L'uso politico della barzelletta

Dietro le storielle di Silvio Berlusconi l'intento di orientare l'opinione pubblica.

09/04/2011

Ogni tanto a Berlusconi scappa una bella frase. L’ultima durante l’incontro con un gruppo di giovani in carriera: fissate i traguardi che potete raggiungere, “mettetevi il sole in tasca”. Siano o no farina del suo sacco (ma anche Kennedy si faceva scrivere i proclami sulla “nuova frontiera”), sono parole scelte e dette bene. Altre, invece, sono scelte e dette male, malissimo. Primo esempio quelle che derivano dalla duplice ossessione del premier, il bunga bunga e le barzellette.


Non sono le sole ossessioni. Non passa giorno senza che riemergano il vittimismo giudiziario, la svalutazione del Parlamento, il furore per una “par condicio” tv che, se modificata come Berlusconi pretende, sposterebbe maggiormente a suo favore gli equilibri informativi. Questioni politiche, si dirà, problemi che vanno distinti dalle escursioni nel pecoreccio. Il che in parte è fondato, in parte no. La verità è che pure nel bunga bunga e nelle storielle, per la loro costante reiterazione, traspare un intento politico. 

Quando Berlusconi si complimenta con due belle universitarie, “così brave che mi viene voglia di invitarvi al bunga bunga”, è ovvio come le serate di Arcore vengano rappresentate nella versione più innocente. Non festini bensì semplici cene fra amici, con chiacchiere distensive e due canzonette quale unico condimento. Per cui due ragazze colte non avrebbero difficoltà a integrarsi con Ruby e le Olgettine. Posta così la questione, e ripetuta ad ogni occasione, noi cittadini dovremmo convincerci che sì, tutto sommato è roba normale. Tanto normale che il bunga bunga, visto fin qui come un termine postribolare, diventa la simpatica definizione di una agape fraterna. 

Peccato che non tutti la pensino così. E non solo in Italia. I servizi tv dal’estero, specie dall’America, mostrano reazioni fra l’incredulo e il ghignante. Gli inviati stranieri sono affascinati – lo dicono in diretta tv  – dal coté ridicolo. Nella hit parade tedesca sta facendo furore un adattamento del Waka Waka, l’inno dei mondiali sudafricani. Nuovo titolo, “Bunga Bunga Silvio”. Difficile che il Cavaliere possa intonarlo insieme alla cancelliera Merkel. Poi le barzellette. La meno oscena, secondo Berlusconi che l’ha raccontata agli imbarazzatissimi goliardi, è quella del tedesco che per certe pratiche sessuali vorrebbe sostituire lo champagne con la birra. 

A parte che questa si sente in giro dai tempi di Hitler, figuriamoci la pulizia delle altre. Come quella della mela sexy nel convegno con i sindaci, che ogni tanto applaudivano pensando che fosse finita. Quindi raccontata male, con interminabili premesse sugli impiegati dell’ufficio brevetti: napoletani e perciò incapaci e svogliati. Comunque, qui non si tratta di fare confronti con l’abilità di un Dapporto o un Walter Chiari. Il fine del premier è di suscitare simpatia: guardate come è alla mano, proprio uno di noi, gaiamente sboccato. Cioè, di nuovo, un obiettivo politico. Compatibile o no con il comune pensare in Italia, e altrove, giudichi il lettore.

Giorgio Vecchiato
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Postato da giancarlochiari il 14/04/2011 18:14

