etico per gli amministratori locali – “Carta di Pisa”realizzato da Avviso Pubblico (http://www.avvisopubblico.it/news/allegati/CARTA-DI-PISA_Testo.pdf)».

(foto: Chiara Zuffetti)
(foto: Chiara Zuffetti)


Come pensa di prepararsi per le prossime elezioni che saranno tra più di diciotto mesi? Non crede che questo rinvio favorisca la camorra che avrà più tempo per riorganizzarsi?

    «In questa fase il quadro politico che aveva governato la Città negli ultimi diciotto anni è stato smantellato dalla magistratura e dalle forze dell’ordine. Si era creato dunque uno spazio politico per un gruppo di cittadini interessati ad una gestione onesta e trasparente della amministrazione pubblica con un meccanismo di democrazia partecipata. Due anni di gestione commissariale con soggetti che non conoscono il territorio può sicuramente dare vigore e tempo ad alcune forzeche tenteranno di riappropriarsi dello spazio politico perduto e di ostacolare il candidato sindaco che nel 1994 aveva impedito alla camorra di entrare nella gestione amministrativa e nelle scelte politiche del Comune».

Come pensa di vincere le elezioni in un Comune dissestato economicamente e con una situazione sociale ed economica particolarmente grave in cui la forte presenza degli stranieri aggrava la situazione e la tensione?
    «A Casal di Principe vi è una tradizione di accoglienza anche verso gli stranieri importante esicuramente differente rispetto ad altri comuni del territorio. Per cercare di risanare il dissesto finanziario avevamo coinvolto cittadini con competenze professionali che ci avrebbero aiutato con alcune tecnicalità per cercare di migliorare la situazione economica dei conti pubblici. Penso ad esempio al fatto che per molti anni non è stato fatto pagare nulla al Consorzio per il gas per l’occupazione del suolo pubblico. Il nostro obiettivo era quello di attirare energie e intelligenze tra i cittadini per vincere insieme la battaglia per la legalità, con la voglia di dimostrare che è possibile amministrare onestamente nell’interesse esclusivo dei cittadini. E su questo non intendiamo arrenderci a nessuno».

Andrea Ferrari
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