Accendini, in Europa pericolo pubblico

Ogni anno, in Europa, 40 morti e 1.900 feriti in incidenti provocati da accendini, molti dei quali vedono coinvolti i bambini. il reclamo alla Commissione Europea.

29/03/2011
Produzione di accendini all'interno della fabbrica di Bic
Produzione di accendini all'interno della fabbrica di Bic

Non si scherza col fuoco, certo. Ma se tra le mani di un bambino capita un accendino possono essere guai. Anche molto seri.  
   
   Ogni anno in Europa muoiono 40 persone e 1.900 rimangono ferite, anche con gravi menomazioni, a causa di incidenti provocati da accendini. Molti di questi incidenti vedono purtroppo coinvolti i bambini.

   E’ stato dimostrato che il 75% dei modelli di accendini presenti sul mercato testati da Prosafe non soddisfa gli standard di sicurezza, malgrado l’introduzione di una "normativa di emergenza" della Commissione europea per bloccare il commercio degli accendini non conformi. La maggioranza di questi sono importati da paesi extra-europei. 

   La Bic, azienda produttrice di prodotti per la scrittura, accendini e rasoi, e Apco Insight, istituto indipendente di ricerca, hanno reso nota un’indagine svolta a livello italiano su questa tematica.  Degli italiani intervistati, meno di un quinto è consapevole della minaccia, e una volta informati, il 59% degli stessi dichiara si tratti di una situazione inaccettabile. Il 98% è concorde nel ritenere che gli accendini venduti dovrebbero essere conformi alle norme di sicurezza fissate a livello UE. Degli italiani che hanno avuto esperienze di incidenti con accendini, il 40% dichiara che in caso di caduta i prodotti sono esplosi o si sono frantumati, condizioni che possono generare pericolose fiammate.  

   Stephen Russel, segretario generale di Anec,  la voce dei consumatori europei in materia di normative, ha dichiarato che “gli accendini potenzialmente pericolosi sono ancora nelle mani dei consumatori. Anec è attiva per creare un ampio quadro di riferimento a livello europeo volto ad assicurare il migliore coordinamento delle attività di sorveglianza dei mercati tra tutti gli Stati Membri. Allo stesso tempo, chiediamo ai rivenditori e ai distributori di vigilare e testare i prodotti che mettono in commercio”.
 
   Oltre il 60% degli italiani che hanno partecipato all’indagine pensano che il 50% degli accendini importati e poi venduti in Europa siano controllati dalle dogane di ingresso in UE. Una stima eccessivamente ottimistica: secondo quanto rilevato dalle autorità meno dell’1% dei prodotti non-food sono controllati all’ingresso. 

   I dati della ricerca giungono in concomitanza con la decisione della Commissione Europea di dare alla Food and Consumer Product Safety Authority (VWA) in Olanda dieci settimane di tempo (secondo la procedura UE) per fornire una spiegazione in merito alle attività di sorveglianza sugli accendini che vengono importati attraverso il porto di Rotterdam.  Francois Clement-Grandcourt, direttore generale della divisione accendini di BIC ha commentato: “Nel Nord America, l'efficace messa a punto delle norme di sicurezza ha ridotto del 60% il numero di bambini rimasti feriti. Abbiamo l'obbligo morale di rimuovere gli accendini pericolosi dal mercato”.

Giusi Galimberti
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