Le due righe di Folgore sono la conferma che il nostro paese è mitridatizzato dalla ripetizione perenne degli stessi slogan: una rivista che si chiama Famiglia dovrebbe occuparsi di come funzioni la famiglia, di quali siano i suoi problemi, di quali siano i rischi e gli esempi da imitare o da evitare. Se a Famiglia si associa la qualifica Cristiana a questa famiglia si dà una connotazione precisa, senza spazio per equivoci, e quindi alcuni aspetti non consentono di confonderla che so con i promotori, con i responsabili, con altri pena la perdita di quella qualifica. Se voglio leggere, che so, il punto di vista non cristiano sulla vita di coppia gli spazi e le riviste non mancano e quando le leggo so che è un punto di vista diverso, in nome della libertà e del dialogo questo va benissimo. Proprio per il nome che porta dire che Berlusconi stia con le famiglie cristiane è una contraddizione in termini dal momento che stando alle sue parole adesso avrebbe una terza aspirante moglie .. il problema quindi su questo versante è che Berlusconi sul versante modello di famiglia è ‘condannato’, vorrei dire a prescindere da quanto durino le sue famiglie (nel vangelo è ben chiaro (ciò che Dio unisce l’uomo non divida’) Il guaio di Folgore di sperare che si possano conciliare gli inconciliabili è un’errata interpretazione dell’essere cattolici in una società dove i cattolici da tempo non sono la maggioranza, anche se mandano i figli alle lezioni di religione e al catechismo (fino alla cresima che nel comportamento comune sembra sempre più ad un rito analogo a quello che nelle tribù primitive è il rito che conclude la pubertà, con feste, doni, pranzo o cena, e meno male che alcune parrocchie hanno iniziato a riportarlo al suo significato originale di sacramento). L’oratorio come palestra di sport più che di formazione cristiana ha tradito l’ideale di Don Bosco e infatti molti si mantengono con sovvenzioni pubbliche. Dimenticando che per Don Bosco gioco e intrattenimento erano “l’esca” per attirare i ragazzi ai quali proporre l’ideale cristiano gioco e intrattenimento appaiono sempre più come lo scopo dell’oratorio. Folgore riflette con la sua asciutta osservazione il pensiero di chi difende Berlusconi anche davanti all’evidenza. Certamente ha fatto cose buone ma per chi: per le famiglie? per gli operai? Per le scuole pubbliche? Per la giustizia fiscale? Il vangelo non lascia spazio agli equivoci, vorrei dire che non è moderato: chiede di essere vissuto con coerenza alla luce del discorso della montagna, degli esempi di Giovanni Battista, di Maria e delle sue parabole. Famiglia Cristiana popi si è scelto l’apostolo Paolo come modello: l’apostolo cioè capace di straordinaria apertura al punto da partire da un dio dell’Aeropago di Atene per predicare e di rispettare le leggi pretendendo di esserne tutelato quando un magistrato lo fa frustare ma anche di invitare lo schiavo fuggito a ritornare dal suo padrone perché quella è la legge civile. Non so come si possa imputare a famiglia cristiana di essere cristiana …

Postato da folgore il 13/04/2011 13:55

Mi si perdoni, ma mi sembra l'ennesima presa di posizione anti Berlusconi della Famiglia Cristiana. Mi piacerebbe sapere se nella sua storia la Rivista ha mai detto una volta che il Berlusconi aveva fatto una cosa giusta!

Postato da giancarlochiari il 11/04/2011 19:13

Per quanto mi è possibile, e fin dove posso, continuo a testimoniare che il cattolicesimo è, per definizione, universale, cioè aperto a tutti coloro che credono in Cristo e cercano, nel limite del possibile, di praticare “ama il signore Dio tuo e ama il prossimo come te stesso”, e di ‘andate e predicate’, anche se predicare sembra un termine un po’ fuori moda. Purtroppo in questi decenni, in cui con il benessere è cresciuto anche l’accesso alla cultura, come cattolici abbiamo concesso troppo spesso l’uso del nome di cristiano. Molti, troppi, si sono serviti della croce per mascherare i propri interessi, arrivando a farne il segno di respingimento e le braccia aperte di Cristo sono state usate come spade, d’altronde Giulio II disse a Michelangelo che preferiva la spada al pastorale. Lo scontro tra potere temporale e potere civile è arrivato secoli dopo l’affermarsi del messaggio cristiano e se alcuni grandissimi Papi hanno saputo fare supplenza ad un potere civile assente, altri si sono fatti tentare e se ne sono serviti, forse con le migliori intenzioni, per un ritorno della teocrazia, che finita nella Bibbia quando Samuele unse re Saul , e Samuele lo proclamò senza tanti giri di parole. In Italia, a differenza della maggior parte degli stati europei, la cultura religiosa, ha potuto contare solo negli ultimi cinquant’anni su una facoltà di teologia fuori dal Vaticano e la Bibbia, a differenza dei popoli del nord, si è potuta leggere integralmente solo dopo il Concilio, ed è merito dei Paolini la prima edizione a prezzi accessibili. Questa ignoranza della parola di Dio, (voluta?), ha favorito sette, maghi, Geoviti che sembra abbiano letto solo Levitico e Apocalisse, ma anche politici, come i cattolici nostrani alla Formigoni o alla Lupi, che di fronte all’evidenza di un comportamento indecente, (il termine scandaloso è ormai fuori moda) del vangelo citano solo “non giudicare” dimenticando che il perdono all’adultera è accompagnato da un esplicito “va e non peccare più”. Le gerarchia nostrana, cresciuta con la “religione di stato”, di mussoliniana memoria, ha dimenticato “andate e predicate” e sopratutto la potenza della “parola di Dio”, preferendo governare un gregge con la legge civile, per sua natura, contingente. Nel vangelo Cristo si sottomette al potere civile, rifiuta il compromesso sottinteso nelle parole di Pilato, l’esibizione chiesta da Erode, e non contesta neppure la condanna ingiusta. “Il mio regno non è di questo mondo” non è un’affermazione priva di conseguenze: la mette in pratica a costo della vita e questo è l’esempio che propone. Che la sua parola, la parola è quanto di più immateriale e inconsistente ci sia, abbia una potenza incredibile, lo dimostra la storia. Ciò che contesto o critico alla gerarchia è una certa mancanza di fede nella Parola di Dio: “se avete un fede quanto un granello di senape, dice Gesù, potete spostare le montagne”. La crisi del cattolicesimo è tutta qui: si è scelto il potere quando si è voluto un partito cattolico, un assurdo in termini: cattolico vuol dire universale, partito una parte. Le scuole in Italia sono un’invenzione cattolica, basta pensare ai conventi dell’alto medioevo o alle scuole materne… Sono cattolici i profeti da Benedetto a Francesco, da Chiara a Caterina, colonne del rinascimento e, per citare gli ultimi, don Bosco e don Milani, che all’istruzione hanno dato tutto subendo non poche ‘critiche’ dalla gerarchia. Francesco rischiò il rogo predicando la povertà… Cosa è venuto a mancare per finire nella situazione attuale? Berlusconi esprime i desideri più profondi e diffusi: fare i soldi in fretta, evitando o abolendo le regole, far carriera per fare soldi, comprare chi si oppone e dire che è comunista che non si può comprare. Il suo potere è nato da una cultura pseudoliberale e pseudocristina: predicata con le tv, e senza neppure spender troppo. Ha mandato in tutte le case modelli di vita soap opera di migliaia di puntate, ha aggiunto il tifo (i primi giudici contestati sono stati gli arbitri), i soldi facili dei quiz e dei giochi a premi, e i reality. Questa è la vera base del consenso: entra negli occhi e passa nel cervello per migliaia di ore: una persona che stia davanti allo schermo tre ore al giorno (e le casalinghe sole in casa, anziani e pensionati ci stanno assai di più) vi passa più tempo di quanto ne possa passare frequentando un anno di scuola superiore (32 ore la settimana per 30 settimane). Chi resiste alla moda, ai modelli pggi passati anche sulle prime due reti nazionali, diventa un comunista e comunisti mangiano i bambini, rubano le proprietà, fanno pagare troppo tasse e lui, “l’unto del signore” così si è definito, è sceso in campo per difendere quei cristiani videodipendenti dai comunisti. A completare l’opera, osservando gli effetti dello scontro tra De Gasperi e curia romana, mister B ha puntato sui cardinali romani, (cresciuti prima nel clima fascista poi in quello della guerra fredda), la maggioranza della curia sfruttando alla perfezione il fatto che Giovanni Paolo II, essendo polacco, doveva delegare loro la guida della chiesa italiana. Questi cardinali, perso lo scontro sul divorzio e poi sull’aborto, hanno puntato sull’uomo nuovo che, ne sono convinto, conoscevano assai poco e la frittata è stata fatta. Le scuole cattoliche, vi ho studiato per cinque anni, che si sono rette per secoli, con fiera indipendenza senza prostrarsi al potere – don Bosco per i soldi si affidava alla provvidenza senza piegarsi a Cavour o alle banche – hanno ricevuto le prime sovvenzioni e a quel punto hanno creduto più all’aiuto di stato che a quello di Dio, senza vedere che quel danaro veniva tolto alla scuola pubblica. Oggi nelle scuole cattoliche gli insegnanti religiosi sono un’esigua minoranza, spesso sono scuole per èlite perché i contributi dello stato non coprono tutti i costi e l’isolamento fa crescere studenti che formano, volenti o nolenti una piccola casta, dimenticando che il cattolicesimo è vita coerente con il Vangelo. I seminari sono sempre più disperatamente vuoti anche per la mancanza di esempi e, a completare i guai, i cattolici che insegnano nella pubblica sono dimenticati e sacrificati, grazie ai tagli delle risorse usate per la scuola privata. È cattolico il ministro della pubblica istruzione? E qual è il suo esempio di cattolica praticante? La Gelmini, che vuole premiare il merito, 92 il suo voto di laurea alla facoltà di giurisprudenza di Brescia, il minimo, avvocato abilitato in Calabria è un esempio di sedicente cattolica (a quando di questo passo il ritorno al divorzio anche per i cattolici?). Da poco ministro sposa un divorziato (in nome della comune fede?), attacca il tempo pieno, scuola nata riprendendo le tesi di don Milani, (sua sorella che insegna, in un tempo pieno, non parla mai della sorella ministro, né che ricordi la ministra parla mai della sorella insegnante) e affonda la scuola di tutti. Vescovi, cardinali e preti devono entrare nel merito delle scelte denunciando chi, dichiarandosi cristiano, distrugge la reputazione del cristianesimo e non occorre entrare in nessun partito: basta che si ricordino che il Vangelo chiede “andate e predicate, io sarò con voi fino alla fine dei secoli”. Visto come va in Italia mi domando se crediamo ancora …

Postato da Franco Salis il 11/04/2011 15:51

In altro spazio avevo dato incondizionata adesione a giancarlochiari,ora mi assale qualche perplessità. Mi appare più come un profeta/filosofo che fa le sue osservazioni sulla fedeltà al Vangelo da parte degli altri in particolare della gerarchia. Quasi un testimone di Geova o un cristiano di base di 68ina memoria. Attività del tutto lecita. Sottolineo “appare” perché può essere che sia io a sbagliare l’ interpretazione. Ma a scanso di equivoci, io mi pongo come un battezzato, consapevole del significato di battesimo e del dovere di contribuire alla crescita della Chiesa di Cristo, anche mediante la denuncia degli errori dei fratelli maggiori (non gli ebrei, ma responsabili della gerarchia) che possono creare danno alla Chiesa. Ciò senza alcuna pretesa di essere unico portatore della verità, ma solo parzialmente (San Paolo). Bisogna che i cristiani prendano coscienza del loro Battesimo. Per effetto del quale, partecipano alla missione profetica, sacerdotale e missionaria di Cristo. Come insegna il Concilio Vaticano II, ogni cristiano dall’ultimo battezzato al Papa svolge anzi deve svolgere queste funzioni, a seconda dei propri carismi, il tutto in comunione con gli altri. Ad eccezione della remissioni dei peccati e della consacrazione dell’Ostia, tutte le altre attività sono di competenza non esclusiva dei “cristifideles”. Entrando nel merito, “il materialismo comunista” è stato sconfitto da una saggia politica “occidentale” che ha saputo evidenziare la estraneità di quella “cultura”. Per l’esenzione ICI ho già detto che se dovesse essere imposta, la Chiesa ci guadagna, è in credito. Ho detto innumerevoli volte che è fuorviante parlare di “scuole cattoliche” si deve parlare di sistema scolastico integrato, al momento la Chiesa è in credito. Per l’impunità finanziaria suggerivo di chiudere la partita con il patteggiamento per mettere un punto fermo sul passato (vedi che non nego i fatti). Se è vero che talvolta la Chiesa ha chiuso un occhio, forse tutti e due nei confronti dei “potenti” è pur vero che ha messo su strutture per disagiati. Per me, quello che conta è tenere sempre fermo l’obiettivo: far crescere la Chiesa di Cristo, anche attraverso le denunce, ma mai nascondendo la verità o manipolandola. Inoltre mi pare che ora la gerarchia stia “dando addosso” a B. Lo scritto di Vecchiato è solo un esempio: ma di continue denunce sono piene le riviste più prestigiose. Niente di eccezionale, sta facendo il suo dovere, forse avrebbe dovuto farlo da prima. Comunque non confondiamo la gerarchia con lo stato Vaticano, lì vigono altre leggi: rapporti fra stati. Per esempio il cardinale Bertone non poteva non accettare l’invito alla manifestazione dell’unità di Italia.

Postato da vdiste1939 il 11/04/2011 08:46

sono convinto che se berlusconi è ancora al suo posto, buona parte di responsabilità è delle nostre gerarchie ecclesiastiche. è opportuno e necessario non barattare favori con condiscendenza, è necessario gridare nelle piazze e magari anche nelle chiese e in televisione quando si partecipa, che certi comportamenti sono condannabili e non imitabili, che l'elemosina non lava la coscienza se non è accompagnata dalla conversione, che le nostre parole e i nostri comportamenti siano:: si, si- no,no. fuori da questo mdo di comportarsi si assiste alla deriva incredibile di cattolici praticanti che per lo stolto appoggio riservato da gerachie e da movimenti(opus dei e cl) al satrapo di arcore, lo difendono in modo che defineri aberrante, pur di tenerselo come premier. e non parlo per sentito dire, conosco degnissime persone, ripeto, cattoliche praticanti, che lo difendono e applaudono temendo chissà quali danni da parte dei comunisti(sic). è giunto il momento di chiarire le cose e di dire apertis verbis a tutti i credenti che la chiesa è disposta a rinunciare ai privilegi economici nel nome di una condanna senza se e senza ma a certi comportamenti. l'italia è oggi bloccata dal terrore che ha il sig berlusconi di finire in galera per i suoi misfatti, invece di rovinarci tutti vada all'estero in uno dei suoi paradisi e sia sicuro che non ne chiederemo l'estradizione

Postato da Profe il 10/04/2011 20:55

Conosco persone rispettabili che hanno votato B o B&B: ho chiesto loro se lo/li voterebbero ancora. La risposta è stata "sì": una perchè "ha fede in lui (sic), ha fatto molto per l'Italia, vedi L'Aquila, la spazzatura a Napoli, ecc...e le accuse contro di lui sono tutte calunnie, frutto dell'invidia", un'altra perchè "non c'è alternativa, tanto sono tutti uguali, tutti ladri e corrotti, almeno lui è già ricco di suo", un'altra "perchè i comunisti sono ancora molto pericolosi e lui difende i veri valori cristiani, vita, religione, matrimonio...", un'altra perchè "la Lega risponde ai bisogni degli italiani coi fatti, senza il buonismo della sinistra". Insomma: i primi credono in B, in tutto quello che leggono sui suoi giornali e sentono ai TG (e hanno il terrore di cadere in mano ai comunisti); altri preferiscono un "capo", che difende i principi cristiani relativi a insegnamento cattolico, istituto tradizionale della famiglia, sacralità della vita e non vogliono saper niente di quanto fa a letto (sono affari suoi); i secondi invece sono più pragmatici, credono nell'economia liberista, sono contrari agli aiuti ai "poveri"che ne approfitterebbero solo per continuare a far nulla e vivere da parassiti, sottraendo risorse agli "italiani". Secondo me, finchè B manterrà il suo potere sui nominati in Parlamento e l'informazione dominante sarà quella attuale, ottimamente analizzata da ironyman (e comprendendo anche quella dei vertici della Chiesa), non ci sarà un cambiamento significativo. Forse l'Italia deve ancora scendere più in basso, chissà...

Postato da ironyman il 10/04/2011 19:42

La comunicazione, che si nutre come argutamente ha fatto rilevare Vecchiato, anche di barzellette, è una faccenda maledettamente seria, altrochè!. Nessuna parola, espressione del volto, (ricorderete forse quella che assunse, allorchè sollecitato dall’opposizione ad “andare a casa”, manifestò il disagio che gli procurava il fatto di possederne tante e di non sapere in quale rifugiarsi), nessun modo di fare, di atteggiarsi di rispondere, di apparire, ogni minimo particolare del suo aspetto fisico, niente è casuale ed irrilevante, (persino la calza di nylon sul volto), ma tutto corrisponde ad una sapiente strategia, che mira, attraverso una cura studiata e maniacale della sua immagine e del messaggio che da essa ne deve derivare, a catturare consenso. Qualsiasi mezzo per ottenerlo diviene lecito senza alcuna remora di carattere morale. Alla fine non vi resta più niente di autentico, ma tutto è frutto di una costruzione mediatica. La parte veramente autentica di sé trova espressione solo nel suo privato che infatti riflette una personalità del tutto divergente dalla figura pubblica. Verrebbe spontaneo pensare che il suo equilibrio psichico è faccenda personale che dovrebbe restare relegata al suo ambito privato; semmai se ne dovrebbero interessare solo i suoi cari ed il suo dottore. Si dimentica un piccolo particolare. Quest’uomo, purtroppo, decide dei nostri destini e dunque non possiamo far finta di ignorare quali siano i risvolti in ambito politico di questo culto della sua immagine. Siamo giunti al punto che ormai l’elettore è talmente invaghito della sua figura pubblica, che non si cura più di quella privata, la ritiene una appendice, una proiezione mal riuscita della sua vera essenza, e non capisce e mal tollera l’attenzione che ormai costantemente la ribalta internazionale gli riserva. Sul piano interno l’opposizione ha ormai da tempo rinunciato a riflettere sulla dualità del personaggio e sulla sua influenza mediatica. Forse anche nella sua critica più agguerrita si è insinuato il dubbio che sia un percorso troppo accidentato e dall’esito incerto. So per certo che qualcuno, anzi più d’uno, mi reputerà un visionario. Può anche darsi che abbia ragione. La questione presenta però aspetti inquietanti che dovrebbero spingere tutti ad una serena riflessione. Il processo di formazione delle decisioni, che non sono mai assunte senza sondare le opinioni della gente, dopo che si è cercati di orientarli con la propaganda mediatica. L’attenzione ossessiva verso la comunicazione ed i media il cui controllo è una costante della sua azione politica. Si pensi alle norme incredibili che si vorrebbero introdurre per ridurre i spazi televisivi della libertà di espressione. Un linguaggio sempre orientato a blandire l’interlocutore e ad avvicinarsi alla espressività popolare. Le campagne politiche fatte per mezzo di slogan, rinunciando alla analisi tipica del vecchio modo di fare politica. L’avversione dichiarata contro ciò che è vecchio, ma che in realtà è solo riciclato e riutilizzato sotto nuova forma. Di esempi se ne potrebbero fare ancora. Io ne ho accennato solo ad alcuni. E’ innegabile però che senza il suo background non avrebbe mai potuto proporsi sulla scena politica e raccogliere istantaneamente tanto successo. La televisione più che la popolarità è stata decisiva. Forza Italia è stato un movimento senza alcuna autonomia perché si identificava in Lui. Senza di Lui non avrebbe racimolato che qualche voticino e ciò ha finito per condizionare inevitabilmente gli equilibri interni, per cui adesso i suoi parlamentari non possono che difenderlo a spada tratta anche a costo di mentire e di ricoprirsi di ridicolo perchè se il loro ispiratore-padrone viene costretto a ritirarsi a vita privata, magari in un esilio dorato (nessuno è ormai così ingenuo da credere che possa scontare una condanna) tutto ciò che gli sta attorno si liquefa. I vecchi partiti non brillavano certo per democrazia, ma questa nuova politica ce li farà rimpiangere a lungo. Il controllo televisivo decisivo per la sua fortuna è ora fondamentale per preservare il suo appeal ed il potere. Non vorrei scomodare personaggi illustri che si sono cimentati a riflettere di queste cose. Ricordo solo, è notizia di queste ore, che è morto Sidney Lumet il regista di "Quinto potere", un film cult che è stata una pietra miliare della moderna cultura. E’ ormai un dato di fatto. Viviamo nella civiltà dell’immagine, e qualcuno si è persino spinto a definire il nostro sistema una dittatura mediatica. Non v’è dubbio che i media hanno oggi un immenso potere di condizionamento, se non si vuol apertamente parlare di manipolazione, delle coscienze. Ed è singolare ed insieme emblematico, che quando si parla di ciò la reazione istintiva è lo scherno e la minimizzazione.

Postato da fuma il 10/04/2011 17:02

Postato da Giuseppe Fumagalli Dell'uso "diseducativo" delle barzellette, meglio se "sporche", che il sig. Berlusconi fa, sappiamo ormai tutto: sarebbe ora che la platea cui di volte in volta queste stupidaggini sono propinate si ribellasse con un sano coro di fischi, invece dei sorrisetti ebeti con cui sono accolte. Come è stato ricordato alla Camera, con il sig. Berlusconi siamo passati da Aldo Moro a Lele Mora: mi auguro che gli elettori, in particolare quelli cattolici, sappiano riportare il quadro politico ai suoi corretti riferimenti!!!

Postato da giancarlochiari il 10/04/2011 08:18

Folgore chiede di parlare di cose serie: ne deduco che un premier che blocca il parlamento sulla prescrizione breve, che suggerisce scorciatoie per il successo, che rifiuta sempre e ovunque un confronto, che rinvia al 2015 il recupero dell'evasione fiscale, che suggerisce a due laureate il bunga bunga, che bacia le mani insaguinate di un tiranno, che si appoggia alla xenofobia per stare al potere, che predica se stesso come esempio è poco serio. O forse il modello piace perchè il cristianesimo della messa domenicale, con poche righe di vangelo da dimenticare quando si esce da chiesa si adatta perfettamente alla società dei consumi anche quando questa è molto spesso in contraddizione con il vangelo, dall'ingiustizia della distribuzione delle risorse all'ingiustizia sociale ... il materialismo comunista di Marx in qualche modo riprendeva il messaggio del siamo tutti fratelli per cui in una sola famiglia le risorse van divise per tutti il materialismo comunista è stato sconfitto perchè quell'ideale non era realmente vissuto e condiviso... il materialismo berlusconiano, ultraliberista (ma solo se non sono in gioco i suoi interessi), è assai più insidioso per il messaggio del vangelo e per la chiesa perchè, a differenza di quello marxista, si atteggia a difensore della chiesa per stravolgere la sua missione, il regno di Dio e la santità di tutti, e cambiarne gli scopi. In questi anni questo materialismo si è affermato con la complicità di tutti e di quella ancor più grave della gerarchia che a differenza di Giovanni Battista non si mai esposta direttamente sotto le finestre di mister B dicendo "non ti è lecito" preferendo incassare l'esenzione dell'ICI, l'impunità finanziaria (caso Ior), privilegi per scuole che di cattolico hanno ben poco perchè in quelle che conosco finora non ho mai visto portatori di handicap, extracomunitari in difficoltà finanziarie sociali o familiari, figli di ricchi divorziati per cui il discorso della montagna è come ho sentito in quiz, un discorso fatto in montagna, magari con sci da mille euro ai piedi e una denuncia dei redditi di 10 mila euro l'anno. Capisco che questo non sia serio ma se non si correggono queste storture e le gerarchia non rilegge il vangelo temo che i cattolici (quelli che lo sono tutta la settimana) sono destinati ad essere una stretta minoranza, e allora mi auguro che chi li guida abbia almeno il coraggio di rivendicare il copyright non concedendolo, con il silenzio, a leader (magari senza e) che ne fanno strame e lo rendono non credibile distruggendo dall'interno come un cancro inarrestabile il gregge di pastori troppo attenti ai lustrini del lupo che alla sostanza del messaggio

Postato da luca anedda il 09/04/2011 21:10

Parliamoci chiaro:l'individuo è moralmente, umanamente, politicamente, penalmente inadatto a ricoprire il ruolo che ricopre.Per la verità dovrebbe essere inadatto a ricoprire parecchi ruoli.Penso ad esempio alle Forze Armate:nelle note caratteristiche di un Ufficiale c'è anche la voce "comportamento nella vita privata".Vi immaginate le sue note caratteristiche come sarebbero.Oppure se sottoposto a procedimento penale da parte della Magistratura,il suo avanzamento di grado sarebbe congelato in attesa del giudizio.Ma penso anche nel settore civile dove a volte il solo mancato rispetto del "dress code"provoca un immediato richiamo dell'individuo.Ma infine mi domando:come può un Cattolico sopportare tutto questo;questo penoso svilimento della morale;questo costante attentato ai valori comuni così faticosamente costruiti in questi decenni di Repubblica;il costante attacco alle Istituzioni;la perenne rappresentazione di una realtà che non c'è.Come si può ancora sottostare a tutto ciò?In nome di che cosa?Di quali valori Cristiani stiamo parlando?Quale modello di vita ci ha costruito in questi anni questo guascone?

Postato da folgore il 09/04/2011 20:50

Non si potrebbe parlare di cose serie, o serve sempre andare a vedere delle cosette come le barzellette o meno belle del Premier?

Postato da giancarlochiari il 09/04/2011 19:12

" Già il dotto e il ricco ed il patrizio vulgo, / decoro e mente al bello italo regno, / nelle adulate reggie ha sepoltura già vivo e i stemmi ultima laude" scriveva Foscolo denunciando la mancanza di dignità e di rispetto della memoria dei loro antenati dei dirigenti lombardi osservando che l'arte del Parini pungea "il lombardo Sardanapalo Cui solo è dolce il muggito de' buoi. Lo fan d'ozj beato e di vivandecui solo è dolce il muggito dei bovi che dagli antri abduani e dal Ticino lo fan d'ozi beato e di vivande". Nei Sepolcri così è dipinto il lombardo di fine settecento e primi ottocento: sembra quasi una profezia se si pensa al modo di vivere e di esprimersi della coppia B&B che governa. Mi vien quasi vergogna di essere lombardo, e mi domando come saranno ricordati non solo loro ma i lombardi che li sostengono a partire dal cattolicissimo Formigoni e da don Verzè che a Milano onorano l'espressione più compiuta del materialismo che si dichiara cattolico. Le barzellette, le ultime in diretta mentre si premiavano ragazzi che si erano impegnati nello studio son un oltraggio all'impegno di queste ragazze e di questi ragazzi ma non solo. Mi domando dove siano i cattolici italiani: i partiti di B&B predicano 'fora dai ball", predicano il culto dello sfarzo e della ricchezza sprecata e sprecona, la donna come monile da comprare e esibire, la bugia come comunicazione, il respingimento dei poveri su barche o nei carrozzoni e nei campi nomadi, e accusano chi scopre le loro magagne, giudici o giornalisti, di averle scoperte. Dove sono i cattolici che devono, devono testimoniare la verità? Davanti ai tribunali di Milano con la Santanchè, splendida figura come Giuliano Ferrara da prendere ad esempio? Nel salotto con madonna in vista ad accusare chi ha pubblicato le intercettazioni? Mi domando se non si chiedano se le intercettazioni siano realmente avvenute prima di addentrarsi molto farisaicamente in dispute di tipo giuridico legale... come cattolico mi interessa assai poco se sarà giudicato, condannato o assolto. MI interessa sapere se le intercettazioni sono vere perchè se sono vere di queste si può dire che come vuole il Vangelo "quello che avete detto sotto il tavolo sarà gridato sopra i tetti". Il vangelo non chiede a nessuno di entrare in politica, ma chiede a tutti di vivere il suo messaggio e a chi dà scandalo consiglia di mettersi un pietra al collo, per un cattolico è un dovere non fare il giudice ma ma dare esempio e testimoniare la verità a meno di scegliere come Pilato la domanda "e cos'è la verità" prima di lavarsi le mani e affidare Cristo a quelli che allora erano il partito di Dio (almeno così si dichiaravano farisei e scribi guide di tanti che come tanti cattolici oggi usano la il vangelo per difendere l'indifendibile, dal divorzio B& B sono divorziati e risposati, B&B predicano l'intolleranza contro la prostituzione per strada, (salvo... ), predicano il respingimento degli immigrati, predicano lo scontro con le altre religioni e non mi pare proprio che Cristo o i suoi apostoli avessero dichiarato guerra agli dei romani, hanno predicato e testimoniato fino alla morte ma mai hanno usato espressioni simili in qualche modo al conflitto contro l'Islam predicato dal secondo B. le barzellette tradiscono nei loro contenuti le aspirazione del Sardanapalo di Arcore, nei confronti della donne: dal modo con cui sedurre una donna versandole champagne sul seno, all'offerta del Bunga Bunga alle laureate. Fa specie l'assenza della gerarchia o meglio il silenzio... Scatenati pochi decenni fa contro film a sfondo sessuale o con scene di nudo tacciono su questo genere di comunicazioni inducendo a credere che siano innocenti e non lo sono. Nel Vangelo Cristo osserva "non quello che entra nella bocca ma quello che ne esce testimonia quello che è nel cuore" Perchè Bagnasco tace? perchè la Cei tanto decisa a difendere i privilegi delle scuole cattoliche frequentate dai ricchi e dalla borghesia che non vuole mescolare i propri pargoli con quelli degli stranieri non dice chiaramente che ne pensa di questo modo di parlare, di questo modo di predicare.. cosa aspetta? che, come dice la bibbia, Dio si rivolga alle prostitute e agli stranieri perchè nel cuore degli italiani non c'è posto per due padroni Dio e il danaro o Dio e il potere. prego che Dio ci mandi un don Romero, finora i profeti che ha mandato, da don Minzoni e don Milani, da don Bosco a don Mazzolari, non sono stati ascoltati.

Postato da Enzo52 il 09/04/2011 18:58

L’articolo si conclude con la domanda, giudichi il lettore se il pensiero del premier è o no comune con il pensare in Italia. Bella domanda! Per quanto mi riguarda (da buon napoletano) vorrei esprimere il mio pensiero utilizzando quanto fa dire Eduardo De Filippo nella commedia Natale in casa Cupiello al figlio “Nennillo” il quale non aveva messo nella lettera di natale l’intenzione di fare stare bene in salute, insieme a tutta la famiglia, anche lo zio, venendo minacciato dallo stesso Nennillo, aggiunge nella lettera che deve stare sì bene ma “con qualche malattia”.

Postato da spark il 09/04/2011 18:19

In Italia, purtroppo, il comune pensare pare sia ancora a maggioranza dalla parte di Ridolini! All'estero, come dice il dott. Vecchiato, le barzellette piacciono meno... interessano di piu' i fatti! L'ultimo giudizio sul nostro Paese di cui dobbiamo ringraziare B. mi e' capitato di leggerlo sul mensile "Mondo e Missione" di questo mese, a pag 79, si tratta di un articolo di uno dei maggiori quotidiani indiani, The Hindu: "....Di certo in India al governo non c'e' un dongiovanni stanco e anziano come Silvio Berlusconi che con le sue nottate di bunga bunga ha coperto l'Italia di vergogna. In India comportamenti del genere sarebbero impossibili." Appunto, in India: da noi ..si dice che ognuno a casa sua puo' fare quello che vuole!
Osvaldo Bardelli

Postato da Ilvio d'Onofrio il 09/04/2011 17:26

Per quanto mi riguarda c'è riuscito ad influire sulla mia personale opinione, cioè: non voglio avere come responsabile del governo della mia Nazione questo personaggio!

Postato da Virgilio il 09/04/2011 17:12

Purtroppo il creatore di quelle TV che Vittorio Messori aveva detto ""nelle quali Dio non è neanche un'ipotesi"" ha plasmato l'Italia a sua immagine

Postato da dino avanzi il 09/04/2011 17:09

E infatti, solo comunicazione mass-mediatica, sembra non ci siano più ideali su cui costruire un ragionamento politico, amplificazione o nascondimento dei problemi a seconda delle convenienze.
Dino 51

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